Le Marche, la Val d’Aosta, il Trentino, l’Umbria, la Sicilia, la Toscana…

 Queste regioni, e altre, si stanno facendo delle ottime e intelligenti pubblicità a scopo turistico; la Calabria, no. E lasciamo dove merita il corto di Muccino, che del resto non ha mai visto nessuno.

 La nostra terra, che già patisce un’immagine triste e noiosa, non pare voglia reagire con opportuna strategia di contenimento dei luoghi comuni, e di replica.

 Il massimo del massimo che si sente, e raramente, è una raffica di altri luoghi comuni, tipo “foreste incontaminate”, il che è una sciocchezza immane, in luoghi abitati da almeno quattro millenni.

 Insomma, dobbiamo darci da fare. Darci, che? Darci, chi?

 Le due domande coincidono, e possiamo trasformarle in: c’è qualcuno che ha un’idea?

 Beh, il modo per saperlo è molto semplice. La Regione emani un bando per un soggetto e una produzione che abbiano, per esempio, le seguenti caratteristiche:

–          L’autore del soggetto, sia di comprovata conoscenza della Calabria genuina: fuori le prove;

–          Il soggetto, mostri la Calabria reale, con la sua natura e la sua storia: la storia del passato, la realtà del presente, ma senza improbabili asini e mandarini tisici;

–          L’ispirazione del lavoro, sia affascinante senza scadere nel dolciastro, imprevedibile senza ricerca di un incredibile sensazionalismo;

–          Produzione e regia, siano parimenti comprovati per esperienza;

–          Si incentivi, nel punteggio, l’utilizzazione di personale calabrese;

–          I costi siano adeguati al reale valore del prodotto.

 Chi garantisce che vincerà il migliore e non il Famoso Poeta Piagnone Antimafia Segue Cena? Facilissimo: una commissione giudicatrice che ci faremo prestare da Marche, Sicilia, Toscana, Trentino, Umbria, Val d’Aosta… 

 Ah, dimenticavo: il tutto, subito, perché la Borsa del turismo è a febbraio.

Ulderico Nisticò