Lettere per stupire il mondo n. 1. Le Premesse: placare tutto il dolore del mondo

Caro Tito, se sei d’accordo, vorrei iniziare il nuovo anno 2018 con una nuova rubrica (Lettere per stupire il mondo) che si possa occupare di tematiche estremamente importanti che interessano direttamente ed indistintamente noi tutti e che sono strategiche per la salvezza del nostro pianeta Terra e della nostra Umanità.

Ritengo che per me (ormai vicino a compiere 68 anni) sia giunto il momento di affrontare più sistematicamente (dopo il vissuto locale di “Lettere su Badolato” e i temi generalisti dei miei tanti luoghi di esistenza delle “Lettere a Tito”) i maggiori problemi globali contemporanei, la cui risoluzione totale o parziale possa davvero “stupire il mondo”. Non è certo un discorso sui “massimi sistemi” ma più semplicemente sul benessere quotidiano ed escatologico di ognuno di noi (persone e società) e di questo nostro unico habitat che è il pianeta Terra.

Mi accingo a scrivere ciò non certo per convincere alcuno ma per ragionare sulle migliori soluzioni, dal momento che (volenti o nolenti) tali problemi ci sono e riguardano veramente tutti. Sarebbe, quindi, vantaggio di tutti risolvere, prima possibile, almeno i problemi più urgenti per la nostra generazione ma anche per le generazioni future.

Dalla prima infanzia

L’interesse per la soluzione di problemi umani e sociali mi parte da quando avevo cinque-sei anni e cominciavo a percepire il dolore della nostra gente!… Un dolore che non mi ha mai lasciato indifferente! Anzi, adesso abbraccia tutto il dolore del mondo!

il-burj-khalifa-di-dubai-_-il-grattacielo-pi_-alto-del-mondoInfatti, le vicende della vita e della nostra gente mi hanno portato molto precocemente, già fin dalla prima infanzia (come ti è noto), a dedicarmi, nel mio piccolissimo, alla conoscenza e alla ricerca di soluzioni per le problematiche umane, sociali e territoriali. Ne avevo tratteggiato alcuni aspetti fin dall’adolescenza, nel 1967, con la raccolta di poesie “Gemme di Giovinezza” e poi con l’attivismo etico del gruppo musicale degli “Euro Universal” (1967-1974). E, nell’aprile 1974, all’età di 24 anni, durante la campagna referendaria per il “NO” all’abolizione del divorzio, avevo esposto al Centro Culturale di Badolato Marina, paese di residenza, i miei “81 enunciati sui maggiori problemi contemporanei”.

Ineludibile verità!

Tale discorso è proseguito pure con altre mie pubblicazioni a stampa, come le “Lettere al Futuro” (1990) e “Un futuro per l’Alto Molise 1 – La Salute” (1990), poi “Storia dell’Intelligenza” (1992), “Prima del Silenzio” (1995), “Villacanale il paese delle regine” (1996) e, in particolare, i sette volumi del “Libro-Monumento per i miei Genitori” (2005-2007). Inoltre, gran parte della mia produzione giornalistica (dal 1965 in poi) è riservata alla ricerca delle migliori “soluzioni” per il benessere del pianeta (territori, borghi spopolati, fauna, flora, clima) e del genere umano. A costo di rischiare antipatie, derisioni, impopolarità e persino aggressioni sono sempre andato giù duro, dicendo (sempre, ovunque e comunque) verità scomode che i responsabili dell’etica sociale ed amministrativa avevano paura (o tornaconto?) persino ad accennarle soltanto.

In questo caparbio interesse per il “bene comune” somiglio davvero tanto a mio padre … mentre mia madre era solita dire che, inevitabilmente, quelli dopo i 60 sono o dovrebbero essere “gli anni della verità” nel senso che non si può più (casomai) imbrogliare se stessi sulla verità del mondo e della vita. Ed è proprio vero!… Più ci avviciniamo al termine della nostra esistenza e più la verità diventa assordante e tale che non può essere elusa o aggirata! Purtroppo, resiste e persiste ancora il permanente “Grande Inganno” alimentato in particolare da coloro i quali lavorano, giorno e notte, alle fabbriche del fango e degli imbrogli!

La verità del mondo

genoma-crispermaniaE quale è la verità del mondo?… Più o meno, è sotto gli occhi di tutti, ovviamente. C’è il bene ed il male, per cui è urgente rafforzare il bene e cercare di ridurre al massimo possibile il male. Oggi, “stupire il mondo” può significare e significa proprio ridurre al massimo possibile le negatività di ogni genere. Ma, per fare ciò, è necessario che almeno la maggior parte della gente sia sensibile ed impegnata a cambiare in meglio già noi stessi e poi tutto ciò che ci circonda, che è in fondo Terra comune. Siamo sulla stessa barca, detta in termini semplici. La nostra Terra, culla e casa, è un pianeta fragile che noi amiamo troppo poco e i nostri valori prevalenti non l’aiutano ad aiutarci a vivere nel migliore dei modi. Dovremmo essere in “allarme”!…

Tutti perdenti

Nel corso della storia umana e sociale, le mentalità dominanti hanno preferito l’ego, quell’io che sovrastava (e purtroppo ancora sovrasta) il bene comune, provocando tali e tanti squilibri da ridurre il mondo in una giungla pericolosa, insicura e persino invivibile per i buoni e gli stessi cattivi. E’ necessario, perciò, cercare un equilibrio tale che migliori per tutti l’affidabilità e la qualità dello “stare al mondo”. Purtroppo, finora “stupire il mondo” ha significato dimostrare la propria grandezza nell’effimero egoistico di popoli o singole persone. Ma, oggi come oggi, sarà necessario “stupire il mondo” non nelle “vanità” ma in azioni di riequilibrio del territorio e della società. Altrimenti saremo tutti, dico tutti, “perdenti”!

Tutto il dolore del mondo

Ma, prima di essere tutti “perdenti”, siamo tutti (volenti o nolenti, nessuno escluso) immersi o sommersi (chi più, chi meno) nell’immenso dolore del mondo. Sarebbe, perciò, prioritario interesse di ciascuno di noi (individui, società, umanità globale) impegnarsi seriamente affinché tutto questo dolore del mondo (che ci colpisce direttamente o indirettamente, più o meno gravemente) possa almeno diminuire e, magari, essere col tempo eliminato completamente. E’ assolutamente prioritario placare tutto il dolore del mondo! Il primo e più determinante risultato del progetto “Stupire il Mondo” sarebbe proprio quello di ridurre almeno tutto il dolore che attanaglia il mondo!

festival-delle-meraviglie-fontanellato-2017Caro Tito, ti tratteggio, qui di séguito alcune tappe fondamentali dell’esistenza da me fin qui vissuta all’insegna del dolore del mondo, così potrò spiegarmi meglio per meglio farmi capire come e quanto abbia percepito fin da bambino “tutto il dolore del mondo”. I convincimenti di una persona e la sua conseguente “missione” non avvengono a caso, ma c’è un robusto e complesso retroterra. Ci sono profonde radici.

L’emigrazione forzato esilio

Giuseppe (1930-1996), il mio primo fratello, nel giugno 1950 (quando avevo appena 3 mesi) è partito, emigrante, per l’Argentina. Ritengo che, per quanto piccino, io abbia percepito inconsciamente con dolore tale distacco. Probabilmente lo penseranno pure gli psicologi infantili. Giuseppe resta per me (soprattutto per piccole e grandi difficoltà d’esistenza) il “fratello assente”, il “fratello mai visto”, mai incontrato, mai conosciuto!… Comunque sia, a Kardàra casa mia era diventata un “hub”, uno snodo per emigranti (parenti ed amici) verso terre lontane (Argentina, Stati Uniti, Canada, Australia, ecc.). Sono stato sommerso di lacrime e di bestemmie, di maledizioni ed insulti verso il Governo e lo Stato. E, non a caso, le coincidenze della vita mi hanno fatto conoscere qualche anno fa Giuseppe Mungo, calabrese di Squillace residente da 60 anni in Francia, che ancora adesso impreca contro il Governo e le Classi dirigenti italiane con il suo bello ma drammatico libro “On a fait nous des immigrés” (2009) – “Hanno fatto di noi dei migranti” (2011).

Fin da piccolissimo, centinaia e centinaia di volte sono andato alla stazione ferroviaria per salutare interi gruppi familiari partire per Paesi tanto lontano che si era coscienti di non vedersi più. Partire, allora, era proprio come morire!… Un funerale da vivi. Ed erano veramente una moltitudine di strazi, non soltanto fazzoletti bianchi svolazzanti nell’ultimo saluto mentre il treno partiva. E da chierichetto ho partecipato a tanti funerali di nostri concittadini (caduti sul lavoro) tornati al paese anche dall’estero su un carro funebre. Strazi su strazi, sono stato sommerso dalle lacrime della mia gente. Lacrime che ho bevuto come veleno.

a-scuola-di-futuro-italian-business-schoolQuesti i miei primi traumi infantili, i miei primi e anticipati “perché?… perché? … perché?”… A questi e ad altri innumerevoli “perché?” avrei dovuto dare risposte adeguate e veritiere, per cui mi sono impegnato in tutta la mia vita (ed ancora mi impegno) a capire capire capire! E qualcosa l’ho capita, sempre da eterno alunno. E alunno di periferia, di profondo Sud. Come ho detto e scritto diffusamente. Ed “eterno alunno” potrebbe essere, da adesso in poi, il mio vero nome-definizione. Un umile alunno degli ultimi banchi (sociali) al quale non bastava soltanto capire. Bramavo fare qualcosa, la mia parte per lenìre tale dolore!

Capire agire stupire

Infatti, crescendo, mi sono man mano convinto che non bastava capire, ma che era necessario e mio dovere etico (dopo aver capito bene) “agire” e, se possibile, “stupire” a costo di usare la “provocazione” mediatica (come per il “paese in vendita” nel 1986 e per altre mie iniziative che hanno avuto clamore o eco anche internazionale e almeno con un minimo di risultato). E all’università ho quindi scelto studi per poter capire meglio, per conoscere gli strumenti sociali della comunicazione … e così dare voce a coloro i quali avevano un dolore così straziante e muto che non sarebbero riusciti nemmeno a dire più una sola parola!

Ecco, caro Tito, la vita ha forgiato la mia missione sociale (etica ed altruistica) che ho accettato in modo totalmente convinto … proprio per dare un’affettuosa carezza all’immenso dolore del mondo, partendo dal profondo dolore della mia gente. Ed ognuna di queste mie parole, qui scritte o pronunciate, intende essere davvero un’affettuosa e solidale carezza per chiunque abbia un dolore, una sofferenza, una difficoltà. Una carezza pure a me stesso che non ho mai navigato acque tranquille, pure a causa delle mie scelte di vita sempre a favore delle lacrime altrui.

Anni 1983 – 2007

Nell’estate 1983 ho scritto il romanzo (ancora inedito) “Ragazza in fuga (18 anni)” (cioè Umanità in fuga da se stessa). Dalle riflessioni ivi contenute é nato il “Manifesto dei Neo-Maggiorenni” (che ha avuto una significativa eco anche internazionale). Nel romanzo avevo affrontato il tema del nostro mondo diventato ormai “invivibile” per l’inquinamento e la cattiveria di noi esseri umani, ma anche la mancanza di un’adeguata “pedagogia sociale” verso gli adolescenti alle prese con i diritti-doveri della loro anticipata ed improvvisa maggiore età (dai 21 ai 18 anni). Tale romanzo rimane ancora inedito dal 1983 poiché ho preferito finora convogliare le mie pur poche risorse per editare e dare voce a libri altrui. Come da missione etica e altruistica!

