In merito alle notizie apparse di recente sulla stampa riguardo a presunte irregolarità nella gestione delle postazioni in un lido, è arrivato il momento di fare una riflessione profonda e richiamarci tutti a un principio fondamentale: NO alla giustizia social, NO ai processi sommari sul web.
Stiamo parlando di un episodio i cui contorni sono ancora tutti da chiarire. Spetta esclusivamente alle autorità competenti fare le verifiche necessarie ed accertare la verità nelle sedi opportune.
Non si può—e non si deve—strumentalizzare un presunto caso per gettare fango sull’intero comparto balneare e infangare la reputazione di una terra fantastica come la nostra.
Quanti “leoni da tastiera” si scoprono improvvisamente giudici infallibili? Che fine ha fatto lo Stato di diritto? Siamo diventati davvero tutti così bravi a seminare solo odio, rancore e cattiveria verso la nostra stessa città?
Una vera comunità si definisce tale ogni giorno, nella buona e nella cattiva sorte. È sacrosanto: se qualcuno ha sbagliato, è giusto che ne paghi le conseguenze di fronte alla legge. Ma non è certo con il livore, la gogna mediatica e la rabbia che si affrontano queste situazioni.
Oggi i social sembrano diventati contemporaneamente giuria e carnefice, ma dimentichiamo una lezione antica e universale: chi è senza peccato, scagli la prima pietra.
Soverato è molto più forte di qualsiasi polemica social. Soverato è fatta da chi ci lavora ogni giorno sul posto, stringendo i denti, offrendo accoglienza, lottando tra mille difficoltà per mandare avanti un’attività e far fiorire il nostro territorio.
Ma Soverato è fatta anche da chi lavora per lei da lontano: i tantissimi concittadini sparsi in Italia e nel mondo che, con il loro talento, i loro sacrifici e i loro successi, portano alto il nome della nostra città e la difendono con orgoglio ad ogni occasione.
Che si sia sul lungomare o a migliaia di chilometri di distanza, l’amore per Soverato è uno solo. Non permettiamo alla negatività di distruggere l’immagine della nostra casa e il lavoro onesto di tanti.
Restiamo uniti. DIFENDIAMO la nostra dignità, SOSTENIAMO chi lavora con onestà e RICORDAMOCI chi siamo: una grande e bellissima comunità.
Un figlio di Soverato