Le indagini sono in corso…

…sull’uccisione di Paolo Borsellino e suoi agenti, che data del 19 luglio 1992. Due mesi prima, era stato ucciso Falcone. Dieci anni prima, era stato ucciso Dalla Chiesa; e le indagini sono ancora in corso…

 …e lo saranno per altri decenni, fin quando dura questo sistema, il quale ci ha abituati da sempre a una ridda di misteri, dai tempi di Salvatore Giuliano a una serie di morti e bombe e suicidi e omicidi e scandali e Galdini e Sindona e impiccati a Londra, e caso Moro; e fin quando la verità sarà affidata alla magistratura; la quale, del resto, non può che darci verità giudiziarie, e non può, anzi non deve esprimere giudizi politici e storiografici.

 Ora, se veramente Dalla Chiesa se ne andava per i vicoletti di Palermo sopra una scassatissima utilitaria guidata dalla coniuge, delle due è l’una: o è un assurdo mai visto nelle umane cronache, o è una bugia spaventosa. Che a organizzare gli attentati a Falcone e Borsellino sia stato il capocosca don Cocò o il mafioso don Lilì, è possibile: ma nessuno ha chiesto perché, veramente perché; e su cosa davvero stessero indagando i due. E se Lilì e Cocò agirono da sé o per altrui ispirazione.

 Se mi è consentito citare il mio “Lettere di sangue”, trovereste come si fanno davvero le indagini: con la presunzione di colpevolezza di chiunque; e se cito Orazio, “credat Apella, non ego”: citazione incompleta, ma, che volete, ho un’età, e la memoria a volte mi fa cilecca!!!

 E invece qui abbiamo una dilagante non dico presunzione, ma addirittura proclamazione di innocenza; e una distinzione di buoni e cattivi che non è credibile manco nelle favole: così le indagini non si fanno, ma con il contrario.

 Sempre in “Lettere” trovereste quest’altra frasetta: “le bombe le mettono solo i professionisti di bombe”, perché i dilettanti saltano in aria loro prima dell’azione. E ciò vale anche per i picciotti, che magari sono bravini con la lupara del nonno, mica però con il tritolo.

 Ed ecco la vera domanda, cui non può rispondere nessun giudice: perché Falcone, perché Borsellino; e perché, entrambi, in quel modo così spettacolare, da guerra?

 E noi altro non possiamo che rendere onore di Caduti senza giustizia; e a Paolo Borsellino ho il dovere di aggiungere, in cuor mio, l’antico PRESENTE.

Ulderico Nisticò