Non sono mai stato un “catastrofista” nonostante sia ancora molto pessimista fin da bambino proprio a motivo del dolore del mondo che diventa sempre più diffuso e straziante. Globalizzato ormai! Ed aumenta in proporzione alla malvagità umana e alla perdita di quei valori che almeno riuscivano ad arginare la furia genocida di interi popoli. Però, i fatti, purtroppo, danno ragione a chi, come me, si mostra assai preoccupato per il vertiginoso aumento del dolore dell’umanità ed anche per il dolore del nostro pianeta Terra che si acuisce sempre di più.

Ottimismo della volontà

Se quanto riesco a capire con intuito e intelligenza mi porta ad essere molto “pessimista” … il cuore mi porta comunque ad agire il più possibile e l’Amore/amore mi viene in soccorso per il cosiddetto “ottimismo della volontà” ma anche per il sano orgoglio di non doverla dare vinta a chi, intenzionalmente o per distrazione o incompetenza, fa male al nostro pianeta, a singoli popoli e a tutta l’Umanità! Mi sembra un crimine non adoperarsi e, possibilmente, anche lottare tenacemente e in modo irriducibile!

Nel “Manifesto” per i diciottenni (ottobre 1983) ho cercato pubblicamente di coinvolgere tutte le Istituzioni, responsabili della pedagogia sociale di tutti ma specialmente dei nostri giovani, affinché vengano preparate più adeguatamente le nuove generazioni, le quali non sono (ancora oggi e se ne vedono le tristi conseguenze) educate ed informate per fare degnamente fronte all’altezza del loro compito e delle inedite sfide che le attendono. Per il momento noto soltanto un effetto “placebo” e prevalentemente “lùdico” che non evita però fatali disorientamenti e dolorose devianze negli adolescenti e nei giovani con gravi ricadute sulle famiglie, sulla società e sul futuro!… E’ un massacro, una barbarie che si sta consumando!…

Università delle Generazioni

Così, ragionando ancora attorno a questi e molti altri temi, ho dedicato quasi tutti i sette volumi (oltre 2800 pagine) del “Libro-Monumento per i miei Genitori” (2005-2007) alle maggiori emergenze che attendono le presenti e le future generazioni per evitare di diventare indistintamente “tutti perdenti” (nessuno escluso). E come se rendessimo l’aria di una stanza (cioè il mondo dove ci stiamo ammassando a miliardi e miliardi) sempre più irrespirabile! … Chi si salverà se non ci diamo veramente da fare?… Nessuno! Inutile illudersi. Nessuno!… E, per dare un pur timido segnale a favore di tutti, nel 1993 ho fondato (poi coadiuvato da tre amici molisani Padre Celestino Ciricillo, Costantino Mastronardi e Giuseppe De Martino) l’Università delle Generazioni che, tra alti e bassi, resta ancora attiva ed è entrata nel cuore della gente.

Paradigma

Con queste umilissime “Lettere per stupire il mondo” vorrei almeno tentare di tracciare una indicazione, un “paradigma” più preciso ed orientativo su quali e quanti siano i settori su cui è più urgente intervenire per riequilibrare il mondo e la società. Ovviamente ci vorrà molto tempo e numerose generazioni. Però ci sono interventi che (a mio modesto parere di eterno alunno e consultando innumerevoli persone ed esperti) sono ritenuti più urgenti di altri, a breve, medio e lungo termine. Vorrei, così, unirmi assai umilmente ma tenacemente alla voce di chi da molto più tempo di me e con più perfetta e responsabile competenza si sta battendo per difendere valori, ambiente e umanità, presente e futuro (anche remoto) dei nostri figli, nipoti e pronipoti. Rendendo loro onore e riconoscenza.

Chiedo scusa

Personalmente, nel mio piccolissimo, caro Tito non vorrei lasciare proprio nulla di intentato né tanto meno vorrei assolutamente commettere “peccati di omissione”. E capisco bene che la rubrica che sto per iniziare possa impressionare la sensibilità di qualcuno o urtare la suscettibilità di altri. Chiedo scusa fin da adesso e porgo affettuosa preghiera di ignorarmi a coloro i quali possono sentirsi infastiditi da queste mie lettere che, pur presentando problemi comuni, cercano di essere propositive proprio al fine di “stupire il mondo” per quanto di bello, utile e buono ognuno di noi (come individui e come società) possa produrre. Però è altresì opportuno sapere che il dolore del mondo non è eludibile, interessa tutti, proprio tutti, nessuno escluso!

Tre opzioni

a-scuola-di-futuro-1La situazione globale è grave sotto tanti punti di vista e potrebbe peggiorare. In gioco c’è la nostra salute psico-fisica e addirittura la nostra vita. Sarà bene rendercene conto il più velocemente e il più operativamente possibile. E prima si interviene efficacemente e meglio è per tutti, proprio per tutti! … Altrimenti sarà inutile lamentarsi che le cose non vanno. Un conto è soffrire o morire per le cose che non vanno, però essendosi impegnati per farle andare bene … un conto è continuare a subìre o, addirittura, contribuire a peggiorarle! Abbiamo unicamente tre opzioni: l’azione benemerita migliorativa, l’ignavia e l’azione peggiorativa. A ciascuno di noi la scelta! Ci potranno pur essere mille gradi di differenze o di sfumature riguardo lo stare in una delle tre opzioni … ma la sostanza (se vogliamo essere onesti intellettualmente) non cambia eccessivamente anche se, però, è sempre meglio fare scelte più nette, decise e precise! A scanso di equivoci, a beneficio delle presenti e delle future generazioni verso le quali siamo in forte debito di clemenza.

Una precisazione. Chi sceglie di migliorare il mondo, lo fa per tutti coloro che stanno nelle tre opzioni … così come danneggiano tutti (alla lunga, persino sé stessi) coloro che hanno scelto l’opzione peggiorativa. Perciò, la responsabilità è moltiplicata comunque. Un piccolo esempio: chi traffica droga o la spaccia rischia di fare del male pure alle sue persone più care. Quanti casi hanno evidenziato figli di trafficanti o spacciatori morire proprio a causa della droga?!… Quante volte, per paradosso, una nostra qualsiasi omissione ricade su noi stessi o sulle persone cui vogliamo bene?!….

Vita listata a lutto

Personalmente, fin dalla prima infanzia, sono stato agevolato dal mio animo sensibile a percepire il dolore della mia gente e poi del mondo, osservando quotidianamente in vari modi le tribolazioni e i martirii dei popoli. Figurati, caro Tito, che ero l’unico bambino dei miei compagni di giochi a tifare per gli indiani d’America (definiti “Pellirosse”) destinati sempre a perdere e a morire negli ìmpari scontri con i soldati, quando dal 1956 in televisione (RAI) venivano trasmessi le tendenziose puntate “western” de “Le avventure di Rin-Tin-Tin” (Rinty) il bel cane-lupo in forza alla truppa statunitense di cavalleria di stanza a “Fort Apache” in Arizona (USA).

Poi, dopo molti anni, all’Università di Roma (frequentando qualche lezione del corso di “Storia degli Indiani d’America) ho capito che gli Indiani d’America erano simili a noi Meridionali, invasi e trucidati dai soldati savoiardi, dopo l’invasione militare del 1860 affidata ai cosiddetti Mille del generale Giuseppe Garibaldi. Medesimo destino a tutt’oggi (come ho potuto constatare io stesso visitando una tribù di nativi americani in Canada, a Montreal, nel settembre 1994). Praticamente quasi sterminati e i superstiti chiusi in riserve o “deportati”. A milioni e milioni e milioni!… Così i nostri Meridionali e gli Indiani d’America, medesimo destino, pacifiche popolazioni prede della bramosia di ricchezza e di potere dei popoli colonialisti europei.

E ho cercato di approfondire ed estendere ad altri popoli tali problematiche, via via sempre più, negli anni della giovinezza, fino a listare a lutto non solo il presepe parrocchiale e il mio albero di Natale nel 1971 (al compimento del 21° anno, subito dopo l’ingresso nella maggiore età) ma ho persino “listato a lutto” (da allora in poi) l’intera mia vita. E la mia stanza di studente universitario evidenziava ed innalzava gli inequivocabili simboli e la chiara volontà di un impegno toto-esistenziale per un “mondo migliore” cercando di educarmi e di equipaggiarmi per essere sempre più sensibile e disponibile a lenìre il dolore del mio territorio, della mia gente e ad andare incontro al dolore del mondo. Per quanto possibile. Ma sempre!

E mi chiedo, ancora adesso, caro Tito, perché soltanto io tra tutti i miei coetanei della nostra interzona jonica sia stato tanto commosso dall’immenso dolore del mondo e in modo tale da “listare a lutto la mia vita”. Eppure, non c’ero soltanto io alla stazione ferroviaria a condividere tutte quelle dolorose e definitive partenze d’emigranti. Non c’ero soltanto io a partecipare ai funerali degli operai caduti sul lavoro nel nord Italia, in Svizzera o in Germania. Non c’ero soltanto io ad essere presente in numerosi altri eventi strazianti della nostra stessa gente!… Perché proprio e solo io?… Perché mi trovo ancora adesso la vita in lutto per tutta questa sofferenza, trovandomi spesso incapace e troppo limitato a reggere l’urgenza di un soccorso, di un conforto, di un aiuto … tanto estesa e profonda è la crudeltà che oggi, come ieri, guida il mondo e tiene in ostaggio i popoli più semplici e puri come, ad esempio, i Nativi americani del sud, del centro e del nord o i Meridionali italiani???…

W la Wita!

Caro Tito, sarà per il connaturato paradosso che abbiano noi esseri umani, sarà perché convivono dentro di noi il bene e il male, aspetti positivi e negativi … fatto sta che, accanto al mio “pessimismo” per il troppo dolore del mondo, c’è in me una parte indelebile di “felicità” per tutto ciò che di meraviglioso ha il mondo! Così, posso dire che ho avuto anche un’infanzia serena e ricca di affetti. Un’infanzia che si è beata delle manifestazioni stupende che ci regala la Natura, prima di tutto il mio mare, il mio cielo, la mia luce jonica!

Posso, quindi, affermare che sia stato “naturalmente felice” come può essere un’infanzia normale. E che, però, per me l’età del “disincanto” è giunta molto precocemente (rispetto agli altri miei coetanei) proprio perché fin da bambino ho bevuto le lacrime e il dolore della mia gente, mentre nella mia mente e nel mio cuore entravano incessantemente una moltitudine di interrogativi esistenziali e sociali che esigevano risposte. E lì per lì non era facile trovare risposte, pure perché in famiglia, a scuola, in parrocchia o altrove non trovavo chi potesse dare nemmeno un minimo di pazienza e di attenzione ai miei troppi interrogativi.

a-scuola-di-futuro-4Comunque sia, la scoperta delle emozioni amorose già fin da bambino (pure in questo sono stato precoce) mi ha fatto inneggiare alla vita fino al punto che non mi è nemmeno bastato scriverla “Vita” con la V maiuscola, ma sentivo almeno il bisogno di raddoppiarne simbolo grafico e significato. Così, tra i 15 e i 16 anni ho cominciato a scrivere “Wita” con la “W” proprio per esprimere fino all’ennesima potenza la mia gioia, la mia felicità, persino la mia esaltazione che mi proveniva dalla continua scoperta di sempre nuovi e forti, irresistibili sentimenti amorosi e sociali.

Poi, la bellezza e lo stupore dell’Amore (pure questo scritto con la A maiuscola, in termini assoluti) uniti alle meraviglie della Natura mi hanno portato all’Armonia, completando un percorso umano ed ideale in modo per me davvero “sublime”. Di questo mio stato esistenziale e di questo moto celebrativo della Wita (nel meraviglioso ma anche nel dolore della mia gente e del mondo) è testimone e documento la raccolta di poesie “Gemme di Giovinezza” (1967), stampata all’età di 17 anni.

