Le orchidee di Giros e il raduno nazionale di Badolato nel 2022

Caro Tito, sono sicuro che ti farà piacere sapere che alcuni nostri corregionali calabresi si fanno onore anche nel campo scientifico delle orchidee spontanee.

Infatti, il volume 63 (2020-1) della prestigiosa rivista semestrale “GIROS ORCHIDEE SPONTANEE D’EUROPA” (European Native Orchids) alle pagine 56-70 riporta il resoconto delle ricerche effettuate nella Calabria meridionale (bacino jonico – costiero e montano) delle province di Catanzaro, Vibo Valentia e Reggio Calabria da Giuseppe (Pino) Liberti di Roccella Jonica (RC) e da Rosalba Petrilli di Girifalco (CZ) sotto la supervisione di Mauro Biagioli (presidente del GIROS – Gruppo Italiano per la Ricerca delle Orchidee Spontanee), questo ultimo nella foto qui di sèguito evidenziata.

2-mauro-biagioliQuesti Autori, alla pagina 68, esprimono il loro ringraziamento ai soci GIROS Nazareno Circosta di Badolato (CZ) per la sua continua fervida ricerca naturalistica e il contagioso entusiasmo; Giuseppina Lombardo di Bianco (RC) esperta della flora reggina; Vito Antonio Romano per il supporto scientifico e la sua incredibile disponibilità.

1 – SINTESI DELLA RICERCA

Caro Tito, qui posso riportare soltanto la SINTESI di pagina 70 per avere almeno un’idea dei contenuti di tale ricerca. Eccone qui di sèguito il testo, precisando che per il termine “taxa” (plurale di “taxon”) s’intende … “una unità tassonomica come raggruppamento di oggetti od organismi, distinguibili morfologicamente dagli altri per una caratteristica comune e che possono più precisamente anche essere organizzati attraverso la sistematica in una gerarchia dando inizio ad una classificazione scientifica” (definizione presa da Wikipedia).

3-grappolo-di-orchidee-jonicheIl prestigioso vocabolario della lingua italiana Treccani così definisce: << TAXA – Nelle scienze biologiche, le categorie sistematiche (taxon al singolare) corrispondenti a entità, raggruppamenti ordinati degli esseri viventi. I taxa possono essere di qualsiasi livello gerarchico: in senso decrescente ricordiamo il “phylum” (o tipo), la classe, l’ordine, la famiglia, il genere e la specie (e la subspecie)>>.

IL TESTO – << Dopo un’introduzione geografica-paesaggistica della Calabria meridionale ionica, gli Autori elencano 61 taxa di “Orchidaceae” segnalate in passato, 51 delle quali ritrovate direttamente da loro stessi nel territorio. La lista infatti è originata dal confronto tra le ricerche in letteratura e i risultati delle dirette osservazioni che Giuseppe Liberti ha condotto per molti anni, affiancato di recente da Rosalba Petrilli. La zona di ricerche è abbastanza estesa, occupando metà circa della provincia di Reggio Calabria e tratti limitati della provincia di Catanzaro e Vibo Valentia. Ma soprattutto la varietà di situazioni locali diversificate a livello di suolo e microclima, è probabilmente all’origine di questo gran numero di taxa.

4-circosta-petrilli-libertiLa predominanza del clima pienamente mediterraneo fa sì che il genere maggiormente rappresentativo nella fascia costiera e basso-collinare sia Ophrys con 17 taxa, seguito da Anacamptis (8) e Serapias (6). Nella parte sommitale della dorsale, in Aspromonte e soprattutto nelle Serre calabre, vi è una situazione orchidologica davvero particolare, per la presenza di popolazioni di Epipactis che negli ultimi decenni hanno suscitato l’interesse di molti studiosi e appassionati: al momento ben 12 taxa di Epipactis sono stati qui segnalati, alcuni dei quali hanno proprio qui il loro “locus classicus”.

