“Le pillole d’Ercole” al comunale di Soverato

Innumerevoli gli applausi a scena aperta che hanno accompagnato gli attori verso quello finale, lungo e corposo, per rendere omaggio ad una compagnia che non si è risparmiata neanche per un attimo, offrendo alla platea fragorose risate scaturite da un’ironia equilibrata ed elegante, figlia dell’equivoco. La “Nicola Valentino” ha raccontato -la sera del 7 aprile al comunale di Soverato- due ore di amori teneri e tenere effusioni, tutti giocati su sguardi ammiccanti e lacrime passionali in un intreccio dal ritmo fittissimo.

Dall’atmosfera di estrema tranquillità all’interno dello studio medico del Dottor Luciano Lo Turco si passa nella hall di un albergo che vede tanti scambi di coppia quante sono le camere al suo interno. Causa del fragore le famose “pillole d’ercole”, che prestano il titolo all’intera pièce e che causano non pochi danni alla serena quiete della vita cittadina, durante i tre atti dello spettacolo, con il loro effetto di liberare gli istinti primitivi che abitano in ogni uomo. Ma come ogni commedia che si rispetti, tutto si conclude con il famoso “e vissero felici e contenti”, ristabilendo l’ordine naturale delle cose. Di solito si cita l’attore protagonista, rendendogli i meriti della riuscita della serata, in questo caso non si può proprio fare. La penna prima sceglie un nome, poi un altro e un altro ancora.

Tutti eccellenti interpreti, in una rappresentazione che ha visto l’uomo cucito all’abito e non il contrario. Una compagnia compatta che ha saputo confermarsi realtà omogenea e forte nel territorio. Al regista Lino Caridi va il merito di essersi nuovamente impegnato a firmare un’altra rappresentazione teatrale necessaria per una piccola cittadina che promuove l’arte in tutte le sue forme. A questo si aggiunge lo scopo benefico della serata i cui introiti saranno devoluti per la cura del giovane Orlando.

Floriana Ciccaglioni

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