Il metro del mio deserto

Ed è proprio all’età di 17 anni che ho intuìto quale fosse il principale senso della mia Wita, il mio posto nel mondo, il mio ruolo umano e sociale. Ho avuto questa “illuminazione” (che altro non è se non la conseguenza più logica e naturale del mio precedente vissuto e anche dei tanti miei “perché?”) nella Certosa di Serra San Bruno (settembre 1967), quando sono andato a trascorrere un giorno ed una notte con i Certosini, riflettendo e pregando, assieme ai miei amici del gruppo musicale “Euro Universal” guidati dall’ottimo sacerdote francescano Padre Nicola Criniti (Santa Caterina dello Jonio 1939 – 2006). Ed ecco qui di sèguito l’intera poesia che trascrivo senza staccarne i versi e che è il “certificato di nascita” della mia “scelta di Wita”.

Da “Notte in Certosa n. 1” – “”Un deserto mi ha accecato gli occhi, arso la gola. Sono venuto qui. Ho levato la polvere dagli occhi. Ho bevuto il silenzio delle preghiere raccolte. RITORNERO’ PER FECONDARE IN QUESTO INFINITO IL METRO DEL MIO DESERTO. E porterò nell’anima i rintocchi della campana di questa Certosa che batte sul tempo. So che l’eternità mi sfugge. Ma qui l’ho presa per mano.””

Preciso che ho scritto di getto questi versi (come quelli di alcune altre poesie) direttamente sul registro dove gli ospiti della Certosa scrivono, solitamente, le loro considerazioni. Dopo alcuni decenni ho saputo dal monaco bibliotecario che queste mie poesie c’erano ancora nel volumone e me ne ha mandato fotocopia.

Ma quale è il “metro del mio deserto” da FECONDARE ?… E’ il metro di tutti i luoghi dove la Wita vorrà portarmi. E così ho cercato di fare finora, molto umilmente ma sempre fino allo spasimo, non risparmiando di me né tempo, né salute, né la pur esigua economia, né entusiasmo e gioia di cercare di “fecondare”.

Così a Badolato, a Roma, ad Agnone, a Villacanale e in tantissimi altri luoghi, cercando di non perdere occasione per “seminare” (sinceramente, gratuitamente e senza alcun secondo fine) un sorriso, un’idea, un incoraggiamento, una iniziativa di progresso e di benessere nelle persone come nelle comunità. E continuo ancora (nonostante molte batoste e limitazioni) a cercare di “fecondare in questo infinito il metro del mio deserto” pure grazie a te, caro Tito, e a questo tuo sito … ma pure grazie ad altri come, ad esempio, www.soveratoweb.com e talune situazioni cartacee (tipo il periodico “La Radice” di Badolato) o telematiche che si dimostrano gentili e disponibili e che ringrazio (davvero molto e con riconoscenza) anche qui.

Paternità

Questo “fecondare il metro del mio deserto” mi fa sentire meravigliosamente “padre” – “papà” a tutti gli effetti ed affetti … anche se, poi, a 18 anni, ho deciso che non era il caso di fare figli in carne e ossa (così, come in effetti, è stato finora pur essendomi sposato), ma soltanto figli del mio spirito e delle mie azioni sul campo (libri, iniziative, eventi socio-culturali, ecc.) tendenti a “fecondare” menti e comunità.

Tra l’aver capito il motivo del mio stare al mondo (settembre 1967) e le determinazioni di miei 18 anni (dicembre 1968) sentivo che avrei dovuto effettuare una scelta: o dedicarmi a moglie e figli facendomi assorbire quasi totalmente da loro (com’è sempre giusto e doveroso che sia quando una persona vuole formarsi una famiglia in modo responsabile) … oppure lasciarmi guidare da questa irresistibile vocazione a “fecondare IN QUESTO INFINITO il metro del mio deserto”. Non quindi una CASA rendendomi stanziale in un determinato luogo, bensì affidarmi all’Infinito che mi avrebbe portato ovunque ci fosse stato un “metro di deserto da fecondare”.

Così ho scelto, come scrivo nel libro “Prima del Silenzio” (giugno 1995) da pagina 15 a pagina 19. Ho scelto di affidarmi all’Infinito. Adesso, dal novembre 2016 (da quando cioè sono in pensione e mi sono ritirato, questa volta veramente, a vita privata) sento che sono entrato in quel “Silenzio” auspicato nel 1995 e cerco di sintonizzarmi con l’Infinito … ovvero con i valori più assoluti della Wita e dell’Umanità.

Avrai già notato che da qualche mese firmo e dato le mie corrispondenze proprio da “Azzurro Infinito”. Questo è il segno che, finalmente, sono nelle condizioni di lavorare bene, libero da distrazioni nocive alle mie riflessioni e alla mia scrittura. Scrittura che, poi, in maggior parte, confluisce sul tuo sito www.costajonicaweb.it e tu ne diventi diffusore, custode e proprietario.

Università del Riequilibrio

7-natural-phenomenaDal 1968, dopo numerose testimonianze pubbliche e private sul desiderio di “fecondare in questo infinito il metro del mio deserto” e sulla necessità di contribuire (nel mio piccolissimo) a risolvere o almeno ridurre i drammi e le tragedie del mondo, nel 1990 ho “fondato” (seppure simbolicamente) la “Università del Riequilibrio” indicandone le priorità e tentando di unire la mia voce singola e plurale al coro di tutti coloro che, in ogni parte del nostro pianeta, sono impegnati molto più di me nel lavorare per un “mondo migliore”!… Ne ho evidenziato gli scopi su più numeri del mensile “L’Eco dell’Alto Molise” (annata 1990).

Ad ognuno di noi, infatti, è chiesto semplicemente di fare la propria parte nel migliorare sé stessi, l’ambiente dove ci è toccato esistere e vivere (il metro del nostro deserto) e, se possibile, a migliorare anche qualcosa in più. Lo dicono chiaramente l’innato istinto di sopravvivenza, la logica delle cose, il buonsenso, l’Amore ma lo dicono pure le leggi della nostra Repubblica e taluni ordinamenti internazionali.

Questo dell’impegno (personale e sociale) per migliorare il mondo è, quindi, anche e soprattutto un caso di coscienza oltre che di sensibilità e di civiltà. Non si può sfuggire alle proprie responsabilità, nelle piccole azioni quotidiane come nelle grandi evenienze epocali. Ed oggi come oggi siamo alle prese con difficili evenienze epocali, quale, ad esempio, l’inquinamento sempre più aggressivo sul nostro pianeta, la nostra unica casa comune che potrebbe diventare inservibile e addirittura trappola mortale per le future generazioni dei nostri nipoti e pronipoti. Stiamo trasformando il nostro pianeta Terra in una “camera a gas” e nessuno, proprio nessuno, potrebbe sfuggire ad un tragico destino, anche se si trasferisse nello Spazio!

Ma ci sentiamo già noi intrappolati in un inquinamento che aumenta sempre di più attorno a noi. Non c’è ormai un luogo veramente sicuro dove non rischiare la salute. Figurati, caro Tito, che sento sempre più sgradevole l’aria che respiro o l’acqua che bevo ed ormai non mi faccio più il bagno in mare da quasi trenta anni, a causa di inquinamenti visibili ed invisibili. Ed ho nostalgia del nostro bel mare Jonio limpido e salubre degli anni cinquanta, mentre già dai primi anni sessanta potevamo notare la nera ed appiccicosa catrame che le onde posavano sulle nostre spiagge immacolate. Non so come fa certa gente a farsi il bagno addirittura in mezzo alle melme fognarie di mari sempre più torbidi che sembra debbano diventare solidi e appiccicosi da un momento all’altro! Ah, le nostre ormai perdute joniche limpide azzurrità d’infanzia!

Anno 1990

Così, caro Tito, continuando a cercare di “fecondare” al mio massimo possibile e giunto ai miei 40 anni, nell’anno 1990 ho cercato di mettere un punto fermo nella consapevolezza delle priorità che ci troviamo tutti di fronte per porre mano seriamente agli squilibri umani, sociali e territoriali. Ovviamente l’ho fatto con i miei modestissimi mezzi, teorici e simbolici, ma accorati e pubblici. Infatti, giovedì (santo) 12 aprile 1990 è stato stampato a mie spese dalla tipografia San Giorgio di Agnone (Isernia), l’opuscolo intitolato proprio “LETTERE AL FUTURO”. In 16 pagine ho inserito cinque “Lettere al Futuro” che, a puntate, erano già apparse nel mensile “L’Eco dell’Alto Molise” dal 20 marzo al 30 giugno 1989. Poi, la numerazione delle “Lettere al Futuro” ha trovato continuazione in altre mie pubblicazioni a stampa, sempre per segnalare il paradigma (il modello, l’elenco, l’imperativo) delle priorità umane e sociali su cui è urgente intervenire per armonizzare anima e corpo, società e territorio e quanto altro c’è da bonificare e rimettere a posto, veramente e definitivamente!

immagine-due-galassie-da-hubbleNella prima “Lettera al Futuro”, il tema d’esordio (quello prioritario di base e di partenza) è stato “Il dialogo è l’ossigeno della democrazia e della partecipazione” anche nelle regioni più lontane e sperdute della Terra e persino nello Spazio (moltissimi errori e grandi misfatti avvengono per mancato dialogo, quasi sempre conseguenza del cattivo orgoglio o della malintesa dignità). Il secondo tema è stato dedicato al dovere di combattere il “cancro” (già definito “il male del secolo” per la nostra salute) e alla “disoccupazione” (altro tipo di cancro che procura disordine e pericolo per il corpo sociale, a livelli mondiali). Il terzo ragiona sulla “Valigia dell’astronauta” cioè sui migliori valori che toccherà all’uomo portare con sé sui futuri pianeti. Il quarto solidarizza su “Tutte le Tien-an-men del mondo” contro ogni dittatura o regimi anti-democratici. Il quinto “L’apartheid è anche donna” reclama non soltanto la parità per la donna, ma considera addirittura necessaria la “proporzionalità” uomo-donna così come imposta dalla Natura e dalla giustizia sociale. Un tema di grande civiltà che (forse troppo lentamente) si sta facendo strada nella coscienza dei popoli.

Infatti, a sèguito di questa ultima riflessione, nella primavera 1990 ho fondato da Radio Agnone Uno nella trasmissione “Scuola di politica” (assieme a due giovani donne agnonesi Paola Pannunzio e Rosanna Primizio) la “PUD – Proporzione Uomo Donna” … un movimento culturale per precisare che è necessario andare al di là della parità uomo-donna, in quanto la natura ha reso numericamente prevalenti le donne e non a caso … per cui è da tenere presente tale prevalenza in ogni settore della vita pubblica e privata.

Poi, il 25 giugno 1990, sempre dalla tipografia San Giorgio di Agnone, ho avuto stampato (sempre a mie spese) l’opuscolo “Un futuro per l’Alto Molise n. 1 – La Salute (Proposte per l’accrescimento di strutture socio-sanitarie in Alto Molise)”. Altre 16 pagine realizzate per avanzare idee-progetto promozionali e di progresso a 360 gradi per il comprensorio di mia attuale residenza … un comprensorio-prototipo del piccolo-grande Mondo a rischio disfacimento. Ecco, trascrivo i più importanti paragrafi che si potrebbero leggere alla pagina 16 (interna) e sulla terza pagina di copertina di tale opuscolo:

Terzo Millennio

“”Alle soglie del Terzo Millennio, i tempi sono tali che non è più concepibile che governi soltanto una parte dell’intera Assemblea, tutta comunque eletta dal Popolo, mentre l’altra debba restare inutilizzata ed inoperosa. Tutti i componenti di ogni Assemblea dovrebbero avere responsabilità di governo del Territorio. Non più, quindi, minoranze ed opposizioni. Ci sia pure un “gruppo-guida”, ma tutti gli altri siano stretti e responsabili collaboratori. E il Popolo non stia a guardare, ma partecipi sempre di più, vigili, collabori e si adoperi in tutti i modi possibili, senza nascondersi dietro il discutibile alibi delle deleghe e del “Complesso della mammella”. Solo così si potrà attuare una vera e propria Democrazia partecipata, partecipante e responsabile. Solo così si potrà formare la “Generazione decisiva” e attuare il Riequilibrio …”” (pagina 16).

