Nel territorio del Soveratese ci sono due leggende purtroppo poco note, legate ai paesi di Davoli e Guardavalle. In entrambe, al centro della narrazione compare una figura femminile, custode di memoria e simbolo di salvezza.
La prima leggenda, ambientata a Davoli, racconta di un gruppo di superstiti scampati a un’incursione saracena. Dopo aver abbandonato la costa devastata e le loro case ormai distrutte, questi uomini e donne trovarono la forza di risalire verso le colline.
A guidarli era una giovane di straordinaria bellezza, Savina, che li condusse fino a un luogo sicuro nei pressi di una sorgente d’acqua, ancora oggi conosciuta come “da’ Savina”, molto vicina all’attuale chiesa di Santa Caterina.
La figura di Savina, nella tradizione popolare, sembra incarnare la speranza di rinascita e la saggezza che illumina il cammino dei sopravvissuti, trasformando una fuga disperata in un nuovo inizio.
Si dice infatti che da quella zona ebbe inizio la costruzione di Davoli Alta.
Il secondo racconto riguarda la storia dell’Arco di Trionfo presente in Guardavalle che affonda le sue radici nel XVI secolo, durante le incursioni turche lungo le coste calabresi.
Secondo la tradizione, una giovane del paese, Lisa Rusa, fu rapita da un gruppo di saraceni (si dice fossero una ventina, forse una trentina) e condotta verso la spiaggia, da dove i predoni avrebbero preso il largo. Un gruppo di uomini guardavallesi, decisi a salvarla, organizzò un’imboscata a circa cinque chilometri dal borgo.
Lo scontro fu violento: i saraceni vennero tutti uccisi e Lisa Rusa fu riportata sana e salva in paese. Da quel giorno, la contrada teatro della battaglia prese il nome di Lisarusa. Ancora una sessantina di anni fa, in quella stessa zona, furono rinvenute ossa umane che si ritiene appartenessero ai guerrieri caduti.
La leggenda (?) narra che anche alcuni guardavallesi persero la vita nello scontro. In loro memoria, nei pressi di piazza del Carmine, fu innalzato un arco, simbolo di vittoria e sacrificio, che ancora oggi ricorda il coraggio e la fierezza della comunità.
E’ importante recuperare e valorizzare le leggende del nostro territorio. Esse ci ricordano come, nel passato, la figura femminile occupasse un ruolo centrale nella vita delle comunità e fosse considerata preziosa, da proteggere e rispettare.
Questi racconti non sono solo memoria, ma testimonianze di una cultura che riconosceva nella donna una guida, una forza e un simbolo di continuità.
In questa direzione io e il mio amico Francesco Cuteri del gruppo Fitwalking dell’ASD SOVERATOINCAMMINO di Soverato stiamo progettando “Il cammino di Lisa Rusa” (dalla Marina di Guardavalle fino al paese) che verrà realizzato con ogni probabilità nella prossima primavera.
Giuseppe Pisano