Di rilevante significato fitogeografico e a volte anche conservatoristico sono i taxa “emigrati” oltre lo Stretto della vicina Sicilia, come l’endemismo sardo-siculo Ophrysbrancifortii, che qui ha il suo unico sito continentale, oppure Serapiasnurrica o anche Ophrystenthrediniferasubsp. grandiflora. Da sottolineare infine la segnalazione di taxa rarissimi, come l’endemismo aspromontano Limodorumbrulloi, a volte anche molto vulnerabili perché esclusivi di particolari microambienti, come Epipactispalustris o Epipogiumaphyllum.

smartNelle checklist sono elencati, oltre a due forme cromatiche di scarso valore tassonomico, pure due ibridi segnalati e probabilmente presenti, anche se non ritrovati dagli Autori: Anacamptisxgennarii e Ophrysbertolonii x O. incubaceasubsp. brutia. Gli Autori stessi si ripromettono in un prossimo futuro di approfondire la ricerca di altri ibridi, fin dalle escursioni in preparazione del 27° Raduno GIROS in programma prossimamente (forse per l’aprile-maggio 2022 – ndr) in questo territorio (più probabilmente con sede in Badolato – CZ- ndr).

2 – PINO PISANI DI SERRA SAN BRUNO

Nel medesimo volume 63 (2020:1) della rivista GIROS, alle pagine 59 – 66 sono elencate 61 taxa, appartenenti a 14 generi di orchidee spontanee osservate nel territorio della Calabria meridionale jonica (orientativamente tra Soverato e, verso sud, Bova). Alla pagina 62 è riportata l’orchidea EpipogiumaphyllumSw scoperta nel 2003 da Giuseppe (Pino) Pisani, un bravissimo ricercatore di Serra San Bruno.

SAMSUNG CSCCosì si legge nella nota di pagina 62: <<E’ una presenza rarissima, relittuale, legata a particolari microambienti freschi ed umidi montani, come l’abetina a quota 1100 metri nelle Serre calabre o, pare, pure in Aspromonte. La fioritura di tale orchidea avviene solitamente tra luglio ed agosto>>.

3 –IL RADUNO NAZIONALE A BADOLATO NEL 2022

Con email di domenica 15 novembre 2020 ore 05.16, il presidente del GIROS, Mauro Biagioli, così mi ha risposto ad un interrogativo: <<Per quanto riguarda il Raduno in Calabria, già programmato per l’anno prossimo 2021, ovviamente la pandemia ci ha costretti a rimandare tutto. Non potendo vederci in questo 2020 in Lessinia (area geografica tra le province di Verona, Vicenza e Trento – ndr), il relativo Raduno è stato rimandato all’anno prossimo. Di conseguenza il Raduno calabrese è stato riprogrammato per il 2022. Le modalità rimangono le stesse (fine aprile, probabilmente nello stesso territorio di Badolato), l’organizzazione rimane affidata, oltre che a Nazareno Circosta, agli altri due nostri soci locali Giuseppe Liberti e Rosalba Petrilli (gli stessi dell’articolo pubblicato nel n. 63:1), con il supporto di un nostro socio esperto di Potenza che si è preso l’impegno di aiutarli nelle escursioni preparatorie>>.

7-logo-girosCaro Tito, va da sé che già da adesso è necessario allertare le istituzioni, le categorie socio-economiche-culturali che possano essere interessati da un simile evento nazionale, ma anche volontari ed associazioni (già da qualche tempo si è resa disponibile l’AOPT “Riviera e Borghi degli Angeli” di Badolato). Chi vuole impegnarsi per il nostro territorio, per la scienza, l’economia e la cultura, ma anche per far fare bella figura all’intera Calabria, può rivolgersi al socio GIROS, Nazareno Circosta (tel. 330-643553 e nazarenocircosta@hotmail.it). Ho più volte citato l’esempio del paesino di Palena in Abruzzo che ha realizzato nel 2018 un memorabile raduno GIROS e poi ha messo su un utilissimo “business” proprio portando per prati e per orchidee un gran numero di turisti.