La Cultura del Riequilibrio

“”Il tema principale, prioritario dell’imminente Terzo millennio è senza dubbi il “Riequilibrio del Mondo e dell’Umanità”. L’Umanità avrà mille anni di tempo per riequilibrare le vicende e le situazioni Nord-Sud, Est-Ovest della Terra, le vicende Terra-Spazio, ma soprattutto attuare il riequilibrio base che è quello Anima-Corpo, Uomo-Donna, Persona-Società, Società-Territorio. Dieci anni appena e già faremo il nostro ingresso nel terzo Millennio. E’ necessario creare la Cultura del Riequilibrio, l’humus in cui far crescere e sviluppare i Valori del Riequilibrio per preparare un mondo di benessere e di Armonia per tutti.

Tale traguardo non è un’utopia, ma una dimensione umana possibile, una esigenza indispensabile. E’ una meta raggiungibile in un millennio che sicuramente non mancherà di riservarci delle piacevoli sorprese e anche i mezzi per poter attuare quella Pace Universale, quel Riequilibrio generale così tanto necessario e così tanto auspicato delle menti e dai cuori di buona volontà e lungimiranza.”” (pagina 3 di copertina).

Adriano Celentano

Caro Tito, come sai, il famoso cantautore ed attore Adriano Celentano (figlio di genitori pugliesi emigrati a Milano, dove è nato il 06 gennaio 1938) fin dall’inizio della sua lunga carriera artistica (a cavallo degli anni Cinquanta e Sessanta) si è sempre impegnato molto (pure con la sua musica) nel settore ecologico e nella necessaria equità socio-economica delle persone e dei popoli. Non ha mai mancato occasione per ribadirlo, da vero combattente per le cause più nobili a favore del nostro Pianeta e dell’Umanità.

In particolare, nelle due serate dell’8 e 9 ottobre 2012 ha dato il meglio di sé nel concerto “Rock Economy” che, tenuto all’Arena di Verona, è stato trasmesso in diretta dall’importante emittente televisiva nazionale “Canale 5 – Mediaset”. Tale TV, nella prima serata dell’Epifania 2018 (sabato 6 gennaio) ha ritrasmesso (in onore degli 80 anni del celebre Artista) “Rock Economy”, sintetizzando le parti più importanti in 115 minuti dai 140 iniziali.

Durante tale concerto, Celentano ha detto che (se ci impegniamo un po’ tutti) si potrebbe salvare il mondo in appena cento anni. Dunque, si può?! … nel 1990 io personalmente (scritto nei paragrafi riportati sopra) ipotizzavo in mille anni non tanto la salvezza, ma almeno il “riequilibrio” del mondo. La sua sarà stata una “provocazione” (tra le tante che è solito fare), però mi fa piacere constatare che il grande Artista è più ottimista di me!

Diversi modi per “stupire il mondo”

Caro Tito, è ìnsito nella natura umana impiegare le proprie energie per primeggiare e, addirittura, per stupire gli altri, nel bene o nel male. Ogni epoca o generazione ha propri modi e propri valori di riferimento per “stupire il mondo”. Però, è anche vero che ci sono modi e valori che sono, purtroppo, rimasti gli stessi fin dall’inizio dell’Umanità e sono, prevalentemente, quelli di stupire e primeggiare nello sfarzo e nella avidità della ricchezza economica, del potere politico, della bellezza, della intelligenza e della prestanza fisica e via dicendo. Per non parlare delle vanità e delle futilità che portano a indicibili sprechi di risorse!

Se fino ad ora sono stati questi i modelli per primeggiare e per stupire il mondo, adesso, alla luce delle priorità emergenziali del nostro pianeta, possono non essere più validi o, comunque, insufficienti (se non addirittura nocivi) per “riequilibrare” i destini dell’ambiente globale, delle persone e dei popoli. Comunque (giusto per renderci conto, almeno orientativamente, dei valori di riferimento avuti fin qui da personaggi e da comunità, nel corso dei secoli) provo a darti una indicazione su cosa abbia significato finora “stupire il mondo” … mentre, sia chiaro! … da adesso in poi voler “stupire il mondo” dovrebbe significare sbalordire persino sé stessi nel fare il bene più adeguato della nostra Terra e dei suoi esseri viventi (quindi non soltanto esseri umani, animali e vegetali ma anche l’ambiente, in particolare aria e acqua fin troppo vitali per noi ma, purtroppo, in gran parte compromesse).

Le 7 meraviglie del mondo

Nel contesto antico del Mediterraneo e dintorni, alcuni popoli, taluni regnanti, semplici comunità o persone assai danarose hanno cercato di “stupire il mondo” costruendo strutture architettoniche così tanto grandiose (per il loro tempo) da far rimanere a bocca aperta tutto il mondo allora conosciuto. Ci hanno insegnato a scuola che, per le epoche più antiche (cioè i secoli prima della nascita di Cristo), si contano le seguenti sette “Meraviglie del mondo” (selezionate, non si sa bene come o da chi, nel terzo secolo a.C.).

• I Giardini pensili di Babilonia (590 a.C. circa). Si racconta che la regina Semiramide vi raccogliesse rose fresche in ogni stagione. Alcuni però ritengono che la prima meraviglia del mondo fosse la più antica “Torre di Babele” (ziqqurat Etemenanki – 2° millennio avanti Cristo, in Mesopotamia) per l’arditezza che esprimeva, come concetto e come costruzione. Condivido la Torre di Babele!

• Il Colosso di Rodi (faro) 293 a.C. – Una gigantesca statua bronzea a forma umana dedicata al Dio Sole, situata all’imboccatura del porto dell’isola di Rodi (in Grecia al confine-mare con la Turchia).

• Il Mausoleo di Alicarnasso (353-350 a.C.). Una monumentale tomba costruita per contenere il corpo del sàtrapo Mausolo (da qui il termine “mausoleo”) situata ad Alicarnasso, l’attuale città di Bodrum, sulla costa mediterranea della Turchia, antistante l’arcipelago della Grecia.

• Il Tempio della dea Artemide ad Efeso (575-560 a.C.), oggi Turchia, vicino alla città di Smirne.

• Il Faro di Alessandria d’Egitto (280-268 a.C.). Ovvero il più grande faro dell’antichità, situato sull’isoletta della grande e strategica città portuale di Alessandria, attivo per 1742 anni fino al 1480.

• La statua di Zeus nella città greca di Olimpia (456 a.C.) che ha dato origine alle Olimpiadi.

• La piramide di Cheope a Giza (Egitto 2470-2450 a.C.). Dimora funeraria e celebrativa di un faraone. E’ ritenuta la più antica delle sette meraviglie ed è l’unica che si può ammirare ancora oggi!

Altre 7 meraviglie del mondo

immagine-galassia-granchio-da-hubbleDurante la 27ma Olimpiadi moderna di Sydney in Australia (15 settembre – 1 ottobre 2000), lo svizzero-canadese Bernard Weber ha lanciato, attraverso la società NOWC (New Open World Corporation) ed il progetto N7WF (New 7 Wonders Foundation), un referendum mondiale per eleggere (via internet, telefono, SMS) le “Sette meraviglie del mondo moderno” (cioè le migliori architetture che sono state costruite principalmente prima o dopo la nascita di Cristo). Ecco quali sono risultate le vincitrici (proclamate a Lisbona il 07-07-07 cioè il 07 luglio 2007) per come votate da oltre 600 milioni di persone e da una giuria di competenti (tra cui alcuni ex dirigenti UNESCO):

• Il Colosseo (Roma, Italia) edificato dal 72 al 80.

• La Grande Muraglia (Cina) km 21.196 costruita tra 7° e 2° secolo a.C.

• Machu Picchu (Perù), la città Inca risalente al 1450 circa

• Petra (Giordania), antica città scolpita nelle rocce prima e dopo Cristo.

• Piramide maya di Chichén Itzà (Messico), elevata attorno all’anno 600

• Statua del Cristo Redentore (Rio de Janeiro, Brasile), 1922-1931

• Taj Mahal (Agra, India), mausoleo dell’amore coniugale 1632-1654

Tra le 21 Opere finaliste troviamo: la Torre Eiffel (Parigi, Francia, 1887), la Statua della Libertà (New York, USA 1886), l’Alhambra (Spagna 1333), il Castello di Neuschwanstein (“Nuova roccia del cigno” – Baviera, Germania 1886), il Teatro dell’Opera di Sydney (Australia 1959).

7 Meraviglie della Natura

Nel 2011 la medesima società svizzera NOWC – N7WF che aveva fatto votare le “Sette meraviglie del mondo moderno” è giunta a selezionare, tramite apposito referendum telematico, anche le “Sette meraviglie naturali del mondo”: la foresta amazzonica (Sud America), la baia di Ha Long (Vietnam), le cascate dell’Iguazù (confine Brasile – Argentina), l’isola di Jeju (Corea del Sud), l’isola di Komòdo (Indonesia), il fiume sotterraneo di Puerto-Princesa (Filippine) e la Table Mountain (Sud Africa). Tra le prime 7 non è stata eletta alcuna meraviglia naturale dell’Europa, dell’America del Nord e dell’Australia! …

Distrazioni di massa

immagine-telescopio-hubble-heic1406aOvviamente, tali referendum o sondaggi restano pur sempre un dato soggettivo, anche se pertinente e condivisibile. Però, non si può certamente affermare che altri monumenti architettonici o naturali non riescano a stupire come e forse più di quelli annoverati nei primati. Infatti, sono sempre stato convinto che una poesia di un poeta di paese possa stupire e piacere più di un tanto decantato poeta che abbia vinto il Premio Nobel della Letteratura. Come si suole dire, la capacità di stupirsi è pure del tutto personale e sta principalmente nella persona che ammira e considera. La bellezza – si suole dire – sta negli occhi di chi la guarda!… E davvero tantissimi sono convinti che “La bellezza salverà il mondo!”. Speriamo, davvero!

