La riforma della magistratura?

 Notare il punto interrogativo, che, in questo caso, insinua il dubbio. Il governo e la sua supermaggioranza siderale sono palesemente in cerca di compromessi; mentre l’Associazione N. Magistrati si è decisamente opposta, e minaccia lo sciopero.

 Per entrambe queste ragioni, non entro nei particolari della riforma proposta dal governo; ma faccio notare che l’ANM si oppone e basta, e non ha presentato una sua proposta di riforma. Intanto il nuovo Consiglio Superiore Magistratura dev’essere eletto tra poco più di un mese, e se non passa nessuna riforma, sarà rieletto come è stato eletto l’attuale. Ma guarda un po’!

 Palamara, che a sua volta non è un giglio di campo, ci ha spiegato tante cose. Non so e non voglio sapere se ha ragione; so che, in qualsiasi altra parte del mondo, dopo quelle accuse il CSM avrebbe dovuto esplicitamente difendersi; e doveva così pretendere avvenisse chi del CSM è presidente, e invece ha osservato il più totale silenzio.

 L’impressione è dunque che CSM e magistrati non vogliano cambiare le cose, e a loro stanno bene così. Attenzione, amici lettori: i magistrati italiani sono, nella quasi totalità, onesti impiegati dello Stato, con la consueta percentuale di disonesti che c’è in ogni categoria. I più fanno il loro lavoro, solo che lo fanno con molta calma, e la durata di un procedimento civile è notoriamente di anni, con danni gravissimi all’economia e alla stessa giustizia.

 Quanto al penale, siamo in una situazione di sconcertante incertezza. Il Codice, per chi non lo sapesse, è il 1930, e il ragazzino che s’iscrive a Legge e lo compra ha la sorpresa di leggere che giudicherà in nome dei seguenti signori: Vittorio Emanuele III re d’Italia, Benito Mussolini capo del Governo, Alfredo Rocco guardasigilli; di cui magari il prof. a scuola gli ha parlato malissimo, e invece sono sempre lì. Idem per il Civile, con Vittorio Emanuele III re d’Italia (stavolta però anche re d’Albania e imperatore d’Etiopia), Benito Mussolini capo del Governo, Dino Grandi guardasigilli.

 Ovvio che i Codici sono stati modificati negli anni, ma è proprio qui il punto: nessuno ha avuto il fegato di riscriverli (ragazzi, un Alfredo Rocco non si trova dietro l’angolo!), però li hanno impiastricciati con toppe e rattoppi, interpretazioni, e botte di contrastante ideologia: ecco come fu che, per la stessa identica situazione, Salvini è stato assolto a Catania e processato a Palermo. Attenti, può capitare a ciascuno di voi, cari lettori, secondo gli umori di due diversi pubblici ministeri. E non è finita: Penale e Proceduta Penale sono desolatamente in contrasto: la procedura l’hanno rifatta vedendo i film di Perry Mason.

 Peggio, i magistrati appartengono a diverse correnti, che non solo esistono, ma sono sfacciatamente ufficializzate.

 Riassumendo: i magistrati si stanno opponendo a qualsiasi riforma, ed evidentemente stanno bene così; la politica, giusto per non perdere la faccia, manderà avanti una riforma della domenica. Come dicevano i Latini, “quieta non movere”, cioè, lasciamo le cose come stanno.

 E non ci sarà riforma radicale del CSM, che dopo il prossimo giugno tornerà a dormire sonni tranquilli.

Ulderico Nisticò