Labirinto calabrese

Se io non fossi calabrese, e perciò, volente o no, vittima, ci farei una commedia ridicola. Personaggi:

– Callipo, un tempo ritenuto simpatizzante di destra, oggi si fa simpatizzare da Zingaretti del PD.
– Come imprenditore, Callipo riscuote attenzione; quando farà una lista, perde anche i consensi degli operai del tonno. Sono curioso di leggere, il 27 gennaio, i numeri di Pizzo e Maierato.
– Zingaretti, segretario del PD, sostiene Callipo, ma si affretta a precisare che Callipo non è il candidato del PD: se fosse del PD, chi cavolo voterebbe Callipo? Ahahahahahah!

– Il PD è muto come la notte. Per dire cose vicine a noi, sapete qualcosa del petrizzese Viscomi e caudatari? Uhuhhuhhuh!
– Il medesimo Zingaretti si fa in quattro per levarsi di torno Oliverio, presidente uscente e dirigente nazionale del PD.
– Oliverio sta schierando a suo sostegno tutti i beneficati e postulanti e poeti di corte e custodi di cimiteri inesistenti; e nemmeno sono pochi, i suoi; se si candida, toglie al PD quei quattro voti che gli rimangono.
– Ha provato ad utilizzare una certa Jasmine, ma Zingaretti non ci è cascato.
– Il PD calabrese è agitatissimo, e vengono commissariate Cosenza e Crotone, cioè mezza Calabria.

– Che esista su questo pianeta una certa Robbe, assessore di Oliverio, lo apprendiamo dalla notizia che si dimette contro Oliverio.
– Di Maio voleva fare un favore a Zingaretti non candidando per niente i 5 stelle; progetto fallito, e gli tocca un tale Aiello, fino alla settimana scorsa ignoto anche al condominio.
– Aiello dice che vuole i voti per battere la destra, ma non vuole i partiti, cioè il PD; i 5 stelle li deve volere per forza, visto che ne è il candidato, e i 5 stelle sono un partito.
– Candidato, per la verità, Aiello di qualcuno dei 5 stelle; molti altri non ci stanno, in specie la Nesci, la quale dice che il suo movimento “è evaporato”. I numeri le danno ragione.
– Ora vediamo che dice Rousseau.
– Tansi diventerà consigliere regionale, e non mi dispiace: magari per la prima volta da anni la Calabria conoscerà l’ebrezza dell’opposizione.
– La destra non esiste. Il centro(destra) è nel Labirinto senza nessun filo.
– La Calabria, terra di scarto, spetta a Berlusconi, il quale, a sua volta, non ha un partito; e i suoi consiglieri regionali sono stati, finora, i migliori amici di Oliverio.
– Si vocifera la Santelli, chi era costei?
– Fratelli d’Italia, interessata alla Campania, in Calabria vuole qualche consigliere, e lo avrà.
– Invernizzi, delle due è l’una: o ha in testa un piano volpesco, o annaspa nel vuoto. Per ora, sa dire solo di no.

– La Lega in Calabria ha un potenziale mare di voti… e niente altro; soprattutto, non ha una proposta che sia una, e non si cura di procurarsene.
– Gli Occhiuto hanno la bava alla bocca contro la Santelli.
– Se gli Occhiuto si fanno una lista a parte, F. I. arriva allo 0,1% scarso.
– Se il centro(destra) candida gli Occhiuto, ha già perso. Lo stesso per Abramo.
– Qualche maligno pensa a un accorduni interregionale… Maligni, vero?

Dite voi: ma tu, che proponi? Niente, non propongo niente, a venti giorni dalla presentazione delle liste. E ho scritto e detto cose a decine, chi è capace di leggere e capire.

Bisognava pensarci prima, molto prima; e non dico i partiti, i quali, per definizione, pensano ognuno alla propria parte. Dico che ci doveva pensare la Calabria, discutere, litigare, analizzare, ipotizzare… e non farsi cogliere dal 26 gennaio così impreparata.

E meno male per i politicanti che non si vota il 15 dicembre, o manco si presentavano, le liste!
Ma per anni tacquero gli intellettuali, i giornalisti, i filosofi, i poeti, i professori e tutti gli innumerevoli chiagn’e fotte della cultura ufficiale e antimafia segue cena… tutti, e quando si sentì dire che la Calabria è la terzultima su 360 regioni; e quando abbiamo letto che si spopola; e quando… eccetera; non un cagnetto che abbia mai espresso un parere. Oggi, quasi metà dicembre, è troppo tardi. E tutto quello che sentiremo, sarà solo campagna elettorale, in cui, sappiamo, ognuno promette… no, garantisce latte di gallina e l’Eldorado.

Quello che è peggio, uno dei sunnominati sarà presidente della Regione, e con lui un mucchio di arrivisti saranno consiglieri. Come dal 1970 senza alcuna eccezione.

Ulderico Nisticò