4 – EDEN CALABRIA

8-eden-anacapri-1Caro Tito, le orchidee (meraviglioso fiore tra i più osannati) ci riportano direttamente all’idea del “Paradiso terrestre” ovvero di quell’Eden che è presente nei miti di tutte le civiltà, da oriente ad occidente, da nord a sud. C’è persino chi, come l’ingegnere siciliano Vincenzo Vinci (da me conosciuto nel maggio 2003 e con il quale sono tuttora in contatto), ipotizza e cerca di dimostrare un Eden persino in Scandinavia, oltre ad un “Omero nel Baltico”. E ad Anacapri, la chiesa di San Michele ha uno dei pavimenti maiolicati tra i più belli del mondo. Presenta la raffigurazione del paradiso terrestre per tutta la sua ampiezza. Devo questa magnifica scoperta al gentilissimo amico Giuseppe Viva che dell’isola azzurra conosce ogni centimetro e, quindi, chi dei nostri lettori la intenda visitare con gusto lo chiami pure (tel. 333-2632136) e godrà anche della sua immensa gentilezza.

Per quanto riguarda il Mediterraneo, siamo portati ad immaginare un “Eden Calabria”, sulla scorta non solo dell’evidente varietà e bellezza della sua Natura, ma anche ispirandoci ad alcuni versi di Omero che indicano la Calabria come l’unica terra dove il suolo fruttifica tutto l’anno… un vero “paradiso terrestre”! Quindi possiamo coniare lo slogan “Calabria Eden Mediterraneo” e la corrispondente sigla “CEM”.

Certo, i miti e le leggende giovano specialmente al turismo, per cui alimentare l’idea di un “Eden Calabria” è quanto mai opportuno. Anzi, non sarebbe affatto male che le Università della Calabria (ma anche di altri territori, persino esteri) facessero studi approfonditi sulla “edenicità” di questo territorio, per non parlare della sua biodiversità: anche la varietà e l’abbondanza orchidologica sta lì a dimostrare questo valore naturale che si aggiunge ai tanti giacimenti storico-culturali calabresi. Posta al centro del Mediterraneo, la Calabria ne è certamente la regione più lussureggiante (un pugno di Baviera più a sud d’Europa, dicono i tedeschi ed è un pregio che nessuno può vantare in un così tanto profondo e meridionale parallelo).

5 – SALUTISSIMI

Caro Tito, vorrei evidenziare, con riconoscenza e gratitudine, la passione e lo spirito di sacrificio di tutti i soci del GIROS. In particolare, non finirò mai di ringraziare gli amici Rosalba Petrilli, Pino Liberti e Nazareno Circosta, ma anche Pino Pisani e tanti altri che, con le loro ricerche (fatte a proprie spese, economiche e di tempo), ci fanno apprezzare ancora di più la nostra terra pure per le bellezze nascoste, come appunto le orchidee che abbelliscono e rendono preziose le nostre campagne e potrebbero attrarre molto turismo.

9-orchidea-badolatoMi auguro che le giovani generazioni calabresi imparino da questi “eroi quotidiani delle orchidee” non soltanto a conoscere maggiormente e ad amare più profondamente la Calabria, ma anche a ricercare altre bellezze nascoste per redigere una mappa del nostro Eden. Ciò giova alla nostra anima, al nostro orgoglio però pure alla nostra economia e alla bella nomea regionale. Un’altra cosa che la Calabria dovrebbe assolutamente valorizzare di più e molto meglio(poiché è una vera ricchezza socio-economica oltre che gastronomica) è la ricerca e l’utilizzo del “tartufo” il quale risulta essere tra la migliore qualità del mondo, sia quello bianco che quello nero.

Nel darti appuntamento alla “Lettera n. 309”, ti ringrazio e di saluto con tanta cordialità,

Domenico Lanciano (www.costajonicaweb.it)