Auguri di Pasqua e di buon lavoro a tutti i lettori, e al ministro Gianmarco Mazzi, cui da questo aprile 2026 compete il Turismo.
Gli scrivo da italiano, però con particolare attenzione al mio essere meridionale e calabrese, attirando il suo sguardo su una questione di fondo: quando si parla di Turismo a Sud, e soprattutto in Calabria, l’immaginario collettivo vola subito verso sole e male, quindi l’estate, e dell’estate manco tanto, pochi giorni di balneazione. Ebbene, signor ministro, non è così, o almeno così non dovrebbe essere.
Sole e mare sono una bella cosa, però ci sono in ogni angolo del Pianeta; e in moltissimi angoli c’è più mare e più sole, e vengono molto meglio utilizzati. Noi invece aspettiamo mezzo luglio e nemmeno tutto agosto, quando potremmo far turismo di sole e di mare per stranieri anche a Natale… Il Sud ha una potenzialità di tutto l’anno, e ne usa solo un poco.
Mi sta più a cuore suggerire a Mazzi di prestare attenzione a quelle forme di industria del forestiero di cui il Sud non abbonda, anzi diciamo pure che scarseggia.
Dico turismo religioso, esperienziale, dei borghi, della montagna, sportivo, di salute, della terza età, scolastico, enogastronomico, e tutte le altre varianti…
…dico turismo culturale. E qui si tocca una tasto dolente, quello della cultura a Sud. Cultura, dico, non scolarizzazione, che a Sud c’è sempre stata e c’è; dico conoscenza diretta del territorio, conoscenza diretta della storia e delle sue testimonianze archeologiche e monumentali.
E, con tutto il rispetto per le antichità grecoromane (di cui ho pur scritto qualcosa), non è manco vero che la storia del Sud inizi e finisca con l’illustre ma travagliata vicenda dei tre secoli di Magna Grecia, più Pompei.
C’è una storia medioevale e barocca e moderna… ma certo il ministro lo sa; se gli servono informazioni ulteriori, li chieda. Per favore, non chieda agli intellettuali politicamente corretti e depressi deprimenti, che campano di piagnistei ben retribuiti.
Un suggerimento. Nel 2027 (cioè ormai tra sette mesi) inizia l’anno europeo dei Normanni; e, che io sappia, l’Italia non ha fatto nulla, con la sola eccezione della Basilicata (c’è Melfi) e del paese di Mileto; silenzio totale della Regione Calabria e delle Università. E invece sarebbe l’occasione per far turismo europeo. Come? Basta chiedere, signor ministro. Auguri.
Ulderico Nisticò