È la notizia che tutti aspettavano, quella che scioglie mesi di angoscia e restituisce la speranza. Maria Luce, la bambina di appena 6 anni arrivata all’ospedale “Giannina Gaslini” di Genova in condizioni disperate lo scorso aprile, è ufficialmente fuori pericolo. A darne l’annuncio ufficiale, con una nota congiunta, sono stati il presidente della Regione Liguria, Marco Bucci, e l’assessore alla Sanità, Massimo Nicolò.
Un quadro clinico d’esordio drammatico, il suo, conseguenza di un grave episodio avvenuto a Catanzaro: una gravissima lesione traumatica dell’aorta toracica, una lacerazione epatica a tutto spessore, importanti contusioni polmonari e un delicato trauma cranico. Un quadro che lasciava pochissimo margine di manovra, ma che ha visto accendersi una straordinaria macchina dei soccorsi.
Il primo miracolo in Calabria e il volo salvavita
La prima battaglia decisiva si è combattuta in terra calabrese. È lì che l’équipe guidata dalla dottoressa Stefania Faragò, responsabile dell’Anestesia e Rianimazione dell’AOU “Renato Dulbecco” di Catanzaro, è riuscita nell’impresa straordinaria di stabilizzare la piccola, rendendo possibile l’impossibile: il trasporto aereo.
Maria Luce è poi volata verso Genova a bordo di un velivolo dell’Aeronautica Militare appositamente allestito come una vera e propria unità di terapia intensiva volante, scortata passo dopo passo da un medico e un’infermiera del Gaslini.
L’intervento al Gaslini: “Una lesione tra le più gravi mai viste”
All’arrivo nel capoluogo ligure, l’evoluzione della lesione aortica ha imposto un intervento cardiochirurgico d’urgenza ad altissimo rischio. A tracciare la gravità della situazione è il professor Guido Michielon, direttore della Cardiochirurgia del Gaslini:
”Ci siamo trovati di fronte a una delle lesioni traumatiche più gravi che possano interessare l’aorta. Il vaso era completamente separato per un tratto di circa quattro centimetri e la continuità era garantita soltanto dallo strato più esterno della sua parete”.
I chirurghi sono riusciti a ricostruire il vaso con l’ausilio fondamentale dell’ECMO (la macchina per la circolazione extracorporea), che ha garantito la perfusione e la vita degli organi vitali durante tutta la durata dell’operazione.
Il risultato finale va oltre ogni migliore aspettativa:
”Il flusso nell’aorta è stato completamente ripristinato, il polmone sinistro è tornato a riespandersi e, soprattutto, la bambina non presenta danni neurologici né deficit motori: è il miglior risultato che potessimo ottenere”, ha concluso con orgoglio Michielon.
Un’alleanza per il futuro: nasce la collaborazione Liguria-Calabria
La storia della piccola Maria Luce non lascia dietro di sé soltanto il sapore dolcissimo di una vita salvata, ma si trasforma in un modello di sanità integrata ed eccellente.
I due ospedali hanno infatti annunciato la prossima firma di un atto aggiuntivo alla convenzione già esistente, della durata di tre anni. L’accordo prevederà che i chirurghi dell’Istituto Gaslini operino periodicamente a Catanzaro, affiancando la struttura calabrese con programmi di teleconsulto continuo e percorsi di formazione specialistica per il personale locale. Una sinergia nata nell’emergenza che diventerà ora una risorsa permanente per la salute dei più piccoli.