Dramatis personae
• Ebe, Giovinezza, coppiera degli dei
• Iride, Arcobaleno, messaggera di Era
• Il dio Sole
SCENA 01 (non appena tutti sono radunati; meglio se ancora al buio): Ebe e Iride.
MUSICA AEREA, METAFISICA
EBE
Ti saluto, figlia di Taumante. Che fa qui, tu che sei l’Arcobaleno, Iride?
IRIDE
Ah, sei tu, dea della Giovinezza. Io sono qui perché sono qui: altrimenti, come cantò un poeta italiano, cambio sovente contrade.
EBE
L’ho sentito nominare, il poeta.
Riconosco te dai vivaci colori, o ancella di Era. Ecco perché alla regina degli dei è sacro anche il pavone.
IRIDE
Gli dei, e te lo sussurro ora che siamo sole e non ci sentono, sono gente strana. Del pavone proprio stasera parlerà l’autore di queste scene…
EBE
…ah, un altro famoso matto. E dove?
IRIDE
E dove, se no? A Montepaone. Ma ora ho da fare, figlia di Zeus: devo svegliare gli dei.
EBE
Immagino siano andati a dormire tardissimo, dopo una notte di nettare e ambrosia.
IRIDE
Quanto avrai lavorato a servirli, Ebe! Meno male che ti aiuta Ganimede.
EBE
Non mi fare spettegolare: altro che aiuto. Mio padre Zeus…
IRIDE
Ma senti, ma senti, è vero che rapì Europa proprio a Soverato?
EBE
Certo che no; però a teatro il falso è più vero del vero.
IRIDE
Cos’è questo teatro, Ebe.
EBE
Un gioco dei mortali: un folle scrive qualcosa, e tre pazzi ne ripetono le parole.
IRIDE
Cose da… pazzi. E la gente…
EBE
Si chiama pubblico, e oggi non paga, però spesso sì.
IRIDE
Paga per sentire follie?
EBE
E di che altro vivono, i vivi, se non di sensazioni del cuore?
Sono i mortali come se un divino
impastatore, con acqua di fonte
puro intridesse profumato grano,
e lo farcisse con i frutti scelti
molli e le spine ed il pungente sale,
e non diviene pane senza pena
di rosso forno. Così dentro ciascuno
bruciano amori e odi e meste angosce
ed improvvise gioie: e non vi è istante
di quiete senza noia. Ed essi cercano
la sofferenza e il gusto della vita.
Tale è il petto di chi dall’alba vive
e si addolora e gode e piange e ride.
Lode alla vita dei mortali, o cielo.
IRIDE
D’accordo. Ora, per svegliare gli dei e gli uomini, occorre la luce. La notte e il buio rigenerano le membra e la mente…
EBE
Ma è ora che le ombre dei sogni volino via. Occorre la vampa del Sole.
SCENA 02: Ebe, Iride, Sole
Entra il Sole.
[MUSICA: Charriot]
IRIDE
Dov’eri, divino Sole?
SOLE
Potete chiamarmi anche Elios.
Ero ad aggiogare i cavalli, frementi di voglia di correre.
EBE
Ahimè, velocemente correre è la natura del tuo carro, ed è irreparabile il tempo.
SOLE
Non è il momento di far questa greve filosofia, giovane dea. Io devo salire nel cielo, e ardere come fuoco sul mare.
Tornerò poi sui miei letti nel buio, e così è stato dai tempi di Urano e di Crono, e prima di ogni re degli dei.
IRIDE
Non si ferma mai la tua fatica, luminoso iddio?
SOLE
Null’altra sosta del lavoro è destinata a chi degnamente vive, se non la discesa nel Regno dei morti, che chiamano Ade.
EBE
Ma non è concesso agli dei di morire. Orsù dunque, divino auriga di cavalli immortali, risplendi sui pescatori delle onde.
IRIDE
Risplendi sui lieti sudori della gente dei campi e delle greggi.
EBE
Risplendi sugli artigiani tenaci.
IRIDE
Risplendi su chi difende la città con le armi.
EBE
Risplendi sulle donne intente al telaio e alla cura dei figli.
IRIDE
Risplendi sui sacerdoti e sui saggi.
SOLE
Io condurrò dalle criniere ardenti
i miei cavalli sulla sacra terra,
sulle città feconde di lavoro,
sui vecchi gravi di ricordi amari
e dolci, sugli amori delle giovani
desiderose di passione, prossime
a divenire madri, sugli atleti rapidi,
su quei camminatori lungo il mare
e sui ripidi monti, sulla vita
dagli infiniti aspetti, eterna guerra;
su tutto io condurrò il mio carro lieto.
IRIDE
E non dimentichi niente, Elio?
EBE
E non ci sono altri da illuminare, nel mondo?
IRIDE
E non ti ricordi del sublime inutile?
SOLE
Ditelo voi, mirabili fanciulle: chi altro ha bisogno dei miei raggi?
EBE
Ma questi affaticati spettatori, e che corsero qui da molto lontano.
che sono qui in estasi.
IRIDE
E infatti, il teatro vuol dire contemplazione.
SOLE
E chi altri, o bellissime?
IRIDE
I musici, coro delle Muse e di Apollo.
SOLE
E ai musici donerò la mia luce.
EBE
E non scorderai i saltimbanchi e guitti e giocolieri e comici dell’arte e istrioni…
SOLE
E la mia luce sia sugli attori.
E anche luce sia sull’usignolo delle Muse, il poeta.
MUSICA