L’abolizione delle mascherine per i bambini è una fake news

In qualità di giornalista, oltre che di futura dirigente scolastica, vorrei intervenire su una vicenda che sta creando molta confusione nelle scuole del primo ciclo. Da alcuni giorni circola sui social una notizia secondo cui il Tar Lazio avrebbe disposto l’abolizione delle mascherine per i bambini di età compresa fra 6 e 11 anni, in quanto sarebbero dannose. Il falso allarme ha indotto alcune associazioni di genitori a diffidare i presidi del primo ciclo dal far indossare la mascherina agli alunni di quella fascia di età.

L’articolo è questo: https://www.professionegiustizia.it/documenti/notizia/2020/tar-lazio-obbligo-mascherine-eta-scolastica. Si tratta, ancora una volta, di un’errata interpretazione dovuta sicuramente alla lettura un po’ superficiale di un articolo e non della sentenza in questione. Attilio Fratta, presidente nazionale del sindacato Dirigentiscuola, nel ribadire la fondamentale importanza di analizzare i fatti partendo sempre dalla fonte, afferma che i dirigenti scolastici non possono abolire l’uso delle mascherine, ma devono limitarsi ad applicare le norme. Ragion per cui, fin quando il ministero, che ha previsto l’uso obbligatorio delle mascherine anche nel primo ciclo, non darà diverse disposizioni, i dirigenti scolastici vi si dovranno attenere.

L’equivoco si è generato in seguito ad un’ordinanza con cui il Tar Lazio, accoglie, in via cautelare, il ricorso proposto dai genitori di un alunno di età compresa fra 6 e 11 anni, che aveva avuto sintomi legati ad eccesso di anidride carbonica, dovuta (secondo i ricorrenti) all’obbligo di indossare la mascherina (obbligo introdotto dal DPCM 3/11/2020, in vigore fino al 3/12/2020), e fissa la trattazione dell’udienza di merito al 10 febbraio 2021, considerato che “le numerose e complesse questioni, anche di legittimità costituzionale, prospettate in ricorso richiedono l’approfondimento da effettuarsi nella naturale sede di merito”.

L’ordinanza, in realtà, è stata pubblicata il 4 dicembre, cioè, il giorno dopo la decadenza degli effetti del DPCM impugnato. Il Tar, quindi, non poteva sospendere un provvedimento che aveva già perso efficacia. Ma il Tribunale supera la questione formale, in considerazione del fatto che i DPCM rinnovano periodicamente le medesime disposizioni e “…non dovendosi svilire l’interesse alla salute di un minore- scrive Tar- sulla base della sola circostanza di fatto che il DPCM impugnato perderà efficacia il 3 dicembre 2020”.

Insomma, il Tar, anche se a DPCM scaduto, ritiene opportuno approfondire una questione di principio, per il futuro. Ciò con significa, però, che abbia sentenziato l’abolizione delle mascherine, che è tutt’altra cosa.

E difatti, Attilio Fratta chiarisce che il Tar Lazio non ha disposto l’abolizione della mascherina, perché l’ordinanza non è una sentenza, ma una sospensiva cautelare in attesa dell’udienza di merito, visto che per il Tribunale il ricorso appare assistito da adeguato fumus boni iuris.

La lettura di questa notizia, pubblicata con titolo ad effetto, ha ingenerato, però, il caos tra i genitori, che, in molte città d’Italia, sono insorti contro le mascherine, inviando diffide minacciose ai dirigenti scolastici del primo ciclo, intimandoli ad abolire l’uso dei dispositivi di protezione per i bambini dai 6 agli 11 anni.

Eppure, a leggere attentamente l’articolo si nota che è lo stesso autore ad ammettere: “Il titolo di questo articolo, pur avendo contezza del reale contenuto dell’Ordinanza porta a far considerare quale sarebbe stato l’esito della stessa in diverse circostanze”.

Come dire che il titolo è fuorviante rispetto al reale contenuto dell’Ordinanza. E ce ne siamo accorti! Peccato, però, che un titolo “fantasioso” sia riuscito a creare tanto scompiglio, che certamente non giova a nessuno in questo momento.

Ebbene, tanto per riportare la questione nei giusti termini, nessuno ha dimostrato finora che le mascherine facciano male, nonostante la menzionata “letteratura scientifica” a cui fanno riferimento le associazioni dei genitori”.

Se la mettiamo sul piano delle opinioni, vi sono, per contro, autorevoli pareri medici che dicono l’esatto contrario. Come riporta www.ansa.it, l’Ordine dei Medici, nello smentire una delle tante fake news afferma: “le mascherine non intrappolano l’anidride carbonica e non danneggiano il sistema immunitario (https://www.ansa.it/canale_saluteebenessere/notizie/alimentazione/2020/09/01/coronavirus-le-mascherine-non-fanno-male-_a4b3076d-dcae-4b2f-b6ac-48d0eb535363.html).

Lo stesso Tar Lazio non afferma da nessuna parte che le mascherine siano pericolose (non avendone, ovviamente le competenze mediche), ma invita l’amministrazione a fornire, entro 30 giorni, copia dei verbali del CTS (menzionati dalla difesa erariale) e una relazione in cui si chiariscano le evidenze scientifiche poste alla base dell’imposizione dell’uso della mascherina anche ai bambini di età compresa fra i 6 e gli 11 anni.

In conclusione, le mascherine continuano ad essere obbligatorie nel primo ciclo d’istruzione e i dirigenti scolastici non possono abolirle, a meno che non arrivi un contrordine dal ministero per l’istruzione.
Ora, pur comprendendo, naturalmente, l’interesse e l’apprensione su una tematica controversa come questa delle mascherine, vorremmo pregare gentilmente i giornalisti di non alimentare i facili allarmismi, come previsto peraltro dal loro codice deontologico. Nel contempo, invitiamo gli interessati a non farsi prendere dal panico di fronte a certe notizie dal tenore ansiogeno, perché se no, tra fake news e titoli gonfiati, si rischia di impazzire. Li consigliamo, invece, di leggere con più attenzione gli articoli, senza fermarsi ai titoli. E, ancora meglio, li invitiamo a leggere le sentenze. Perché una cosa è certa, a nostro parere, che la confusione e la disinformazione possono essere più dannose delle mascherine (ammesso, e non concesso, che le mascherine lo siano).

In momento difficile come quello attuale, creare inutili pressioni sui capi d’istituto, che agiscono e devono agire in base alle norme, rischia di minare la serenità della scuola e, quindi, degli stessi bambini che vogliamo proteggere. I quali, ora più che mai, dovrebbero vivere la propria giornata scolastica in un contesto rassicurante, con insegnanti tranquilli e dirigenti concentrati nella non facile guida di una nave in tempesta, bombardati come sono da disposizioni, linee guida, emergenze, circolari, chiarimenti, mozioni, raccomandazioni, decreti nazionali, regionali, prefettizi, recanti talvolta indicazioni poco chiare e contrastanti tra loro.

Lasciamoli lavorare in pace, se abbiamo a cuore il bene della scuola, fermo restando il confronto e il dialogo costruttivo. E, in attesa che il ministero fornisca i chiarimenti documentali richiesti, attendiamo con fiducia nelle istituzioni l’esito della vicenda!

Antonella Mongiardo