Lettera aperta a Dolce sulla Trasversale delle Serre

 Benvenuto, prof. Mauro Dolce, settimo assessore. È quello che aspettavamo, e siccome arriva ora, bisogna che gli si scriva qualcosa proprio sulle infrastrutture, di sua competenza.

 Negli anni 1960 si progettò l’autostrada, che, per quanto infelice per tracciato ed esecuzione, consentiva di percorrere il Tirreno e l’immediato entroterra. Prevedendosi anche la nuova 106 (rimasta finora, appunto, una fantasiosa previsione: ma ne parleremo altra volta), si pensò anche a trasversali. Era niente altro che il sistema romano, come vedete nella foto della Tabula Peutingeriana, ovvero Orbis Pictus.

 Di queste trasversali, nessuna, a fine 2021, è completa. Tanto meno la Trasversale delle Serre, di cui qui, a Dolce, narro la storia… beh, la povera cronaca.

 L’idea è attestata in un convegno di politicanti del 1968; ed era quella di una “superstrada”, che, come Dolce sa meglio di me, era una locuzione di quei tempi per indicare una strada normale a due corsie, più qualche tratto con una terza di sorpasso. Un esperimento che fallì e venne abbandonato. Nelle illusioni degli indigeni rimane la speranza di “Superstrada delle Serre” come fosse chissà che cosa, una strada molto importante…

 Ai tempi del primo governo Berlusconi, 1994, si sentì per la prima volta la parola “cantierabile”, e vennero lentissimamente tracciati alcuni chilometri; finché, ai tempi del primo governo Dalema, un certo Soriero, sottosegretario, pensò bene di triturare sette miliardi (di lire, tranquilli) per un buffo svincolo a favore di un paese quasi disabitato.

 Con pari flemma, anni dopo, abbiamo visto qualche altro chilometro tra Argusto e Gagliato, ma chiuso per anni a causa di qualche trappola burocratica. Il Comitato, a furia di proteste, ne ottenne l’apertura; e oggi si arriva da Gagliato a Spadola e Serra S. B.

 Dalla displuviale tirrenica, hic sunt leones, illustre assessore; e i pochi lavori in, si fa per dire, corso hanno sortito solo l’effetto di complicare le cose, interrompendo le strade vecchie senza fare le nuove. Si parla, sfidando l’umana pazienza, del 2023!

 Torniamo allo Ionio. Da Gagliato al mare c’è una provinciale, la 148, che, su proposta del Comitato accettata dall’ANAS, dev’essere ammodernata, senza piloni e altre diavolerie. Giunti in pianura, va tracciata una nuova 182, e l’attuale retrocessa a quello che effettivamente è, una viuzza interna di Laganosa di Satriano. Nuova 182 senza il benché minimo svincolo, s’intende, dritta fino alla 106.

 Per fare questo, dico Gagliato – Ionio, pare ci siano 54 milioni (stavolta, di euro), che però dormono da qualche parte, e, con l’inflazione che galoppa, l’anno prossimo sono 53,5… poi 50… poi 45… poi qualcuno dirà che non bastano, e tanti saluti. C’è anche un commissario, ma, a quanto ne sappiamo, non dà segni di vita.

 La Trasversale Ionio – Tirreno, esimio assessore Dolce, è l’unica seria possibilità di restituire un poco di economia reale e non assistenziale ad un’area in degrado; e ciò utilizzando i centri interni, in gran parte vuoti di anime, per ospitalità turistica; e dando respiro a qualche attività produttiva, finora ostacolata dalle difficoltà di comunicazioni.  

 Venga a vedere con i suoi occhi.

Ulderico Nisticò, presidente onorario del Comitato