La rapina europea delle case, ovvero, Greta ha colpito ancora; e la Regione

La Corte dei conti certifica il fallimento della Regione Calabria, e quindi che il cancro della nostra terra è proprio essa, la Regione, e io dico ininterrottamente da Guarasci a Spirlì. Speriamo in Occhiuto, e passiamo a Bruxelles.

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Fallito nel ridicolo, e per insurrezione popolare nel silenzio di Stati e Chiese, il tentativo di toglierci il Natale se non si offendeva Erode, l’Europa sta provando a toglierci la casa. Furbetti, vero?

Dice l’Europa che se una casa non è “green” non la puoi vendere né affittare. Greta sarà sicuramente felice, ma i proprietari no.

 Come mai? Perché la maggior parte dei moderni condomini italiani risale agli anni 1970-80, e tutto possono essere tranne che “green”.  I proprietari del 2021 hanno acquistato gli appartamenti quando avevano da 30 a 40 anni; oggi ne contano da 70 ad 80, e non è età da mettersi a ristrutturare stanze ed interi edifici. Ammesso ci siano i soldi per farlo. E sono appartamenti degli anni 1970, troppo grandi per qualsiasi cosa di oggi: il famoso salone, destinato, per dirla in calabrese, “si vena ‘ncunu”, si rivela un immane sperpero di metri quadri. I figli… ai giovani odierni basta un quartino, praticamente due bagni e una cucina tinello, e una camera. Se viene “ncunu”, lo portano in pizzeria.

 La soluzione, per gli anziani, sarebbe dunque di vendere. Ed ecco che arriva Greta, l’onnipresente Greta, l’onnipotente Greta, Greta all’ONU, Greta in senato, Greta in Vaticano, Greta presidentessa occulta dell’UE, Greta la quale stabilisce che non si può vendere se la casa non è “green”. E siccome nessuna casa è “green” e nessuno ha soldi e voglia di renderla tale, ecco che la normale vendita, ad oggi, non si può fare. E magari l’EU sta macchinando qualche bella tassa sulla proprietà? E già, come disse un certo Proudhon, “la proprietà è un furto”, se è mia; se è dei sederi piatti di Bruxelles, è bontà d’animo.

 Come finisce? Che il valore delle case crollerà per offerta tanta e domanda scarsa. Ma, dite voi, che offerta, se Greta dice che non si può vendere? Uh, ce ne sono trucchi, tipo la nuda proprietà… E basta una circolare UE che permetta di comprare promettendo di rendere (prima o poi: poi) “green” la casa: secondo voi, i burocrati di Bruxelles non ne sono capacissimi? E i pignoramenti, dove li mettiamo, che sono sempre in agguato? E se devono pignorare la casa, se ne fregano se è “green” o nera come la pece.

 E chi comprerà? Chi ha i soldi; e non dico i singoli privati, ma qualche società anonima internazionale, di cui vorrei conoscere gli azionisti, e ci faremmo due risate. E qui mi fermo, atterrito dallo stalinismo di Stato e di UE.

 Poi dite che uno pensa a male! Lo vedete, ragazzi, a che si rende utile Greta? E come mai una fanciullina manco diplomata, anzi con moltissime assenze a scuola, detta legge sull’avvenire del Pianeta? Una che non l’ascolterebbero nemmeno durante le frettolose assemblee d’istituto, e invece aiuta a buttare giù il prezzo del condominio…

 E se, dopo le case e le auto, l’Europa attacca, come poco “green”, anche le provole e le soppressate? Tranquilli, a qualche passacarte verrà a mente, verrà…

 A proposito, il Parlamento europeo serve solo ad intascare lo stipendione mensile?

Ulderico Nisticò