Le dinamiche della corruzione

 La puzza si allarga; e più il furbetto X1 chiama, di fronte ai giudici, tanti amiconi in correo, più si allargherà. Chi è X1? Non farò nomi, per altro ormai notissimi, perché sono troppi e perché se me ne scordo uno magari si penserà che sono amico di corrotto anch’io. Diremo perciò X1, X2… Precisando, una sola volta per tutte e per tutti e tutte, che, fino a sentenza definitiva, sono PRESUNTI corrotti.

 Molti si chiedono come sia possibile che X3 sia diventato corrotto, se è un laureato e nuota nel denaro come Paperone. E qui bisogna, una volta per sempre, smetterla con due bufale vagamente filosofiche: quella di Socrate, che si pecchi per ignoranza; e quella di Rousseau (l’opinionista, non la piattaforma) che si rubi per fame. Entrambe le elucubrazioni sono smentite da millenni di cronaca e storia umana.

 Intanto, nessun onesto si alza la mattina e decide di diventare disonesto. È una dinamica di circostanze. Esempio, l’onesto fessacchiotto finisce in un giro di pocher; lo fanno vincere una sera, due sere, poi lo seppelliscono di debiti; non ha i soldi per pagare, e paga in prestazioni professionali: se è un medico, certificati fasulli; se è un giudice, sentenze aggiustate; se è un professore universitario, esami e lauree; se è un professore di medie (anche le pulci hanno la tosse?), voti alla maturità quando c’era l’ignobile sistema Misasi…

 A proposito di prestazioni, ci sono anche quelle in natura: e qui spuntano Y1, Y2, Y3 al femminile; ed esami universitari e di avvocatura. Ah, come mi divertirei io, a convocare Y4 a chiederle pubblicamente: “Avvocato, lei ha preso 30 e lode a Diritto Romano. Brava: ora mi parli della legislazione di Costantino sulla falsa moneta”; e, di fronte alla certissima sconoscenza che di chi era Costantino e che scrisse nel 313, le farei fare la fine che il saggio imperatore riservava ai falsari. Quale? Non ve la dirò mai: studiate!

 Dopo di che, indagare e su di lei, e sul professorone che le ha dato la lode. In nome delle pari opportunità, potrebbe trattarsi anche di un aitante giovanotto con professoressa… e qui dovrei citare Giovenale, ma evito per non incappare nelle femministe.

 Come state capendo, né X né Y si possono corrompere da soli, salvo il caso dell’onanismo. Proverbio calabrese: “A crapa vol’ a muntagna… ”, e non proseguo perché siamo in fascia protetta.

 Se X5, altissimo personaggio, ha il vizietto dei ragazzini, però per raggiungerli ha bisogno dell’autista, e l’autista ha la passione per la fotografia… ecco che l’autista fa rapida e luminosa carriera. Non so se è chiaro. Eccetera per centinaia di pagine.

 A tutti questi corrotti e corrotte non serve a nulla predicare onestà e castità. Serve, per esempio, che X6, presidente del Tribunale, sappia tenere sotto controllo i suoi giudici e le loro serali frequentazioni. Se no, commette “culpa in vigilando”, e va licenziato a calci nell’X7. Tranne che X6 non sia amico di X1 e di Y4… 

 “Vigilare” non significa aspettare che Gratteri (questo sì che lo posso nominare!) faccia le retate o Gilletti le trasmissioni; ma pensarci prima.

 Quanto ai soldi, è vero che X1 piglia ogni mese quanto io di pensione in un anno; ma è vero pure che i lussi costano, e figuratevi la lussuria. Quindi non è credibile nemmeno l’altra favoletta, che, se uno sta bene a soldi, non ruba.

 Per concludere, abbiamo diversi casi, sotto gli occhi, di delirio di onnipotenza, che fa perdere non solo i freni inibitori, ma anche la più banale astuzia del ladro di polli.

Ulderico Nisticò