L’allattamento al seno: una pratica naturale che va sostenuta e dà benessere

L’allattamento al seno, così semplice, naturale e spontaneo, può trasformarsi per alcune donne in una pratica irrealizzabile. La cattiva suzione dovuta ad una posizione scorretta sin dall’inizio, può infatti essere all’origine della determinazione a non allattare da parte della mamma o del rifiuto a nutrirsi da parte del bambino: se poi a ciò si aggiunge la difficoltà oggettiva di ritrovarsi ad allattare a tutte le ore, e di dover centellinare le uscite per la mancanza di spazi deputati a garantire la privacy nei luoghi pubblici, il danno è fatto.

Quel che è certo è che, se non si persegue nella volontà di allattare sin dalla fase immediatamente successiva al parto, non lo si farà più. Eppure l’allattamento al seno materno è essenziale per il benessere del bambino, essendo il nutrimento naturale per eccellenza che riduce il rischio dello sviluppo di alcune malattie. Ed è sul carattere preventivo che si lega a questa pratica che molte associazioni aderiscono alla SAM – Settimana Mondiale dell’Allattamento Materno – per sensibilizzare l’opinione pubblica su un tema che ha a che fare con la salute e non riguarda solo le mamme. Al Consultorio familiare, in via Fontana Vecchia, martedì mattina sono convogliate anche le istituzioni a dare man forte all’iniziativa promossa da “Dall’ostetrica”, rappresentata dalla vicepresidente Santina Procopio, in collaborazione con le associazioni “Attivamente coinvolte” e “Acquamarina”. L’integrazione tra le associazioni e i presidi sanitari del territorio, infatti, è alla base della costituzione di un Osservatorio che mira a sostenere la partecipazione delle strutture sanitarie alle iniziative che vanno a sostegno dell’allattamento, e ad elaborare linee guida che facilitino il raggiungimento degli obiettivi della strategia globale per l’alimentazione dei bambini e dei neonati.

Lo hanno rimarcato il responsabile del Consultorio, Franco Larussa; il direttore amministrativo dell’Asp di Catanzaro, Elga Rizzo; l’assessore comunale alle Pari Opportunità, Concetta Carrozza (che ha preso anche l’impegno di far riservare due posti auto alle mamme nel parcheggio antistante il Consultorio); la neonatologa dell’ospedale “Pugliese” Immacolata Guzzo, affiancata dalla coordinatrice della terapia intensiva Santina Marrazzo, e la presidente dell’Ande (Associazione Nazionale Donne Elettrici), Marisa Fagà, che ha anche ricordato la destinazione dei locali al Consultorio a seguito di un’occupazione, maturata da parte dei sindacati nel lontano ’78, in cui ha svolto parte attiva assieme a Guglielmo Merazzi e ad Adriana Papaleo. Da allora il Consultorio, che assume un ruolo sociale nell’ambito della tutela sociale della maternità e dell’interruzione volontaria della gravidanza, è diventato un presidio socio-sanitario di riferimento per le famiglie del territorio, soprattutto per le madri che, subito dopo il parto in ospedale, si ritrovano disorientate e scoraggiate.

Al Consultorio le loro domande trovano subito risposta nel personale sanitario, composto da medici ginecologi (Ida Vero in primis), ostetriche, psicologhe ed infermiere pediatriche. Non mancano, poi, i momenti di confronto tra mamme, guidati dal personale qualificato e specializzato: in particolare, nel corso dell’incontro inserito nell’edizione 2019 della “SAM”, sono venute fuori alcune “storie di latte” che saranno portate all’attenzione dell’Osservatorio. Alcune mamme, infatti, hanno raccontato di aver subìto “violenza ostetrica” nel momento in cui hanno ricostruito tutte le fasi antecedenti al parto – dalla noncuranza degli addetti nel reparto, alla mancanza totale di riservatezza ed alla scarsa informazione riguardo alla pratica dell’allattamento – e di aver trovato nel Consultorio un posto sicuro al quale affidare le proprie paure e le proprie perplessità. Ogni esperienza legata al parto ed all’allattamento è diversa, ma di sicuro ogni mamma condivide il bisogno di non sentirsi sola e inadeguata nella fase più delicata della vita, e di avere informazioni che possono sembrare anche scontate, ma che non lo sono affatto per chi diventa madre per la prima volta.