Le primarie per l’unità del PD

Nei giorni scorsi, Nicola Oddati, responsabile del Mezzogiorno della segretaria nazionale del PD, in una intervista, dopo avere sproloquiato a più riprese, su tutto e sul suo contrario, ha solennemente sentenziato che in Calabria non si faranno le primarie e che Mario Oliverio non sarà candidato.

Nel Partito Democratico, che ha nel suo DNA le primarie, attraverso le quali sono stati scelti, negli anni, Prodi, Veltroni, Bersani, Renzi, Zingaretti, a Roma, quindi, c’è qualcuno che non si è mai cimentato elettoralmente, cooptato nel vertice nazionale del partito, che vorrebbe cancellare le regole fondamentali dello Statuto e ignorare le tantissime prese di posizione dei Sindaci, dei segretari di circolo, degli iscritti, dei rappresentanti dell’associazionismo civico a sostegno di Oliverio, perchè, a suo dire, c’è bisogno di un cambiamento e di un nuovo candidato a presidente della Regione Calabria. Poi, naturalmente, ha anche l’ardire di sottolineare che Oliverio ha governato bene, ha prodotto tanti risultati e ha contrastato, bontà sua, il malaffare. Però tutto questo non sarebbe sufficiente per vincere, anche perchè nel PD calabrese non c’è unità di intenti.

Quando, nelle scorse settimane, era stato proprio il vice segretario nazionale, Andrea Orlando, ad indicare un percorso, affermando e assumendo l’impegno, come richiesto a gran voce da una assemblea regionale del partito, alla quale aveva partecipato, di avviare una discussione, un approfondimento e un confronto sull’attività e sui risultati della Giunta presieduta da Mario Oliverio. Ma anche questo impegno è stato completamente disatteso, perchè si è preferito ‘buttarla in caciara’, piuttosto che valutare oggettivamente il grande lavoro portato avanti da Oliverio in questi anni, ampiamente riconosciuto dai Sindaci, dalle Università, dalle organizzazioni sociali e imprenditoriali, dalle agenzie specializzate nella valutazione dei dati economici e sui loro effetti.

E in questi giorni, taluni hanno preferito insistere, in maniera pretestuosa, su polemiche sterili prive di respiro politico e di proposte concrete, privilegiando il pregiudizio e le falsità. Accanto a costoro, poi, fanno davvero ridere le granitiche certezze di quegli altri che preannunciano una sconfitta certa con la candidatura di Mario Oliverio. A tutti questi novelli esperti di istituti di sondaggi inesistenti, è opportuno ricordare che Oliverio, nelle diverse prove elettorali sostenute, dal Consiglio regionale al Parlamento, dalla Provincia alla Presidenza della Regione, ha sempre vinto, anzi stravinto, con percentuali altissime.

Allora, se davvero si vuole percorrere il terreno dell’equilibrio e della responsabilità, sgombrando il campo dai veleni e dalla contingenza emotiva, lo sforzo che bisognerebbe fare sarebbe quello di mettere in primo piano la politica e le sue regole. Nessuno sta chiedendo un decreto del Nazareno per sancire la candidatura di Oliverio, perchè è legittimo che ci possano essere altre proposte e altre candidature. Ma nessuno può impedire, così come previsto dallo Statuto, al Presidente uscente di potersi ricandidare, anche sulla base dei tanti risultati conseguiti nell’interesse della Calabria. Solo così, riconoscendo e rispettando le regole, si potrà perseguire quella sintesi indispensabile per vincere un’altra importante sfida . Questo è l’unico terreno per conseguire una possibile unità. Le primarie, pertanto, anche quelle istituzionali, sono uno strumento indispensabile e necessario per effettuare le impegnative scelte che abbiamo davanti a noi.

A coloro che, in questi giorni, si sono esercitati a definire farlocche le primarie già svolte in questi anni, è utile e opportuno rammentare che sono le stesse che hanno contribuito, di volta in volta, a far vincere Zingaretti, Renzi, i vari segretari regionali, a selezionare i candidati al Parlamento, nel silenzio assoluto dei tanti grilli parlanti di oggi.
A proposito, poi, di coloro che affermano che in Calabria non esiste il partito, mi riservo di rimandare ad una riflessione più ampia sul tema: ‘La politica e i partiti oggi in Italia’, per scoprire e verificare, in tal modo, che proprio quelli che richiamano spesso le responsabilità degli altri, sono i protagonisti del deficit di democrazia nei loro territori.

Infine, a Oddati e a Zingaretti vorrei sommessamente suggerire di sviluppare un impegno straordinario per affrontare adeguatamente la difficile e complessa vicenda relativa alla crisi del governo gialloverde, perchè i segnali di questi giorni non sono stati all’insegna dell’unità e della responsabilità, invocati a gran voce per la Calabria. Anzi, sono stati caratterizzati da una grande incertezza e da una preoccupante indecisione, al punto che Matteo Renzi si è ripreso la scena. E Oddati farebbe bene a battere un colpo sul grande tema del Regionalismo differenziato, sul quale c’è un silenzio assordante che rischia di far implodere il Paese.

Michele Drosi
Presidente dell’Assemblea provinciale del PD di Catanzaro.