Premesse indispensabili, così a certi amici miei passa la voglia di approfittare del presente articolo per parlare dei fatti loro. Io non ho tessera di partito dal 31 dicembre 1994, quando Fini, e con lui tantissimi, posero dissennatamente fine al MSI-DN al massimo del suo successo elettorale!
Da allora ho votato per il centrodestra regionale, sempre però in modo indiretto; incluso ottobre scorso. Infine, in queste poche righe io discutere solo di cultura, perciò se volete altro, scrivete un articolo voi e non pensate di farmi dire quello che non dico.
Del resto, la Regione Calabria non è che non abbia una cultura da quando c’è Occhiuto o ne avrebbe una se domani governasse Carlo Marx in persona, bensì non ne ha da quando esiste, quindi dal 1970. Nel nostro contingente caso, Occhiuto, trionfalmente rieletto, ha tenuto per sé l’assessorato; e ciò, sulle prime, mi aveva rallegrato.
Dal 1970, infatti, gli assessori sono stati tutti di inutile arredamento, anche i pochi che, personalmente, vantavano un poco di livello culturale o se l’inventavano nelle cerimonie ufficiali. Sperai in Occhiuto, se non che ne rimasi e ne rimango deluso. Una mattina del 26 aprile, Occhiuto ha nominato una Cabina di regia, la quale, alla data del 4 agosto, gareggia in sonno con Endimione e con Aligi. Quelli della Cabina, essendo ufficialmente “colti” sapranno chi furono: o no? Ahahahahah. Certo non glielo spiego io, povero pensionato di periferia: si arrangino.
Non abbiamo dunque alcuna notizia di politica culturale. Si sa di soldi concessi a Questo e Quello, dove varie colonne d’Ercole e trappole burocratiche che paiono – paiono, dico! – fatte apposta per favorire Quello e Questo. Volete ridere? Immaginate che io, colto dalla flagrante Canicola (chiedete alla Cabina quale poeta latino lo scrisse: ahahahah), vada da qualche scaldasedia regionale a presentare una proposta qualsiasi, per esempio l’anno 2027 dei Normanni.
Il travetto esclamerebbe subito “Ma che bella idea! ma solo a Ulderico possono venire scoperte del genere… ”; poi, dopo teatrale pausa, “Però in questo delicato momento della crisi di Hormuz e di Ceuta… Ci rivediamo a Natale”, non si sa di quale anno. Ovvio che il passacarte della Cittadella non ha la minima informazione su Ceuta e Hormuz o qualsiasi altra cosa: poco male, può chiedere lumi alla Cabina di regia! Ahahahahahah. Ovvio che io non mi sogno nemmeno di andare a perdere tempo con il retribuito ignorantone.
Questo, in sintesi, per la politica e la burocrazia. E la cultura? Silenzio assoluto da parte delle università, con particolare riguardo all’unica che in qualche modo insegna storia e lettere, l’UNICAL. I famosissimi scrittori? I poeti dalla mediocre prosa andando ogni tanto arbitrariamente a capo? I piagnoni tipo “pijji pisci e jestimi”? I restanti (mezzora) nei paeselli più sperduti? Gli sbarcatori di Ulisse ogni dieci chilometri? Gli antimafia di mestiere segue cena? Tutti a dormire come nella casa del sonno di Ovidio. Ovidio? Chi era costui? Chiedetelo alla Regione.
Con tanti saluti alla Cabina e all’assessore pro tempore, per il quale, indirettamente, ho votato.
Ulderico Nisticò