Le meraviglie del mondo fisico (costruzioni dell’uomo e fenomeni naturali) non sono le sole ad essere soggette ai primati (secondo parametri che potrebbero essere e sono pure discutibili). La tendenza ad acclamare “vincitori” è sempre stata diffusa, pure perché è sempre stata diffusa la lotta per primeggiare, per competere, per apparire. E, si sa, quando ci sono di mezzo il prestigio umano o sociale e la convenienza economica, non sempre la “vittoria” può risultare pulita. Anzi pare che il filosofo Pitagora di Crotone (580 – 495 a. C.) abbia affermato che la “vittoria sporca l’uomo” e che al posto della competizione ci debba essere la cooperazione e la solidarietà. In verità, ogni cosa esistente è un capolavoro a sé stante! E’ un unicum!…

Gli esseri umani non dovrebbero entrare mai in competizione con i propri simili nemmeno per gioco, ma dovrebbero realizzare unicamente una utile ed etica collaborazione pure per affrontare insieme i veri problemi individuali e sociali. Ciò nonostante … di gare (vere o finte), di intrighi e di continue sfide si ciba lo spettacolo del mondo! E, non a caso, tale spettacolo del mondo serve soprattutto a distrarre i popoli dai loro veri problemi! Infatti, i “distrattori di massa” di ogni genere (specialmente i divi dello sport, del cinema, della TV, delle scienze e delle arti, ecc.) vengono remunerati o gratificati in modo sproporzionato proprio perché servono a distrarre i popoli dai loro veri problemi! Altrimenti, perché?…

Assurdità e sprechi

Infatti se ci pensiamo bene, perché un giovane calciatore viene strapagato decine e decine di milioni di euro, mentre uno scienziato o un ricercatore per la lotta alle malattie è solitamente un lavoratore precario, mal pagato? … Perché un cantante viene strapagato centinaia di migliaia di volte in più di un minatore? … Perché un manager ha uno stipendio (e una pensione) migliaia di volte in più di un suo dipendente?…

la-terra-vista-dal-cieloPerché si continuano a produrre automobili più costose, potenti e veloci se poi i limiti di velocità, persino in autostrada, sono solitamente un terzo della velocità del mezzo?… Perché si continuano a costruire case molto più grandi e lussuose del necessario abitativo?… Perché taluni popoli (specialmente quelli di stile occidentale) mangiano molto più del dovuto e vanno incontro, così, a pericolose malattie, spesso mortali?…

Perché, ad esempio, gli Stati (che si sono nell’ultimo secolo arricchiti a dismisura con il petrolio) non provano a trasformare i loro deserti in terreni fertili, invece di sprecare miliardi di dollari in eccessi, in agiatezze e lussi senza fine e magari gran parte dei loro abitanti non hanno nemmeno il necessario?…

Il giorno 08 maggio 2015 hai pubblicato la “Lettere a Tito n. 116 – Le città immorali” in cui riflettevo sul fatto che le città di tutto il mondo, specialmente le metropoli, fanno a gara a chi ha i grattacieli più alti, a chi ha più lussi e futilità … mentre, al contrario, le loro periferie e i loro territori rurali versano in condizioni pietose. Ricchezze private e pubbliche povertà?! Questi atteggiamenti sono da considerarsi “amorali” o “immorali”. Forse di per sé stessi sono amorali, però sono e diventano immorali (come io ritengo) considerando che la ricchezza venga usata malissimo lasciando popoli, famiglie e persone nell’indigenza, senza cure mediche, senza futuro e senza dignità!

Record da superare

Comunque sia, a torto o a ragione, le sfide tra persone, famiglie e popoli sono tipiche di una ben determinata natura, cultura o prepotenza umana. Con i Giochi Olimpici (quelli classici originati in Grecia nel 776 a.C. e quelli moderni nel 1896) si voleva far stupire il mondo con le imprese sportive del corpo e della mente. E nello sport (come in altre discipline umane) il confine si estende sempre di più … fino alle espressioni più estreme, anche a rischio della propria vita. Gli esploratori, ad esempio, si proponevano e si propongono ancora di stupire il mondo con la brama di scoprire nuovi territori e più esaltanti esperienze (uno dei casi più eclatanti è stato il genovese Cristoforo Colombo con la sua scoperta dell’America).

Ed oggi è un continuo stupore ammirare la scienza delle varie discipline applicate come, ad esempio, l’astronautica conseguire, uno dopo l’altro, traguardi stupefacenti (sbarco sulla luna, sonde in viaggio verso mete intergalattiche, stazioni spaziali internazionali di lunga permanenza umana, ecc.) o la biologia (genoma, vaccini, genetica, ecc.) e altri aspetti futuribili che al momento non riusciremmo mai ad immaginare, così come Icaro non avrebbe potuto nemmeno sognare il volo dei nostri aerei, i missili, le navicelle spaziali o il volo interstellare.

Il mondo ha continuamente voglia di stupire se stesso specialmente attraverso conquiste, prima ritenute impossibili. Si pensi, tra l’altro, alle conquiste della mente umana nella medicina, fisica, chimica, economia, letteratura, pace. Chi vince un Premio Nobel in tali discipline riesce sempre a stupire il mondo. Continua ad essere privilegiato il “recordman” (la persona dei record) … come, ad esempio, chi riesce a scalare le vette montane più difficili o chi si immerge più profondamente nei mari oppure chi riesce a navigare in solitaria nel giro del mondo. E via dicendo. Non c’è settore della vita umana dove qualcuno non tenti di superare il precedente “record”, per gloria o per denaro, per scienza o conoscenza.

le-7-meraviglie-del-momndo-anticoInsomma, nel bene e nel male, anche lo stupore (come tutte le altre espressioni umane e sociali) sembra essere inarrestabile, specialmente nello sperperare risorse individuali e collettive per scopi non attinenti al benessere del mondo, non attinenti a placare il dolore del mondo. Anzi, gli armamenti e le guerre diventano sempre più sofisticate e atroci. Anzi, i soldi e il potere il più delle volte accecano persone e nazioni, mentre miserie e povertà aumentano in modo sempre più indegno e allarmante.

Quando arriveremo, caro Tito, a gareggiare per superare i record della bontà e del benessere per tutti?… salvando, così, i popoli e il nostro già compromesso pianeta Terra?…

Le meraviglie dell’effimero

Ciò che fa più rabbia e indignazione è che non riusciamo ad assimilare le lezioni della Storia. Così, dalla più remota antichità fino ad oggi, la maggior parte degli uomini cerca di “stupire il mondo” anche e soprattutto nell’effimero, nell’edonismo, nel narcisismo e non in ciò che veramente sarebbe più utile al miglioramento della vita dell’umanità e del pianeta. Quanti (dannosi) sprechi!…. Finora, non possiamo annotare nessuno che faccia a gara a chi riesca ad essere il benefattore più grande del mondo per risollevare situazioni di crisi umanitarie o ambientali e per risolvere i più grandi problemi della nostra Terra. Anzi, c’è, sotto sotto, una gara a chi è più furbo a rubare, depredare e a devastare di più!

C’è ancora chi (accecato dal malorgoglio) cerca di gareggiare nella realizzazione della più distruttiva arma nucleare, procurando tensione e preoccupazione in tutto il mondo. E c’è chi insiste a produrre i simboli più estremi dell’arroganza umana! C’è, quindi, stupore e stupore, in positivo e in negativo, come in tutti i fenomeni umani. Adesso, educare allo stupore positivo è la principale missione della Pedagogia Sociale!

E tra i fenomeni positivi e negativi riferibili allo “stupore” bisogna annoverare pure quella “arte di stupire” che non sempre vede protagoniste persone o presenze o eventi utili, ma piuttosto è necessario stare attenti, pure perché possono nascondere pericoli non sempre evidenti o appariscenti. Anche per questo bisognerebbe essere preparati ad affrontare o a “consumare” bene lo stupore, mezzo con cui è più facile ingannare e circuire persone fragili o in buona fede o troppo semplici per reggere all’incanto, alla magìa, alle molteplici seduzioni, alle varie attrattive che promette o somministra chi ha scopi reconditi, frodi o raggiri politico-economici, intellettuali e spirituali.

Lo stupore dell’Arte

le-sette-meraviglie-del-mondo-modernoLo stupore più frequente è reso dall’arte umana e dai paesaggi naturali. Ricordi la “Sindrome di Stendhal”?… Ecco il miglior stupore è sempre quello che si vive davanti alle cose belle, di qualsiasi genere (pittura, scultura, architettura, musica, canto, eventi vari, ecc.). Lo stupore raggiunge la sua massima espressione quando si fa “éstasi” (come dimostrano numerosi personaggi storici e come pure noi possiamo esperire e vivere).

Però, caro Tito, non sono riuscito ancora a capìre come mai spesso sono i più insensibili al riequilibrio di tutte le cose proprio coloro che amano l’arte e ne sono assidui frequentatori. Ormai è una vita che anche io amo e frequento ogni genere di Arte, conoscendo valenti artisti e amanti raffinati di tutte le Muse ispiratrici. Eppure, ho incontrato rari casi in cui questo genere di ambienti colti e sofisticati si misurano realmente con i bisogni del mondo, salvo eccezioni … quasi che l’Arte eserciti sì l’entusiasmo ed il gusto per la bellezza ma si fermi alla pura e semplice “estetica” trascurando l’etica il più delle volte.

Ed ho notato che più l’animo delle persone sembri apparire raffinato, maggiormente si allontana dai bisogni e fabbisogni della gente comune, dei poveri, dei miseri, dei diritti umani universali oppure, se si sofferma a considerare, esprime soltanto formalismi che non toccano la sostanza dei problemi e del dolore del mondo.

Invece, ho trovato più comprensione, più attenzione e più aiuti in chi ha avuto percorsi di sofferenza (vissuti in varie forme e gravità). Allora sì che il cuore e non la mente riesce utile a lenire, ad essere vicino, ad essere utile ed anche in modo affettuoso. Ecco, ho notato che spesso mancano l’affetto e il rispetto nel nostro agire, mentre invece, dovrebbero essere la regola quotidiana, il nostro più naturale modo di vivere!

Emozioni intergalattiche

logo-di-human-genome-projectLo stupore, lo stupire e lo stupirsi sono già momenti di grande e forte emozione. Ed io trovo che (a parte l’Amore/amore visto già come un immenso universo di per sé stesso) in questi ultimi decenni le emozioni più inimmaginabili prima e più sorprendenti ci provengono dallo Spazio, specialmente quelle delle galassie distanti centinaia e centinaia di milioni di anni luce! … Qui nello Spazio non c’è proprio da fare classifiche di bellezze e meraviglie, poiché la nostra mente non riesce a contenere tutto ciò che di sbalorditivo esiste nel firmamento … forse soltanto il cuore può percepire meglio e reggere a tanta super-bellezza stratosferica!

Se soltanto provassimo a scorrere le innumerevoli e strabilianti foto delle tante e tante galassie riprese da Hubble (telescopio spaziale) nel suo viaggio interstellare che dura dal 24 aprile 1990 … Se soltanto provassimo a visitare uno dei tanti “planetari” od “osservatori astronomici” che ci sono in Italia e nel mondo … Se soltanto potessimo considerare l’infinito universo intergalattico, allora ti assicuro, caro Tito, che la nostra vita entrerebbe veramente in un’altra “dimensione” di stupore e di vera bontà universale!

Ricordo ancora la meraviglia e le emozioni delle prime dirette televisive via satellite dalle parti più lontane del nostro pianeta. Ricordo lo stupore, quasi l’incredulità, di vedere il primo uomo sulla luna! Stupore dopo stupore, meraviglia dopo meraviglia, per noi oggi è ormai diventata “ordinaria” ogni e qualsiasi impresa spaziale, abituati come siamo a sempre grandi novità.

Ed hanno ragione coloro i quali dicono a noi italiani che abbiamo la fortuna (e l’abitudine) di abitare in uno dei Paesi più belli del mondo, tanto che ormai non ci facciamo più caso. Eppure, c’è sempre qualcosa da scoprire, da conoscere e riconoscere così da mantenere alta l’emozione delle meraviglie in uno stupore continuo. Infatti, se e quando si ama, la persona o l’oggetto del nostro amore riesce a stupirci sempre, pure perché le persone e le cose non si riescono mai a conoscere abbastanza. Lo stupore continuo è parte essenziale ed indispensabile dell’amore/Amore.

Figurati, caro Tito!… Quando amavo (proprio “forsennatamente”) Badolato, mio paese natìo, o la Calabria (ed avevo la “calabresìte acuta”) … riuscivo sempre a trovare un qualcosa che quotidianamente (dico, quotidianamente) mi stupiva e mia dava un’immensa gioia. Mi esaltava. L’amore/Amore è come un riflettore che riesce a percepire e valorizzare il più microscopico dei particolari. Però, quando si spegne l’amore/Amore, si spengono tutti i riflettori e si spengono persino le bellezze più bellezze del mondo.

