Il governo si oppone alla richiesta di archiviazione dell’inchiesta su Ustica: e fa benissimo, perché è ora che gli Italiani tutti sappiamo la verità. E attenzione che della parola verità si fa abuso, e spesso pare di capire che chi vuole la verità voglia la verità che piace a lui, o quella che ha già in mente. Io, nel mio piccolo, vorrei la nuda e cruda verità, quale che sia.
I fatti: il 27 giugno 1980 (quindi, 46 anni fa!) a bordo di un aereo sul cielo di Ustica accadde… e qui iniziano i misteri. L’aereo venne recuperato dal mare, su iniziativa del giudice Rosario Priore, sostenuto dal governo Amato; era presidente della repubblica Cossiga. Si trovarono evidenti tracce di esplosione. Si pensò a una bomba trasportata da un attentatore; mentre si faceva strada l’ipotesi di un missile nel corso di un combattimento tra aerei francesi e americani, e aerei libici. Del resto, saranno gli Usa di Obama e la Francia di Sarkosy ad attaccare e devastare la Libia, nel 2011, uccidendo Gheddafi.
E qui interviene il mistero nostrano del mig libico “caduto” a Castelsilano, di cui non si seppe mai granché.
Comunque siano andate le cose, non vedo più alcuna ragione per non andare a fondo. Tranne Amato, inesorabilmente ancora sulla scena (un altro mistero?), quelli del 1980 sono tutti morti: Cossiga (un altro mistero?) nel 2010; Mitterand, Francia, nel 1996; Carter, Usa, nel 2024; Gheddafi, ripeto, assassinato nel 2011.
E già che ci troviamo, a proposito di anni 1980, farebbe bene a tutti una ventata di verità su quanto accadde in Italia in quei decenni. E chi deve farlo?
Con buona pace del mito della magistratura, non saranno i giudici a rivelare i misteri. Il loro compito è scoprire e punire le responsabilità personali: esempio, incriminare il pilota o francese o americano o libico o non si sa, che si sospetta abbia sganciato il missile; e non incriminare Carter, Mitterand, Gheddafi, Cossiga, anche perché morti, e mors solvit omnia.
Lo stesso per gli attentati, i rapimenti, le uccisioni, le bombe eccetera, di cui pullulò l’Italia: se qualche servizio segreto nemico (o “amico”?) ha deciso qualcosa, non ce lo dirà mai, giacché si tratta di un servizio “segreto”.
Chi c’è stato, in quegli anni, ricorda che era facilissimo trovare esecutori materiali di qualsiasi cosa, sia a pagamento, sia, e più sicuri, per ideologia.
Per lo storico, e ormai siamo alla storia, conta poco se il singolo colpevole fu X o Y. Conta ricostruire la triste cronaca di un’Italia in cui non funzionava niente, in cui si sparava in mezzo alla strada, in cui Moro venne rapito e ucciso nel bel mezzo di Roma e nessuno fece niente di serio, tranne Prodi con una fallimentare seduta spiritica… eccetera.
Fuori la verità?
Ulderico Nisticò