Lamezia Terme – Presentata la raccolta di poesie “Ali riflesse nel sole”

IMG_4930E’ stata presentata a Palazzo Nicotera, nell’ambito della rassegna culturale “maggio dei libri 2016” la raccolta di poesie “Ali riflesse nel sole”, di Lina Latelli Nucifero. Alla presenza di un folto e qualificato pubblico, hanno conversato con l’autrice Daniela Lucia e Giovanna Villella, critico letterario e teatrale. Le conduttrici hanno messo in luce il valore letterario della silloge, oltre alle qualità artistiche e umane della Latelli, “poetessa naturale e aggraziata, donna colta e riservata, che abbassa la voce dove altri alzano i toni. E’ parola che si offre al mondo prestando la voce al silenzio”.

I due critici hanno messo in risalto, in particolare, “il lirismo appena accennato, la rara capacità di trasformare concetti comuni in essenza poetica”.

In “Ali riflesse nel sole”, la penna è mossa dal dolore, sentimento che in Lina Latelli non è statico, ma dinamico, perché genera movimento, azione. Esso è declinato in diversi aspetti, personale, psicologico, sociale. “La lirica- ha sottolineato Giovanna Villella- pur partendo da un’esperienza interiore si proietta all’ esterno, trasformandosi in autentica poesia sociale. L’ animo non cerca di liberarsi dal dolore, ma vuole custodirlo. Lo sguardo si apre al mondo in una dimensione etico- sociale di solidarietà universale. In tal senso, Lina Latelli si impone come una delle voci più generose del nostro tempo”.

La chiave di lettura della raccolta è la voglia di ritrovare la serenità. “Una voglia che viene affidata all’ acqua purificatrice- ha commentato Villella- anche se il deserto dell’io è sempre in agguato. C’è nei versi una coesistenza di stati emotivi, la disperazione graffiante, il rimpianto, l’evocazione di un mattino più luminoso.  Ma l’anima saprà rinascere dalle ceneri del dolore per ritrovare l’armonia dei colori, la freschezza dei fiori, la delicatezza del cielo, la bellezza del mare”.

Secondo Daniela Lucia i versi della Latelli sono “ricchi di profondità, aggraziati, leggeri e soavi, ma, nel contempo, taglienti come lame. Il percorso di lettura della silloge è scandito da tre momenti fondamentali: lo spazio e il tempo; la condizione umana e il dolore, declinato nelle brutture e nei conflitti che hanno caratterizzato la storia dell’umanità; e, infine, la speranza”.

Lina Latelli, dopo aver apprezzato la capacità delle relatrici “di cogliere l’essenza della mia poesia,  esplorandola da ogni angolazione e penetrando nei meandri del mio io”, ha sottolineato come ci sia stato in lei lo sforzo di superare un dolore immenso che ferma il tempo:” Il dolore aiuta a vedere le cose sotto una luce nuova, a superare la banalità, a vedere le cose nella loro essenzialità. I dolore è elevazione dei sentimenti e purificazione. L’ immobilismo dovuto al dolore non è inerzia. La staticità del tempo dà forza, vitalità, la spinta necessaria ad uscire dall’ isolamento per cercare negli altri solidarietà e fratellanza”.

Una riflessione della scrittrice soveratese Antonietta Vincenzo su “Ali riflesse nel sole”: “Una bambola abbandonata in una cameretta ormai fredda e non più accogliente, la disperazione che invade la mente e l’animo e persino le ossa, i sorrisi smorzati e i giorni come lame affilate sono espressioni di un dolore personale che non si lenisce nel tempo.

Non si può lenire.

Un dolore personale smisurato, che, tuttavia, si diluisce e diventa universale quando viene trasferito nei versi, trasformato in rime, trasfigurato in poesia.

Anche se l’animo permane congelato, l’ autrice non si chiude nel suo dolore. Apre uno spiraglio sul mondo e fa propria la sofferenza degli altri.

Poesie come “Ritorna Caino”, “Natale 2002”, “Gli emigranti”, “la giornata della memoria” e un po’ tutta la seconda parte di “Ali riflesse nel sole”, non sono tentativi di mettere a letargo la pena, ma appelli  per realizzare con altri una sorta di fratellanza intesa come comunione di sofferenze. Per uscire fortificati dal cerchio di vuoto intorno a sé e poter ridare, così, un senso alla propria esistenza.  

La poetessa non dispera.

“Vagherò nel deserto/ del mio vivere/finché non troverò un fiore/da annaffiare…

Attendo albe nuove/ irrorate/dai raggi del sole…”.

Lina Latelli Nucifero, docente di lettere, giornalista e critico letterario. E’ studiosa di Letteratura Meridionale e autrice di saggi  su poeti e  scrittori calabresi del ‘900. E’ stata membro di giuria in numerosi concorsi letterari e fa parte anche di associazioni ed accademie culturali.

E’ autrice di sillogi di poesie che figurano in diverse pubblicazioni antologiche anche a carattere scolastico, tradotte anche in altre lingue.

Tra i critici che si sono occupati del suo lavoro ricordiamo Giordano Pantaleo, Pina Majone Mauro, Margherita Vincenzi, Alberto Faber, Secondo Farinelli, Michele Miano, Salvatore Càlleri, Davide  Vespier ed altri.

  E’ autrice dell’opera il “Canto delle sirene” ( V.Ursini, CZ – 1997), opera che ha ottenuto prestigiosi  riconoscimenti in Concorsi di poesia nazionali ed  internazionali.

Antonella Mongiardo

 

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