L’Italia si spegne e ti spegne

parco-dello-stupore-mogliano-macerata-marche-2017Ecco, l’Amore/amore! … i decenni che stiamo attraversando dimostrano come e quanto in Italia ci sia poco o per niente vero Amore/amore tra Stato (specie Classi dirigenti e privilegiate) e Cittadini, tra Cittadini e Stato. Ciò comporta un preoccupante affievolimento della necessaria ed indispensabile intesa amorosa (detta pure “coesione sociale”) perché una Nazione sia veramente viva, produttiva e ammirata pure all’estero. Invece, le statistiche ci dicono che l’interesse estero nei nostri confronti è diminuito di molto, nonostante la ancora grande forte attrattiva delle meraviglie che gli altri non possono ignorare. Il turismo però è diminuito in quantità e qualità. L’Italia non è più decantata e “vissuta” a lungo come una volta. Persino i soggiorni a Roma sono drasticamente ridotti quasi ad un “mordi e fuggi”.

Tutto ciò si ripercuote sull’umore del mondo nei nostri confronti. E noi non riusciamo più ad incantare il mondo con la nostra simpatia (siamo diventati grigi e senza vero sorriso) e la nostra bontà (siamo entrati nella spirale globale delle competizioni). L’Italia avrebbe dovuto restare un’oasi, un faro di vera civiltà e di belle maniere, invece ci siamo fatti travolgere da fenomeni tristi proprio come volevano i nostri “nemici” o concorrenti. Siamo caduti nella trappola del vile denaro a tutti i costi, della corruzione all’ennesima potenza, dell’insignificanza … proprio come ci vogliono coloro che ci invidiano e non ci amano. Da maestri e stupore del mondo e nel mondo di buona cultura e di stile siamo diventati inaffidabili e persino derisi.

Al di là della retorica che emerge quando non ci sono veri risultati, le statistiche mondiali sono chiare. L’Italia non è più ai primi posti nel progresso e nella civiltà. Solo alcuni esempi. Libertà di stampa 77° posto su 180 Paesi. Salari 23/34 (Paesi Ocse). Pari opportunità 74/135. Libertà economica 92/165. Uso internet 24/61. Sulle 500 migliori Università del mondo soltanto Bologna è al 194° posto (figuriamoci le altre!). Capacità di attrarre imprese 38/50. Scuola e istruzione 24/40. Competitività 44/58. Pil pro capite 29/183. Sistema sanitario 21/34 (e dicono che siamo i migliori del mondo). Affidabilità (a causa della corruzione) 72° posto sui 174 Paesi. Potere d’acquisto 12/32. Innovazione tecnologica 24° posto. Mi fermo qui. Chi vuole saperne di più basta ricercare su internet. Ma, avviso, sarà un sovraccarico di amarezza ogni altro dato “negativo”.

“Italia bonsai nel mondo che sarà” titola addirittura l’attendibile quotidiano economico nazionale “Il Sole 24 Ore” del 07 febbraio 2017, appena un anno fa. Altri insistono che siamo “fanalino di cosa” dei paesi più industrializzati. Eppure l’Italia ufficiale continua a fregiarsi (degnamente o indegnamente) del titolo di “potenza mondiale” e fa continuamente parte dei G7 (7 Grandi) … ma i dati reali parlano chiaro. L’impressione è che gli altri Paesi ci tengano in ballo soltanto perché in qualche modo l’Italia è loro utile … siamo pur sempre un mercato di 60 milioni di persone che consumano molto bene … beni esteri! Notoriamente siano nati “esterofili”.

L’Italia è tra i primi Paesi al mondo: in negativo per il debito pubblico (3° posto) e in positivo per il Q.I. – quoziente di intelligenza 6° posto su 82 Paesi monitorati (Hong Kong al primo posto). Ed è proprio questo il cocente disappunto … pur essendo tra i più intelligenti al mondo non riusciamo ad essere un popolo normale. Altri dati positivi: salute 1/163 e longevità 2/163 (dopo il Giappone) quasi sicuramente per la nostra posizione e dieta mediterranea (o forse perché lavoriamo poco, ironizzano taluni, e ce la prendiamo alla leggera). E’ il caso di dire “Basta la salute!” … poi tutto il resto vada come va (ironizzano altri).

Così, piano piano, l’Italia si spegne e ci spegne. Uno ad uno. Però, visto che siamo stati tanto bravi a recitare la parte degli stupidi che si fanno ingannare da atteggiamenti contrari alla nostra bella natura e magistrale cultura ultramillenaria … saremmo pure in grado di dimostrare come e quanto siamo bravi a tornare a brillare e a significare!?… Il fuggi fuggi quasi generale non solo dei giovani verso l’estero mi dà l’idea che l’Italia è una nave che affonda o una casa che crolla e c’è chi si vuole salvare e scappa via!

U gabbu cògghya

Per quanto sia davvero vasta la fenomenologia dello stupore (specie se coniugato con tanti altri sentimenti) non ti potrei mai essere esaustivo. Ma un aspetto mi sembra giusto non tralasciare, anche perché è tipico degli ambienti popolari (specie nel nostro sud Italia).

telescopio-in-osservatorio-astronomicoInfatti dalle nostre parti ricorre spesso il monito “U gabbu cogghya” …. cioè, lo stupirsi (con abbondanza di pettegolezzi, di cattiveria e di sfottò) e il farsi meraviglia di qualcosa o di qualcuno può voler dire che sicuramente questo “male” o “danno” quasi sempre ricade su chi si beffa o deride altri, poiché sicuramente viene poi deriso e beffato a sua volta. Come dire che dell’avversa fortuna altrui è necessario essere comprensivi, compassionevoli, senza commentare malevolmente o addirittura burlarsi. Non c’è da stupirsi, da farsi “gabbo” o meraviglia, poiché le spiacevolezze possono succedere a tutti. Quindi l’antidoto sarebbe quel pronunciare “Fora gabbu!” … senza troppa meraviglia delle disgrazie altrui ma anche … senza troppa malevole invidia del successo altrui! “Crepi l’invidia” c’era scritto all’ingresso di alcune case di Badolato!

La lungimiranza

Caro Tito, a me interessa (tra tutti gli aspetti dello “stupire”) quello che farebbe restare a bocca aperta se ci fosse una sincera convergenza di persone e governi di buona volontà nel migliorare assai vistosamente ed efficacemente il mondo, a partire da noi stessi e dai nostri territori. Ad esempio, sulla necessità (che tratterò nella “Lettera per stupire il mondo n. 2”) di ridurre i deserti, fecondandoli in modo tale da aggiungere ossigeno e produttività alla nostra Terra in affanno e per riequilibrare il clima così tanto essenziale per la vita umana, animale e vegetale. Già c’è chi (essendo lungimirante e desiderando il miglior futuro per il nostro pianeta Terra in forte sofferenza) si sta impegnando in questa poderosa impresa che va appoggiata scientificamente, economicamente non facendo nemmeno mancare il più alto sostegno socio-culturale. Te ne riferirò alla prossima lettera.

Infatti, nel corso di queste mie lettere cercherò di presentare e descrivere i maggiori e più prioritari problemi da affrontare e risolvere per dare maggior benessere a tutti gli esseri viventi che abitano questo nostro mondo. Non dovrebbe mai abbandonarci l’idea del “Paradiso terrestre” o di qualcosa che si avvicini!

Lo stupore quotidiano

Intanto, eccoti tre semplici curiosità ordinarie e ludiche: 1- Nel tentativo di “stupire” specialmente adulti e bambini, a Parigi (Musée des Arts Forains – Museo delle Giostre e delle Arti Giostraie) viene realizzato già da otto anni il “Festival du Merveilleux” (Festival delle Meraviglie”). 2- Un similare “Festival delle Meraviglie” caratterizza dal maggio 2017 il bellissimo borgo medievale di Fontanellato (a 20 km da Parma). 3– Da otto anni, in estate, viene realizzato a Mogliano (in provincia di Macerata) il “Parco dello stupore” ovvero il Festival delle Tradizioni – “Giochi di una volta, laboratori didattici, spettacoli tratti da fiabe”… destinato prevalentemente all’infanzia come una sorte di altra piccola “Disneyland” nostrana. Ma questo è stupire nello spettacolo, nell’intrattenimento! Noi, invece, dovremmo entrare in una nuova “èra” dello stupore … l’èra del riequilibrio e della salvezza della Terra, delle Persone, della Società, dell’intera Umanità!

La bellezza, le meraviglie, lo stupore vanno di moda da un po’ di anni a questa parte. Ti ricordo il film del 2013 di Paolo Sorrentino “La grande bellezza” (incentrato su Roma) premio Oscar (USA 2014). Pure il noto conduttore ed autore televisivo Alberto Angela (figlio d’arte del grande divulgatore scientifico-culturale Piero, conosciuto specialmente per la trasmissione TV “Quark” solitamente su Rai Uno) si sta in queste settimane impegnando in una pregevole opera socio-culturale di presentarci la grande bellezza dei 53 siti monumentali italiani riconosciuti dall’UNESCO come “Patrimoni Mondiali dell’Umanità” attraverso quattro puntate televisive su Rai Uno a partire dal 04 gennaio 2018 con il programma “Meraviglie – La penisola dei tesori” ogni giovedì verso le ore 21,15. Mercoledì 10 gennaio è andata in onda la seconda puntata che ha evidenziato anche lo stupendo capolavoro dei Bronzi di Riace (Museo Archeologico di Reggio Calabria) assimilato allo splendore del David di Michelangelo (Galleria dell’Accademia, Firenze).

Ricordo, altresì, che ogni fine settimana da molti anni vengono puntualmente trasmesse alcune rubriche sullo stupore della bellezza, come, ad esempio, “Bella Italia” (confezionata dalla redazione Rai di Firenze), “Mediterraneo” (a cura della redazione Rai di Palermo), “AR – Frammenti d’arte” a cura di Costantino D’Orazio su Rai News 24 (spazio già occupato per molti anni dall’insuperato critico d’arte Philippe Daverio con il suo “Passepartout”) oppure “Linea Verde” (dal 1981 la trasmissione storica RAI sull’agricoltura, allevamento, ambiente e paesaggio), “Linea Blu” (dal 1994 per descrivere ed esaltare gli 8mila km di coste italiane) e la recente “Linea Bianca” per incontrare l’incanto delle nostre montagne (coperte di neve).

torre-di-babeleE questo per quanto riguarda le principali trasmissioni RAI sullo stupore quotidiano dei nostri territori. E’ ovvio che ogni altro canale televisivo presenti programmi simili e sempre di ottima fattura. Inoltre, taluni canali tematici cercano di approfondire aspetti più particolari (a volte pure curiosi, persino estremi) che non solo ci stupiscono ma tendono a farci rimanere increduli per come e per quanto gli esseri umani (o i fenomeni naturali) riescano a farci sbigottire e addirittura a sconvolgere, a “scioccarci”! Uno per tutti il canale TV “Focus”, quando la realtà supera la fantasia.

Ma, sempre più spesso, è la realtà dei telegiornali (ma anche dei documentari di guerra o di altre situazioni atroci) che ci dimostrano come e quanto la realtà riesca a superare ogni fantasia o immaginazione!… Allora lo stupore si mescola allo sgomento, all’angoscia, al terrore! Tutto fa parte del grande dolore del mondo che, purtroppo, diventa sempre di più spettacolo atroce, a cui ormai ci siamo pericolosamente assuefatti a tal punto che non abbiamo quasi più la forza o la voglia di indignarci!

Lo stupore etico

Caro Tito, a mio modesto parere, manca, oggi come oggi, lo “stupore etico” … ovvero la possibilità, specialmente per le nuove generazioni, di alimentarsi (direi quotidianamente) di esempi sbalorditivi forniti non soltanto dai cosiddetti “eroi del quotidiano” (rivedi “Prima del Silenzio” 1995 alle pagine 113 – 131) che si sudano la vita come altri mai … ma anche di nutrirsi dei migliori, dei più istruttivi ed esemplari personaggi che, in ogni settore della conoscenza e delle azioni sociali, hanno dedicato la vita al benessere dell’Umanità.

