L’Addolorata e la Svezia

 Oggi, 15 settembre, dovrei farvi gli auguri, giacché sarebbe la festa patronale di TUTTA Soverato; ma siccome non lo sa quasi nessuno, e i pochi che lo sanno trascurano la notizia, è meglio se vi parlo della Svezia.

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 Anche la Svezia è una monarchia, ma di quelle nordiche, che se muore il re non fanno tutta la solenne tragedia dei funerali britannici, ma se ne va al camposanto in tassì e a spese proprie.

 Del resto, la dinastia regnante discende da ben poco magnanimi lombi. Nel 1809, la Svezia versava in un disastro politico; aveva perso la Finlandia a favore della Russia; un re era stato deposto, e il nuovo, Carlo XIII, era vecchio e senza eredi. Si decise un atto, è il caso di dire, rivoluzionario, offrendo il trono al francese Jean Baptiste Bernadotte, uno di quei borghesi figli del 1789 e della fortuna, che con atti di valore militare era diventato maresciallo di Francia e principe sovrano di Pontecorvo. Sua moglie, Désirée Clary, era figlia di un commerciante di Marsiglia, e per qualche tempo era stata fidanzata dell’allora squattrinato tenente Napoleone Bonaparte.

 Bernadotte accettò il trono; lo assumerà di diritto nel 1818, e di fatto ebbe i pieni poteri. Divenuto ormai svedese, si accordò con la Russia e con la Gran Bretagna; partecipò alla battaglia di Lipsia che annientò Napoleone; nel 1814 conquistò la Norvegia. Il Congresso di Vienna divise questo Regno: la parte continentale divenne autonoma ma sotto lo stesso Bernadotte; alla Danimarca rimasero Far Oer, Islanda e Groenlandia. L’unione personale tra Svezia e Norvegia durò fino al 1905.

 Una curiosità. Pontecorvo, oggi in provincia di Frosinone, era un antico possesso della Chiesa; Napoleone lo assegnò a Bernadotte, ma quando questi si schierò contro di lui, glielo tolse e lo diede a Luciano Murat. Ma quello non se ne diede per inteso, e ancora oggi i re di Svezia inalberano nel loro stemma anche Pontecorvo; che così ha due principi, uno a Stoccolma e uno in Francia.

 Dal 1814, la Svezia rimase in pace, e neutrale anche nelle due guerre mondiali. Aderì all’UE, a differenza della Norvegia; ma non all’euro. Il governo da ieri uscito di scena aveva deciso di entrare nella NATO: ma adesso cambia l’aria?

 Cade, infatti, il lunghissimo periodo socialdemocratico, e la Svezia ha una maggioranza di centrodestra, che da quelle parti, risultato alla mano, pare significhi estrema destra. Vedremo.

 Una delle cause del successo della destra e sconfitta dei socialdemocratici è l’immigrazione. Che hanno fatto finora i governi socialdemocratici? Quello che fanno sempre gli immigrazionisti: appena arrivano gli stranieri, ecco dolci e fiori e abbracci e cittadinanze onorarie e altri fiumi di retorica buonista, non senza giro di soldi; poi se li scordano e li mollano in mezzo a una strada; ed ecco, in Italia, i braccianti schiavi dei pomodori o elemosinanti sul corso; e, in Svezia, gli insediamenti ghetto, in evidente degrado e con alto tasso di inquietudine, violenza e criminalità.

 Così ci pare di capire dalle frettolose notizie che stampa e tv, palesemente imbarazzate, sussurrano a denti stretti. Ora aspettiamo di sapere qualche altra cosa dal prossimo governo.

 A proposito. L’Accademia Reale di Svezia assegna i Nobel veri. Quello della pace è solo omonimo, e lo distribuisce a caso il parlamento della Norvegia: vedi Obama, e ho detto tutto.

Ulderico Nisticò