Lamezia Terme – Oggi un convegno sull’educazione digitale


Lamezia-Terme1L’educazione digitale è il tema del convegno che si terrà lunedì 29 febbraio presso il salone della parrocchia del Rosario, a cura dell’ Ufficio Diocesano per la Pastorale Familiare, diretto da padre Gianni Dimiccoli. A relazionare sarà don Fortunato Di Noto, sacerdote e parroco che opera da anni in difesa dei diritti dei bambini, contro lo sfruttamento e ogni forma di violenza sui minori. Martedì mattina, Don Fortunato e suo fratello Carlo, incontreranno gli studenti delle scuole lametine presso l’ auditorium del liceo Campanella.

Don Fortunato Di Noto è pioniere nella lotta alla pedofilia e fondatore di Meter, un’ associazione presente in tutta Italia, con diversi sportelli. Da quando si è costituita, nel febbraio 2014, la sede calabrese dell’ associazione Meter Onlus, con sede a Lamezia Terme presso l’ istituto scolastico “T. M. Fusco”, anche la nostra regione ha preso parte a importanti iniziative di sensibilizzazione contro gli abusi sui minori. Responsabile della sede locale è Suor Maria Teresa Porrello.

Don Fortunato si è avvicinato al dramma della pedofilia nel 1995, in seguito ad alcuni eventi accaduti nella sua parrocchia di Avola, tra cui il tentato omicidio di una bambina di undici anni e il suicidio di un ragazzo quattordicenne, entrambi vittime di violenze.  Si è fatto promotore di diverse iniziative tra cui la Giornata in Memoria dei Bambini Vittime dello Sfruttamento, della Violenza e dell’Indifferenza e la Moratoria Internazionale contro la Pedofilia.

Un impegno forte e continuo dalla parte dei deboli, sostenuto dalla chiesa e da rappresentanti delle istituzioni.

A partire dal 1997 ha iniziato una costante attività di controllo, in collaborazione con la Polizia Postale, sulla diffusione di materiale pedopornografico su Internet. Negli ultimi dieci anni, il sacerdote ha accolto 987 vittime e segnalato 107 mila siti pedofili. Ha avviato indagini nazionali e internazionali, che hanno portato a numerosi arresti. Si è costituito parte civile nei processi e ha sostenuto proposte di legge sia nel Parlamento italiano che in quello europeo.

Nel 2008, Meter e Polpost hanno siglato un protocollo di collaborazione per contribuire a mantenere pulito il cyberspazio e tutelare i minori. L’effetto delle denunce di Meter è stato l’avvio di indagini, e in alcuni casi di processi, per adescamento di minori. Sono persino stati chiusi siti e comunità sui social network. Inoltre, dai monitoraggi nel mondo della rete risultano essere in crescita il cyberbullismo e il fenomeno del sexting, cioè l’invio di foto nude di minori sul telefonino in cambio di ricariche di cellulare. Non sono mancati neppure i casi di adescamento a scopi sessuali. “Non soltanto nella vita reale, ma anche online c’è bisogno di regole- afferma suor Maria Teresa- Spesso si naviga a caso, andando allo sbaraglio e rischiando di incorrere in pericolose trappole e insidie. Basti pensare al grooming, l’adescamento di adolescenti.  Ci sono due diversi modi di vivere la rete: un modo disordinato, che preferisce l’emozione dell’ usa e getta, senza soffermarsi a pensare alle possibili conseguenze delle proprie scelte; oppure un modo razionale ed equilibrato, guidato da regole che aiutano a mettere ordine tra obiettivi ed azioni. Una regola può prevenire un danno e salvare una vita. Può aiutarci a muoverci nel mondo digitale con serenità”.

L’anno scorso Don Fortunato ha tenuto a Lamezia un incontro con la cittadinanza per denunciare la violenza sui bambini, sia fisica che psicologica. Il sacerdote ha puntato il dito contro lo sfruttamento che i minori sono costretti a subire in molti paesi del mondo.

Antonella Mongiardo


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