Era frequente trovare, tra gli anni 1955-1970, nell’unica emittente televisiva italiana, la monopolista RAI, programmi ad alto contenuto etico-educativo per tutte le età. Per noi ragazzi, in particolare, c’erano trasmissioni assai edificanti che (tralasciando qualche rappresentazione-spazzatura di origine estera) ci era utile per educarci allo “stupore etico” (come ho poi scoperto) … cioè per convincerci a dare all’Italia il meglio di noi. Un tipo di “pedagogia sociale” che oggi stento a rintracciare negli odierni mezzi di comunicazione (o di distrazione) di massa (“social” compresi).

John Kennedy e Papa Roncalli

Ai miei tempi (infanzia-adolescenza) si notava almeno un minimo di sforzo collettivo (famiglia, parrocchia, scuola, giornali, televisione, ecc.) per inculcarci la necessità di avere dei nobili ideali e di darci da fare per onorare Dio, Patria (c’era ancora tale termine “obsoleto”) e famiglia (eredità di mentalità e politiche precedenti). Noi ragazzi venivamo riempiti di ampollosa retorica … però percepivamo che, al fondo di quelle esortazioni, c’erano buone intenzioni e, a volte, anche affetto. Pure lo stile della mia scrittura di quei tempi testimonia l’ampollosità di quelle classi dirigenti che, tuttavia, stava (bene o male) ricostruendo l’Italia dalle macerie anche culturali della seconda guerra mondiale.

In particolare, ricordo le gigantesche figure, a livello internazionale, di Papa Giovani XXIII (1881-1963) e del Presidente USA John F. Kennedy (1917-1963), che hanno indicato (specialmente a noi adolescenti e giovani) una preziosa via per edificare la nuova società mondiale. Kennedy: “Non chiedete cosa può fare il vostro Paese per voi, chiedete cosa potete fare voi per il vostro Paese” e Papa Giovanni: “Cerchiamo sempre ciò che ci unisce, non ciò che ci divide” che potrebbe essere l’imperativo vero per “stupire il mondo” nel bene!

Devo ammettere che qualcosa di buono sia rimasto di quell’epoca più onesta e sobria, anche se, ribadisco, mi sento ancora adesso un “sopravvissuto” di quel tipo di scuola e di società di classe (persino la Chiesa era allora troppo di classe). Oggi constato che raramente i giovani trovano esortazioni etiche e, salvo eccezioni, vedo giovani smarriti, che girano a vuoto senza quegli slanci di vivere (Wita, Wiwere, ricordi?) che avevamo noi, prima e dopo le contestazioni giovanili, studentesche ed operaie di fine anni Sessanta – primi anni Settanta. Speriamo che l’etica buona, utile e bella (stupenda) ritorni ad abitare cuori e menti di tutti.

La dieta etica

Perché l’etica stupenda o dello stupore ritorni, è necessario che ognuno di noi faccia una vera dieta nutritiva per il corpo, la mente ed il cuore. A metà degli anni Ottanta (dopo il romanzo “Ragazza in fuga” 1983) mi stavo organizzando per redigere un libro, ragionando su una simile “dieta a tre dimensioni: corpo – mente – cuore” … purtroppo i miei tanti libri di supporto sono andati smarriti dalle persone cui mi ero rivolto per una testimonianza e piccola collaborazione al testo.

Bisogna sempre essere intransigenti nel NON prestare libri, poiché, per un motivo o per un altro, è assai difficile che ci vengano restituiti. Purtroppo ho varie, gravi e cocenti esperienze a riguardo! Ciò significa (pure in termini morali ed etici) che bisogna essere prudenti nel fare bene il bene, evitando il rischio di un “boomerang” che ci danneggi.

Comunque, da quel periodo di impegno per una dieta etica “corpo-mente-cuore” (cuore inteso come sentimenti, bontà, generosità, ecc.) mi porto ancora dietro le riflessioni sull’ARMONIA, alcune delle quali ho utilizzato poi, nel 1995, per il libro “Prima del Silenzio” (pagine 55 – 168).

L’alibi dei miti e delle tradizioni

Ma, altresì, dobbiamo stare attenti più in generale ed essere prudenti, poiché persino le più grandi meraviglie, le cose più straordinarie, sorprendenti, strabilianti, eccezionali e i fenomeni più sbalorditivi e stupefacenti possono trarre in inganno di fronte alle necessità più essenziali specialmente se si cibano di miti e di tradizioni.

Non sempre può funzionare l’alibi ritenuto positivo dell’utilizzo dei miti e delle tradizioni. Oggi come oggi è tempo di superare miti e tradizioni poiché possono essere di pericoloso ostacolo nello sconfiggere le negatività che ci irretiscono. E’ tempo di stupirsi non delle bellezze usuali o delle suggestioni antiche in cui perdersi … ma è tempo di stupirsi nel creare vero e duraturo benessere a tutti gli esseri viventi e al nostro pianeta. Questi ormai dovrebbero essere i più veri e i più utili traguardi di tutti gli esseri umani, nessuno escluso!

Ho notato, nel corso dei miei studi e delle ricerche sul campo, che le cosiddette “tradizioni” (le quali di per sé sono ottimi e salutari esercizi di umanità, cultura e aggregazione) alla fin fine si riducono ad un “rifugio” di persone che (pur restando in questa dimensione antropologica) hanno paura dell’impegno sociale più concreto ed efficace, etico e lungimirante.

Pure il nobile ed utile esercizio delle tradizioni, se non si sta veramente attenti, diventa un mezzo di “distrazione di massa” che aiuta le persone ad avere un prezioso “alibi” per restare inattivi sul versante del miglioramento di sé stessi, delle proprie comunità e del dolore del mondo. Infatti, noto ancora, che il settore delle tradizioni (specialmente se popolari) oltre che comodo alibi può diventare una ghettizzazione e un rifugio insonorizzato, tale che non si sente altro, figuriamoci il dolore del mondo. Ed è così che poi, piano piano, le tradizioni rientrano nel mito. Ed il mito diventa intoccabile e indiscutibile! Un’altra fede!

La Calabria torni a stupire il mondo

E adesso, a conclusione di queste “Premesse” al ciclo delle “LETTERE PER STUPIRE IL MONDO” uno sguardo alla nostra Calabria. Comincio sùbito col dire che è bene evidenziare che purtroppo la nostra Calabria non ha alcun vero sito UNESCO riconosciuto come “Patrimonio Mondiale dell’Umanità” … eppure il nostro territorio (che, tra tanto altro, ha dato il nome all’Italia e il ricco patrimonio scientifico-filosofico della Magna Grecia che la rendono “Madre d’Europa” se non addirittura “Madre del Mondo”) riserva una sorpresa dopo l’altra (come dimostra pure l’infaticabile lavoro e l’abnegazione dell’amico filosofo Salvatore Mongiardo.

Costui, che è anche scolarca della Nuova Scuola Pitagorica, da decenni ormai si sta impegnando per la scoperta di importanti contenuti dei più antichi e significativi giacimenti socio-culturali della “Prima Italia” e in particolare dell’eredità universale di Pitagora, filosofo di Crotone (580 – 495 a. C.) e di altri calabresi eccellenti e basilari della cultura occidentale e mondiale. Notevole è pure il lavoro culturale realizzato dallo storico catanzarese Giovanni Balletta il quale, indicando il periodo più eccelso della Calabria, fornisce alcune preziose ricette perché questo popolo e questo territorio ritorni a significare e a stupire!

La Calabria è comunque ricca di beni materiali ed immateriali che possano essere riconosciuti “Patrimonio dell’Umanità” … vedi, ad esempio, il Calendario gregoriano, il Codice Purpureo di Rossano, i Parchi Nazionali, le prime leggi al mondo per l’abolizione della schiavitù (giusto per citarne alcuni). Ma quale è il nostro più grande problema?… Secondo me, sono i responsabili delle istituzioni regionali calabresi e locali che non si attivano come le altre Regioni a farsi riconoscere le preziosità della Calabria la quale dovrebbe essere riconosciuta essa stessa “Patrimonio Mondiale dell’Umanità” per quanto dato al mondo di basilare!

Ci sono però alcune associazioni culturali e persino privati cittadini che si sono già interessati e si stanno ancora battendo per il riconoscimento UNESCO di “meraviglie” calabresi … ma restano inascoltati, ignorati e in perfetta solitudine. Pure io ho cercato (nel 1987-88) di far dichiarare il borgo medievale di Badolato “Patrimonio Mondiale dell’Umanità” però nessuno mi ha appoggiato. “Vox clamantis in deserto!” (oh voce di colui che grida nel deserto!).

Questa, purtroppo, è la “cifra” identificativa dell’attuale Calabria, un territorio che adesso si dimostra “oscurantista” ed “inerte” mentre fin dai tempi di re Italo (4.000 anni fa) è stata splendente luce e sublime civiltà del Mediterraneo e dintorni. Spero che la Calabria torni a stupire il mondo. Possibile che tra tutte le grosse regioni italiani soltanto la Calabria debba rimanere a digiuno di riconoscimenti UNESCO?… E non è una consolazione essere in compagnia di Molise e Valle d’Aosta, mentre gli altri territori sono orgogliosi di elencare nei loro siti web tanti di quei riconoscimenti che ci fanno impallidire persino di vergogna!

Le 7 meraviglie del futuro

Caro Tito, nei mesi scorsi, in previsione di questa nuova rubrica, ho provato ad effettuare un piccolo sondaggio … informale … giusto per chiedere a numerose persone su quali e quanti aspetti del nostro vivere andrebbero migliorati … fino a “stupire il mondo”. Poi, su internet, ho verificato questo sondaggio con analoghe indagini demoscopiche condotte da aziende specializzate, ma anche con innumerevoli articoli giornalistici e persino con pareri spontanei presenti nei “blog” e nelle “chat”. Inoltre, ho letto su “Google”, visto su “You Tube” e seguito alle TV il parere di prestigiosi scienziati, premi Nobel, ambientalisti, esponenti di diverse religioni, economisti, politici, associazioni di volontariato umanitario e via dicendo.

Qui di sèguito, giusto per dare un’idea orientativa, ne faccio un elenco, riassumendo tutti i riscontri nelle principali 7 categorie su cui intervenire …. proprio fino a “stupire il mondo”. In pratica, sarà necessario “stupire il mondo” riuscendo a risolvere in tutto o almeno in buona parte le gravissime problematiche comprese nelle seguenti 7 categorie che contengono paure e necessità simili. Comunque sia, chi volesse approfondire il discorso può digitare su Google “I problemi più gravi del mondo” e i risultati sono davvero innumerevoli. Intanto, chi mi legge qui, potrebbe, a sua volta, chiedersi: “Se potessi risolvere almeno uno dei problemi più gravi al mondo, quale sarebbe oggi come oggi?” … Ma, ecco l’elenco delle sintesi che ne ho fatto, in ordine di importanza e di urgenza percepiti dalle persone comuni e dagli esperti.

1 – AMORE – Questa categoria (poco o non affatto contemplata nei manuali del pragmatismo globale) è però assai sentita più dalle singole persone che dagli esperti (la cui “forma mentis” è più razionalista). Comprende molteplici emergenze immateriali, etiche ma anche materiali. Prima di tutto l’amore familiare, poiché non ci può essere una famiglia sana e unita se è aggredita dal peso di troppi problemi di varia natura, compresi divorzi e separazioni, solitudini, incomunicabilità, ecc. E’ emerso pure il femminicidio. Poi, c’è l’amore sociale che risente specialmente di troppe divisioni politiche sulla risoluzione di temi e problemi di comune interesse. C’è il volontariato da aiutare perché aiuti di più e meglio coloro che hanno bisogno (visto che non ci pensano gli Stati). Accoglienza ai migranti per una buona integrazione che è interesse di tutti. Aiutare l’Africa e tutti i Paesi poveri. Amare il nostro pianeta, l’ambiente e gli animali. Sono emersi tanti altri sinonimi di amore anche con la A maiuscola: condivisione, la cooperazione, la collaborazione, ecc.

