Lepanto, e i corpi intermedi

 Molto intenso e partecipato, il convegno del 7 ottobre sulla battaglia di Lepanto e la Madonna del Rosario, nella bella chiesa di Gagliano, ornata di “pietre” azzurre e rosse di Gimigliano. 

 Dotta e documentata la relazione biblica di don Serafino Parisi, meritevole di pubblicazione; efficace sintesi quella di don Vincenzo Schiavello, assistente regionale delle Confraternite.

 Quello che ha detto U. N., l’avete letto domenica. Ha però aggiunto, e qui attiro l’attenzione dei lettori, una riflessione sulle Confraternite religiose, e, in generale, sui corpi intermedi.

 Le fratrie greche e i collegia romani sono alla radice della devozione medioevale laica, nata intorno a quella che veniva chiamata “plebem”, e poi “pieve”: una chiesa con un sacerdote (detto anche pievano), ma gestita e difesa dal popolo.

 Le associazioni di fedeli vennero regolate dal Concilio di Trento; e, con tutt’altre intenzioni, dal Regno di Napoli sotto Ferdinando IV (1759-1806 in quanto re di Napoli), il quale emanò leggi per il riconoscimento delle Confraternite, che per questo tuttora di chiamano R[egie] Confraternite o Arciconfraternite, con particolare attenzione alle norme di elezione del Seggio e del Priore; e agli aspetti amministrativi, di proprietà e di affidamento di una chiesa.

 Attenti a non scivolare nella “democrazia”. Le Confraternite non sono aperte a chiunque, ma solo ai confratelli, spesso in modo ereditario; hanno particolari simboli e abiti; ed esercitano una funzione di disciplina e controllo, anche al di fuori dalle finalità religiose e di culto.

 Sono dunque dei corpi intermedi tra le persone e la comunità, e la sua forma politica che è lo Stato. E oggi, nel mondo occidentale, è proprio dei corpi intermedi che avvertiamo la mancanza, dopo il trionfo illuministico dell’individuo monade e solitario, al di sopra del quale c’è, senza alcuna intermediazione, la burocrazia moloch, pomposamente chiamata Stato.

 È per questa ragione che occorrono i corpi intermedi e le corporazioni, a cominciare dalle associazioni laiche di natura religiosa.

 Un rapido censimento ad occhio fa ben sperare, con la presenza di numerose e vivaci Confraternite. Esse sono un punto di ripartenza, cui prestare ogni cura e ogni incentivo. 

Ulderico Nisticò