La presidente Santelli e la Trasversale delle Serre

Il Comitato fece togliere i massi

La presidente Santelli ha esplicitamente menzionato, tra i lavori pubblici necessari alla Calabria, la Trasversale delle Serre. Nella veste di presidente onorario del Comitato, e certo di interpretare i sentimenti del presidente e di ogni altro, la ringrazio, e spero poterle presto rendere merito per risultati rapidi e concreti.

La Trasversale è rimasta, da mezzo secolo e oltre, nelle condizioni in cui versa, e di cui diremo, anche per l’incuria della classe politica. Negli anni, raramente abbiamo visto qualche esponente dedicare attenzione alla strada; e quando se ne interessò Soriero, fece il danno che tutti sappiamo, con il buffo secondo svincolo di Argusto.

La Regione, finora, era stata assente dalla questione. Se ora vuole agire, può essere determinante molto al di là delle forme e dei poteri, cioè con il suo peso politico e morale.

La situazione attuale è questa:
– Il Comitato ha ottenuto l’apertura del tratto Gagliato – Chiaravalle, per lunghissimo tempo assurdamente chiuso;
– A Gagliato, però, si arriva ancora attraverso una statale 182, che nel frattempo, e in mancanza di ogni idea dell’urbanistica, è divenuta viottolo interno di Laganosa; e con la provinciale da Turriti;
– Il Comitato ha imposto la sua idea: niente costosi e dubbi piloni di decennale attuazione, magari ognuno con il suo ricorso al TAR eccetera, ma ammodernamento della provinciale; e sede statale a monte, dismettendo il tratto di Laganosa;
– L’ANAS ha ripetutamente dichiarato di accettare tale proposta;
– Per tale tratto dell’opera, esistono, e devono essere tirati fuori, i finanziamenti reali; sono reali, non quella parola dialettale calabrese “stanziamento”, che di solito non significa nulla. Quei soldi ci sono, vanno estorti a chi li trattiene.
– In condizioni pessime è ancora il tratto di Vallelonga e Scornari.

Questa strada è di somma importanza, e non certo per i comodi o gli scomodi di Tizio o Caio, ma per consentire alla fascia Ionio – Tirreno di vivacizzare la sua economia di:

– Industria boschiva e del sottobosco;
– Agricoltura e allevamento, con i prodotti tipici;
– Turismo nel senso di interazione tra mare, direi mari, e montagna.

Mentre invitiamo la popolazione a tornare a mobilitarsi, sollecitiamo la presidente Santelli ad esercitare la massima pressione a tutti i livelli della politica e dell’amministrazione.

Ulderico Nisticò