Caro Tito, ti farà piacere sapere che alle ore 07,07 del 03 giugno 2017 (lasciando Torino verso il lago Maggiore) ho annotato un semplice appunto: “Scrivi Politica, leggi Amore”. Questo per dirti che, è ampiamente risaputo da millenni: l’Amore è rivoluzionario! E può cambiare la nostra vita ed il mondo! Sono lieto che al primo posto dei maggiori problemi che ha l’Umanità è stato messo il piacere e il dovere Amare con tutto sé stessi. Senza Amore, infatti, non si va lontano.

2 – CLIMA e AMBIENTE – Le persone interpellate e ascoltate sembrano essere, per il momento, molto spaventate più che preoccupate dai cambiamenti climatici. Il clima, perciò, risulta essere l’emergenza prioritaria “fisica” e globale cui porre rimedio, soprattutto perché viene associato all’inquinamento e sentono già che è assai diminuita la qualità dell’aria che respirano, specie nelle città. Però, pochi sono disposti a cambiare pur lievemente tenore di vita, a rinunciare agli sprechi, ad un’automobile superiore alle proprie necessità. C’è poca sensibilità pure nell’uso eccessivo dei detersivi domestici. E poche persone, tra quelle intervistate o ascoltate o lette, dimostrano di volersi sensibilizzare al problema. Invece, c’è più sensibilità verso l’ambiente, inteso come mare e fiumi puliti, zone incontaminate, città più linde ed in ordine. E così via. Necessita perciò un maggiore impegno all’educazione sociale sull’ecologia globale.

3 – PAURE – Questa delle “paure” è una categoria assai vasta, poiché comprende innumerevoli aspetti, anche trasversali tra di loro, sia di natura globale che di quartiere. Non soltanto, perciò, la paure della minaccia nucleare, delle malattie gravi e delle epidemie, dello straniero e degli altri sconosciuti, delle guerre, del terrorismo, dei cibi contraffatti … ma anche dell’insicurezza sociale e quotidiana (mancanza o carenza di lavoro, di assistenza socio-sanitaria, di futuro, di ordine pubblico, delle rapine in casa, delle droghe e così via). Le paure poi innescano altri processi nocivi, tra cui le malattie psicogene individuali o di massa. Le paure portano a situazioni tanto complesse quanto pericolose e destabilizzanti nelle società, prima tra tutte la tendenza ad avere difesa e protezione dal cosiddetto “uomo forte” … la dittatura (male di ben altri mali). Quello delle paure è un settore basilare su cui intervenire sistematicamente prima possibile.

4 – POVERTA’ – Tale categoria, che trova posto più nelle “paure” di chi può diventare povero, è altresì percepita come il “male dei mali” poiché (secondo la maggior parte degli intervistati o degli ascoltati) tutto o quasi (compresa l’invasione degli immigrati) comincia da questa situazione di miseria, sfruttamento, insicurezza, non dignità, del non aver niente da perdere e, quindi, della disperazione disposta a tutto. La povertà più frequente è quella vista in TV, mentre quella del proprio ambiente è più nascosta. Tuttavia, salvo pochi casi, gli intervistati non riescono ad andare al di là della paura o del fastidio e non riescono ad analizzare quasi nulla sull’origine della povertà e delle povertà. Soluzione principale? Dare lavoro a tutti.

5 – SOVRAPPOPOLAZIONE – Dare lavoro a tutti, dicevo. Però, la maggior parte degli intervistati, dopo aver segnalato tale soluzione, fa un passo indietro commentando che resta impraticabile tale strada di far lavorare tutti: primo perché già non c’è lavoro qui da noi; secondo perché il mondo è sovrappopolato ed è impossibile dare lavoro, cibo, vestiti e “lussi” a tutti. Ad alcuni, infatti, dà fastidio che i giovani immigrati facciano la bella vita (inoperosi, sempre al telefonino, persino ricercati dalle nostre donne) e pagati da noi!

6 – LAVORO – Eterno e irrisolvibile problema, questo, pure perché (secondo alcuni) c’è poca voglia di lavorare e soprattutto di fare la “gavetta” (cioè passare dai lavori più umili fino a raggiungere posizioni dirigenziali). La maggior parte delle persone sentite hanno indicato il lavoro scientifico e tecnologico come quello più ambìto e capace di risolvere i più importanti problemi del mondo. Ed è emerso il fatto che adesso la gente abbia più fiducia nella scienza che nella politica e addirittura nelle religioni. Lavoro, quindi, come possibilità di impegnarsi nella risoluzione di difficoltà e problemi. Ed è pure emerso che è proprio la politica che non vuole investire nella ricerca e nelle applicazioni scientifiche tramite le più avanzate tecnologie … quasi che i politici abbiano paura proprio dalla scienza che porta ad una più spinta e diffusa emancipazione non sempre e non del tutto controllabile. La categoria del “lavoro” è quella che ha ottenuto più pareri e commenti, riferibili (grosso modo) a ciò che ho appena descritto. Ovviamente, quello al lavoro e alla dignità vengono sentiti da tutti come diritti naturali e sociali imprescindibili, purtroppo non riconosciuti.

7 – MANCANZA DI FEDE E DI IDEALI – Questo è il dato che non mi sarei aspettato tra i primi sette problemi più importanti del mondo di oggi, soprattutto perché è un tema che fuoriesce dai consueti schemi. Invece, per la maggior parte delle persone, avere fede (religiosa, politica, persino sportiva ma principalmente nel lavoro) può aiutare ad affermarsi. Secondo queste persone è consequenziale che sia proprio la mancanza di fede ma pure di ideali che porta il mondo allo smarrimento dei valori e delle mete da raggiungere per salvare la società e l’umanità.

Stupore futuro

Caro Tito, come possiamo constatare da questo elenco orientativo in sette problematiche mondiali che interessano indistintamente tutti, c’è veramente tanto lavoro da fare e in fretta. Ma non si possono raggiungere traguardi soddisfacenti se l’adesione culturale ed operativa non sia immediata e intensa da parte della maggioranza dei governi e dei cittadini. I quali riusciranno a “stupire il mondo” e sé stessi appena avranno raggiunto risultati incoraggianti per il riequilibrio e la valorizzazione di tutto e di tutti.

Personalmente, intuendo pienamente ciò all’età di 18 anni, ho cambiato (quasi stravolto) la mia esistenza proprio per contribuire, nel mio piccolissimo, a sensibilizzare la gente e a “fecondare il metro del mio deserto”. Poi, anno dopo anno, sono pervenuto alla elaborazione di un primo “Progetto STUPIRE IL MONDO” che ho pure più volte descritto su alcune mie pubblicazioni e che, in prima bozza, ho inviato nel 1998 a numerosi responsabili delle Istituzioni nazionali, tra cui il ministro dei Beni e delle Attività Culturali, Walter Veltroni (consegnato nelle mani della dottoressa Grillo la quale, originaria di Vibo Valentia, lavorava a quel tempo nella sua segreteria ministeriale ed è stata la prima ad apprezzare quel Progetto).

In particolare, elencando i problemi più gravi della nostra società e dell’habitat terracqueo del nostro globo, ho più volte affermato che non dovremmo prendere sonno la sera, se solo considerassimo quanta gente sta veramente male, quanti muoiono (specialmente bambini) per malattie e stenti … e se solo considerassimo come e quanto il cambiamento climatico (dovuto al nostro, nostro e solo nostro inquinamento) sta sconvolgendo ovunque la Terra, procurando morti e disastri ambientali, destinati a peggiorare sempre più. E’ allarme vero! Perciò non possiamo più permetterci il lusso di aspettare, di essere indifferenti, inoperosi! Lo dobbiamo a noi stessi e alle future generazioni, le quali si dovranno stupire del nostro incessante impegno per rendere loro un “habitat” e una qualità della vita mai avuti dal nostro pianeta!

Dobbiamo, quindi, esortare i nostri governi nazionali e le istituzioni internazionali e globali affinché si acceleri più rapidamente negli interventi di bonifica territoriale e sociale, affinché non debbano soffrire più così atrocemente esseri umani e i loro habitat. Ognuno di noi, singolarmente e come comunità, dobbiamo cercare di “stupire il mondo” per l’attivismo positivo ed operativo nel fare la nostra parte e non doversi poi rammaricare o addirittura pentirsi di aver tralasciato questo che è un obbligo etico e morale, ma anche di sopravvivenza delle viventi generazioni. Dovremmo diventare tutti “stakanovisti”!!!…

Caro Tito, tu sai cosa significa, nella tua stessa vita, essere “stakanovista” specialmente quando lavori con tale e tanta passione che, spesso, dimentichi di misurare il tempo, dimentichi persino di mangiare, di bere e di dormire. Ebbene, per la salvezza di questo nostro unico mondo, dovremmo tutti appassionarci talmente tanto a questa “emergenza” … tanto da dimenticarci di bere, di mangiare, di dormire e di guardare l’orologio nel tentativo di risolvere, prima possibile, una marea di problemi così urgenti che, altrimenti, potrebbero sommergerci senza pietà!

Eterno Alunno

Caro Tito, firmerò “Domenico Lanciano” soltanto la presente lettera introduttiva, però dalla prossima (intitolata “Eden Sahara”) preferirei firmare come “Eterno Alunno”. Perché?… Perché da sempre mi considero tale, “perenne alunno” … un semplice ed umilissimo alunno che cerca sempre di imparare il più possibile tutto da tutti. Ma, proprio come un perenne alunno, sento che mi tocca dimostrare cosa ho imparato nel corso del tempo e delle sue lezioni. Perciò, pure a me, come ogni alunno che si rispetti, tocca fare il “saggio” annuale e, tra l’altro, mi tocca dimostrare di avere pure idee mie, elaborate specialmente sulla mia pelle.

Che sia e mi senta un “eterno alunno” l’ho scritto in varie pagine del “Libro-Monumento per i miei Genitori” (in particolare alla pagina 10 del sesto volume). E più volte ho evidenziato il fatto che (per essere “eterno alunno” di fronte a tutti e a tutto) resto sempre e comunque mi sento “inadeguato” … perciò (anche nelle mie pubblicazioni a stampa) scrivo semplici “lettere” stipate principalmente del mio vissuto a contatto con la mia comunità e la più estesa società. Nonostante, a volte, paia che faccia “voli pindarici” resto sempre ancorato al mio ultimo banco, alle mie radici, alla mia terra … al dolore del mondo.

Perciò, caro Tito, ti prego di accettare questa mia firma di “Eterno Alunno” anche come dichiarazione di inadeguatezza pure dinanzi alle lettere che seguiranno su temi molto più grandi di noi, ma che (più o meno e bene o male) ci riguardano da vicino, poiché anche io (benché indegnamente) sono nella stessa barca, in questo pianeta che ci fa condividere, in parti eguali (anche se di diseguale qualità e purezza) l’aria che respiriamo. E respirare la medesima aria di miliardi di persone disseminate in questo mondo può dare e dà a tutti, indistintamente tutti, “voce in capitolo” e diritto di dire la nostra.

In fondo, il nostro pianeta Terra, la barca che condividiamo tutti (nessuno escluso) … mi sembra assai simile ai barconi di migranti che cerca salvezza … rischiando di naufragare! Però, manteniamo l’Azzurro Infinito!

Allora, Tito, ti do appuntamento alla prossima lettera “Eden Sahara”. Grazie ancora e sempre! E, ancora, ottimo 2018.

Domenico Lanciano Giornalista

Domenico Lanciano

Domenico Lanciano (http://www.costajonicaweb.it)

 

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