Lettere su Badolato N. 2. Precisazioni e note editoriali

badolato-di-notte-by-Gori-Campese-300x135Caro Tito, penso che adesso, nell’iniziare questa seconda serie di lettere (“Lettere su Badolato” dopo le “Lettere a Tito”), sia il caso di fare alcune precisazioni a beneficio dei nostri Lettori, specialmente per coloro che ci seguono per la prima volta. Innanzitutto, diciamo che noi due, pur avendo il medesimo cognome, non siamo parenti e non ci conosciamo di persona, poiché non ci siamo mai visti, essendo i nostri contatti soltanto telefonici e via internet e risalgono al 2012 quando mi hai invitato a collaborare al tuo nuovo sito www.costajonicaweb.it dopo che avevi ospitato parecchi miei comunicati stampa sempre puntualmente pubblicati su GuardavalleWeb  e su CostaJonicaWeb nel 2011. Devo qui evidenziare quanto preziosa e grande sia la tua gentilezza ad accogliere e pubblicare quanto ti mando. Ti ringrazio, quindi, anche per la fiducia e lo spazio. In mancanza di una politica editoriale almeno regionale, nazionale, europea e … magari di “ONU culturale” … ha una importanza inimmaginabile la tua presenza su internet, specialmente per il nostro territorio jonico e per tutta la nostra società, ma anche per noi singoli “contadini ed operai della Cultura” e specialmente per noi che viviamo fuori dai confini “regionali” e “nazionali”.

Per riconoscere pubblicamente e concretamente, per “premiare” questo tuo importante impegno sociale e civile nell’informazione territoriale (contribuendo così a fare “esistere” meglio e di più noi e la nostra zona nell’universo-mondo) ed anche per ripagare in qualche modo la tua gentilezza nei miei confronti, ho deciso di donare a te pure i diritti d’autore di queste “Lettere su Badolato” (dopo averti già donato i diritti d’autore delle “Lettere a Tito”).

Badolato visto dal mareInoltre, intendo dedicare queste “Lettere su Badolato” ai miei Genitori (Bruno Lanciano e Maria Giuseppa Menniti) i quali mi hanno notevolmente supportato economicamente e solidariamente nelle lunghe e costose ricerche per la mia tesi di laurea su Badolato dal 1973 al 1977 dimostrando (pure loro) grande amore per il paese dei nostri Avi. Dedico in particolare a mia madre, la quale (morto mio padre nel 1985) è rimasta da sola ad incoraggiarmi a intraprendere e proseguire la lotta per la difesa e la rivitalizzazione di Badolato, specialmente durante la vicenda del “paese in vendita” (biennio 1986-88), in particolare nei momenti di maggior sconforto e nelle forti avversità. In tale sentita ed affettuosissima dedica inserisco pure le nuove generazioni di Badolato e dintorni (quelle che, nate dopo, non hanno potuto assistere alla vicenda del “paese in vendita”), la Calabria tutta, l’intera Italia e l’Europa senza confini ma soprattutto l’Umanità di ieri, di oggi e di domani.

Torno a ringraziare anche qui il sito www.badolato.weboggi.it e www.soveratoweb.com perché (oltre ad avere pubblicato già prima altri miei comunicati-stampa) adesso stanno riprendendo e rilanciando queste “Lettere su Badolato”. Spero che a loro due si uniscano altri siti web. Torno a ringraziare, altresì, tutte quelle Testate giornalistiche cartacee-radio-tv e quei siti internet che finora mi hanno permesso di esprimermi, testimoniando di credere nella Cultura (con la C maiuscola), nel pluralismo, nella democrazia, nella crescita delle persone e della società. Soprattutto ringrazio, uno per uno, i tanti Giornalisti italiani ed esteri (specialmente calabresi, in particolare quelli del comprensorio di Soverato) che hanno sostenuto le mie battaglie socio-culturali, di cui quella di “Badolato paese in vendita” è, probabilmente, la più nota ed appariscente anche se non quella proprio più importante nella strategia complessiva della mia esistenza. Ovviamente, ringrazio i nostri Lettori, soprattutto quelli più fedeli e in particolare coloro i quali ci hanno mandato i loro commenti. Un sincero e caloroso “Benvenuti!” ai nuovi Lettori, specialmente se più giovani!

