La questione dei tirocinanti calabresi: Il calvario degli invisibili

Riceviamo e pubblichiamo:
Prosegue, nel segno del nulla di fatto, la ricerca di soluzioni riguardo al futuro dei tirocinanti calabresi (uomini e donne, madri e padri di famiglia, giovani e meno giovani, lavoratori disoccupati e lavoratori appartenenti all’ex bacino della mobilità in deroga) che operano presso Enti e Ministeri (Giustizia,Miur,Mibact) in qualità di tirocinanti presso gli stessi e pertanto senza vantare alcun diritto spettante al lavoratore (in termini contributivi e previdenziali) ma percependo un’indennità mensile che oltretutto non basta a far fronte ad ogni esigenza famigliare e personale.

La classe politica (regionale in primis) ha da sempre marciato sopra sulla problematica dei tirocinanti calabresi, illudendoli con promesse in termini di prospettive di lavoro future, anche se la finalità vera e propria di chi aderisce a progetti di politiche attive è il ricollocamento nel mondo di lavoro di chi vi aderisce (in questo caso i tirocinanti calabresi).

Mentre la precedente giunta regionale aveva votato per la storicizzazione dei tirocinanti calabresi (quindi un seppur minimo interessamento), l’attuale giunta regionale è intenzionata a porre a termine il fenomeno dei tirocini per i circa 7000 mila calabresi che vi prendono già parte e di destinare le future risorse disponibili dopo essere state sottratte al dipartimento formazione e lavoro da investire altrove. Nel senso buono del termine per l’attuale politica regionale i tirocinanti calabresi rappresentano quella gramigna da estirpare dopo essere stata concimata per anni con fondi spesi affinché ne fosse incrementata la relativa formazione personale e a cui va merito di avere garantito il più che positivo funzionamento dei servizi da essi garantito (servizi altrimenti limitati notevolmente dalla cronica carenza di personale in tutto il territorio calabrese sia negli enti che nei relativi ministeri).

L’attuale giunta regionale (in rappresentanza del popolo calabrese e pertanto anche dei tirocinanti calabresi) continua ad addossare la colpa della precarietà e dell’incertezza dei tirocinanti calabresi al governo nazionale (che oltretutto in precedenza non ha approvato gli emendamenti a favore dei tirocinanti Ministeriali Giustizia e facendo quindi muro nel risolvere la precarietà di queste persone). Quindi lo scenario che si prospetta per i circa 7000 mila tirocinanti calabresi non è dei migliori (si vive nello stallo più totale e lo scorrere del tempo non migliora la condizione personale di queste persone illuse e ingannate da promesse di prospettive di lavoro future (la finalità delle politiche attive è il reinserimento dei lavoratori che sono esclusi dal mercato del lavoro e questo guarda caso si continua ad ignorare).

E del dramma della precarietà di queste persone che visti i scenari verranno certamente buttavi via come giocattoli rotti cosa ne pensa il Ministro – del Lavoro e delle Politiche Sociali, Dott.sa Nunzia Catalfo?. Non è forse giunto il momento di cominciare a fare qualcosa di concreto per queste persone cioè i tirocinanti e di tutelarli seriamente garantendoli quanto richiesto, cioè concrete garanzie di lavoro?. Si attendono aggiornamenti.