L’Alfa Romeo 4C alla Cronoscalata del Reventino

Picchio-Alfa-Romeo-4C-2Nel cuore dell’inverno, quando il fermo dell’attività agonistica lasciava spazio a migliorie, preparazioni, rivisitazioni, ad avvenuta ufficializzazione di calendario scrivevo, in tempi non sospetti di anno straordinario per la nostra regione. Lo facevo in piena consapevolezza guardando all’eccezionalità dei due appuntamenti tricolore e prevedendo quanto impegno e passione le scuderie organizzatrici e l’ Automobile Club di Catanzaro, avrebbero profuso al fine di far ben figurare, al cospetto dell’automobilismo sportivo nazionale, le nostre punte di diamante rappresentate da Pollino e Reventino. Ero certo, conoscendo questo mondo da vicino, avessimo luoghi, uomini e mezzi per lasciare un segno indelebile nel cuore di quanti sarebbero venuti, per l’occasione, in Calabria. Guardando alla Morano-Campotenese data agli archivi, ed all’imponente macchina organizzativa della gara lametina di questi giorni, posso dire di non essermi sbagliato. Un campionato entusiasmante quello in corso, caratterizzato dalle gesta memorabili cui grandi piloti ci hanno abituato e segnato dalla spasmodica attesa di osservare in corsa, dopo l’apparizione e le consuete prove in pista, quel gioiello della tecnica che Alfa Corse e Picchio Racing hanno appositamente costruito per Marco Gramenzi, il 6 volte campione italiano di classe. A dire il vero, malgrado tutti immaginassero la gara d’esordio di un prodotto di tale portata sarebbe inevitabilmente stata elevata, tra tutte le altre, a primadonna, erano comunque in tanti ormai a credere, superato il giro di boa del campionato, il teramano volante avrebbe portato a termine la sua opera con la solita, per modo di dire, Alfa 155 a trazione integrale rinviando al prossimo anno l’assalto alle cime della 4C. Inutile quindi dire che la notizia della scelta di allineare alla partenza della 18esima edizione della Cronoscalata del Reventino, il nuovo bolide, destabilizza i girovaghi delle salite, riecheggia da nord a sud e viene riconosciuta da tutti come il meritato valore aggiunto ad un grande evento. Ad elencare anche solo le più importanti soluzioni tecniche e l’uso dei materiali adottati su quest’auto si rischierebbe di tediare il lettore casuale, sono certo a stuzzicare la curiosità di chiunque basti semplicemente ricordare la cilindrata unitaria del propulsore, ferma ai 1750 cc d’origine e la potenza unitaria di oltre 600 cavalli cui è accreditato. Una salita, quella dell’alfiere della scuderia AB Motorsport tra le curve di Platania, che certamente non passerà inosservata da quanti sceglieranno, a ragione, di trascorrere una giornata di grande emozione e pura passione tra le fresche alture in fuga dall’attanagliante canicola estiva. L’occasione giusta per vedere da vicino l’ultimo prodotto della migliore ingegneria meccanica italiana nelle mani di un grande campione.

Massimiliano Giorla

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