Lamezia Terme – Apertura straordinaria del Museo Archeologico

mus2In occasione delle Giornate Europee del Patrimonio, iniziativa promossa dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, il Comune di Lamezia Terme parteciperà all’apertura straordinaria dei siti culturali della città. Domenica 20 Settembre, il personale della Soprintendenza Archeologia della Regione Calabria – ufficio territoriale lametino- garantirà l’apertura al pubblico del Museo Archeologico Lametino, con ingresso gratuito, dalle ore 9.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 19.00. Sarà, dunque, una domenica all’insegna della riscoperta del patrimonio storico-culturale di Lamezia.
“L’amministrazione Comunale ha accolto con entusiasmo l’ iniziativa, con l’obbiettivo di promuovere la cultura come veicolo di integrazione e conoscenza reciproca, auspicando un attivo coinvolgimento dei cittadini”.
Il Museo archeologico è uno dei tesori della citta della Piana. E’ stato apprezzato da esperti del livello di Alberto Angelo, il quale lo ha visitato l’ anno scorso in occasione della presentazione del libro “I tre giorni di Pompei”.
La struttura è ospitata al primo piano del complesso monumentale di San Domenico, nell’antico convento dei padri domenicani. Vi sono custoditi numerosi reperti archeologici rinvenuti in diversi siti della zona, attraverso cui è possibile seguire le evoluzioni storiche del territorio, dal paleolitico fino all’età tardo-medievale.
mus3Nella sezione preistorica sono esposti gli strumenti utilizzati dai primi cacciatori del paleolitico che abitarono la Calabria e vari materiali attestanti la presenza di agricoltori neolitici nella piana. La sezione classica è dedicata a Terina, colonia greca fondata dai crotoniati tra la fine del VI e gli inizi del V secolo a.c. Nelle vetrine delle due sale sono conservate antiche monete rinvenute nella Magna Graecia, due importanti documenti epigrafici in bronzo riferibili alla città di Terina, materiali di età greco-romana e oggetti di uso comune presenti nelle case. Infine, nella sala medievale, i frammenti esposti testimoniano la vita e la storia del castello di Lamezia Terme, dalla fase normanna a quella vice-regnale.
Vi sono anche dei pregiati manufatti in ceramica realizzati dal laboratorio di archeologia sperimentale dell’ ingegner Rocco Purri, titolare di “Impianti Tecnici” presso l’ Istituto professionale per l’ industria e l’ artigianato di Lamezia Terme. Si tratta di riproduzioni di reperti di ceramiche medievali rinvenuti nel Castello normanno-svevo di Nicastro e nell’ Abbazia Benedettina di Sant’ Eufemia Vetere.
Nella sala Magna Graecia, si può visitare un manufatto lapideo, proveniente dal rinvenimento di tombe del IV-III secolo a.C., avvenuto in località San Sidero, durante la posa di tubazioni dell’ Italgas. Un’ importante scoperta archeologica, che ha dato il via ad una serie di interventi di conservazione da parte delle istituzioni. Altri manufatti, invece, non sono ancora stati adeguatamente recuperati, perciò si trovano custoditi nei depositi del museo archeologico, non fruibili da parte del pubblico. Tra questi vi è una tomba realizzata con lastre di terracotta, divenuta oggetto di grande attenzione da parte degli esperti, che hanno pianificato un programma di ricomposizione della tomba. Il progetto prevede anche il coinvolgimento del mondo della scuola, con la partecipazione dell’ Istituto “Leonardo da Vinci” di Lamezia Terme, diretto dalla preside Patrizia Costanzo. Con un’ apposita convenzione, l’ Associazione archeologica consente agli studenti e ai docenti di accedere ai locali in cui sono eseguite le varie fasi del progetto, mentre la scuola autorizza l’ utilizzo delle risorse informatiche e attrezzature audio-video presenti nelle proprie sedi, mettendo anche a disposizione le proprie professionalità a supporto delle attività programmate.

Antonella Mongiardo

 

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