La Trasversale: nel 2023…

…canticchiava una canzoncina di mezzo secolo fa, futuribile, immaginando un anno di meraviglioso progresso eccetera. Come quasi tutti i profeti, si sbagliava, e, nel 2022 a metà, siamo messi male, e, in mano a una classe dirigente arrangiata (mica solo in Italia), e ad intellettuali ufficiali di scarsissimo valore.

 Qualcun profetizza che nel 2023 vedremo i lavori della Trasversale. Boh! Non certo nel 2022, giacché siamo a giorno 7 luglio 2022, e ci si annunzia che “ subito, partiranno gli espropri”; quando, beh, non prima dell’autunno. Operai e ingegneri? Manco uno, se ne vede.

 Subito, cioè in autunno, partiranno i ricorsi, già preparati da stuoli di avvocati vogliosi di cause; e tutti conoscete quanto sia efficiente e rapida la nostra amata e venerata Magistratura; e c’è sempre un TAR in agguato.

 Ci vorrebbe un miracolo, dunque, per vedere un piccone e una vanga nel 2023.

 Ora scopro, e mi cadono e braccia: ancora qualcuno seriamente pensa che gli affari o meno di un negozio dipendano dal parcheggio davanti la porta, e dalla strada se passa vicino. E invece un esercizio funziona se la merce è buona a prezzo giusto, e io ci vado anche a piedi; se è il contrario, non ci vado manco se mandano a prendermi da casa.

 Ripeto infine che ogni interesse particolare è rispettabile, e magari legittimo: ma, in Calabria, come del resto negli ultimi quattromila anni e rotti, non esiste alcuna idea dell’interesse generale e della comunità, ma sempre e solo “mio, io!”

 La Trasversale sarebbe l’ultima speranza del territorio della Valle dell’Ancinale, che versa in estremo degrado: e la cosa non riguarda “io, mio”, riguarderebbe “noi”. Ma a chi glielo dico?

 Scommettete che nel 2023 non vedremo un centimetro?

Ulderico Nisticò