L’auto da rottamare, e Muccino

Riassunto. La Regione incarica Muccino di girare un corto per “emozionare” i potenziali turisti. Varato verso il febbraio 2020, fu pronto alla fine dell’estate, cioè quando non serviva a niente. Ed era costato 1.700.000 €.

Attenti: non serviva a niente manco se fosse uscito a marzo, perché non emozionava manco i bambini piccoli: due innamorati abbastanza attempatelli mangiano delle arance tisiche in un’osteria da film in bianco e nero; e intanto passa un arcaico ciuco. Nel senso di asino, che avete capito?
Intanto Spirlì riesce a pagare solo 1.200.000. Sempre troppi, per quel che vale il filmetto, ma un risparmio.

Alleluia? E invece leggiamo che la Regione e Muccino vogliono ricominciare, nel tentativo di migliorare lo scassone.
Migliorare? Ragazzi, quando una macchina non funziona, la si rottama!

Ora mi diverto a immaginare che la Regione chiami me a suggerire idee a Muccino per evitare la rottamazione. E lo sapete che io di idee, e soprattutto teatrali, ne ho un visibilio.
Ebbene, in questo caso mi arrendo; e non saprei proprio come mettere una toppa all’abito sdrucito. Andrebbe solo cancellato e rifatto, e con uno sceneggiatore e un regista come si deve.

A questo punto, cioè tutto nuovo, ecco la mia idea… ahahahahahahahah, mica sono io, il somiero di cui sopra! Se vogliono idee, mi scrivano una bella lettera in carta intestata e con protocollo, e indicazione del compenso.
Poi, e solo poi, ne parliamo.

Ulderico Nisticò