Sabato scorso (27 novembre) mi ha chiesto, alquanto infastidita, una persona: “Che senso ha rinvangare fatti di 30 anni fa come “Badolato paese in vendita” quando abbiamo l’ISIS alle porte!”

facciata chiesa san domenico - badolatoGli ho risposto: “Se ci pensiamo bene e rileggiamo la Storia (con la S maiuscola) non possiamo non vedere e notare che l’ISIS (ovvero il fondamentalismo più irragionevole, inumano ed esasperato) noi l’abbiamo sempre avuta, sotto “mentite spoglie” e sotto altri nomi, non soltanto alle porte di casa ma addirittura dentro la nostra stessa casa da che mondo è mondo … ed è soprattutto la “guerra culturale” tra uomo e uomo, tra uomo e donna, tra uomo e natura, tra popolo e popolo, tra buoni e cattivi, tra chi vuole prevaricare e chi vuole vivere in pace. Non a caso Dante Alighieri ha messo nella sua “Divina Commedia” una ragguardevole e paradigmatica rassegna di tutta questa tipologia di “buoni e cattivi”. La stessa vicenda di “Badolato paese in vendita” è soltanto un piccolo momento, uno degli aspetti di una atroce guerra culturale (interna ed esterna) più grande e globale e te lo dimostrerò con gli Appunti che tanto meritoriamente ha cominciato a pubblicarmi il sempre gentile Direttore di www.CostaJonicaWeb.it e che spero di poter portare a termine, se la salute e tanti altri fattori lo permetteranno”.

In effetti, caro Tito, l’ISIS attuale è soltanto una delle tante sigle, una delle infinite maschere che adotta chi è contro la pace e l’armonia delle persone e dei popoli. E coloro che sono contro la pace e l’armonia non si nascondono certamente soltanto dietro i “passamontagna” dei guerriglieri pseudo-islamici del se-dicente ISIS – Islamico Stato di Irak e Siria. I manipolatori dei cervelli e delle esistenze individuali e collettive, i signori della guerra (che sono sempre esistiti e purtroppo sempre esisteranno) sono la vera ISIS globale, ovunque si trovino storicamente e geograficamente, in Occidente come in Oriente, al Nord come al Sud. Inoltre, l’irragionevolezza dei fondamentalismi è di casa pure da noi, nelle nostre famiglie, nei nostri paesi, nelle nostre classi dirigenti locali e nazionali, in ogni settore (in economia e nelle religioni, nei posti di lavoro e nello sport, ecc.). Ovunque, purtroppo!…

logo conferenza di parigi sul clima 2015E per tornare a Badolato, senza divagare o allontanarci troppo, tutto questo terrore viene dimostrato dalla stessa sua posizione arroccata su uno sperone di roccia, concepita come difesa contro quelle orde di pirati o assalitori delle nostre coste che possiamo ritenere fosse l’ISIS del Nono secolo dopo Cristo. E l’ISIS di allora è stato un tale e così immane pericolo che gran parte dei borghi italiani e mediterranei (specie rivieraschi) sono stati costruiti su cucuzzoli (resi il più possibile inaccessibili). Tutti questi nostri paesi, nati militarizzati e così costruiti, in un sistema difensivo molto esteso, sono la dimostrazione ancora fisicamente visibile di quanto la minaccia non solo islamica sia stata e continui ad essere ancora permanente per noi europei.

Dunque, se ci pensiamo bene, la guerra permanente tra uomo e uomo, tra popoli e popoli non è una “guerra di civiltà” ma è una guerra culturale, intendendo per “cultura” tutto ciò che la mente pensa e poi viene concretizzato. Tutto o quasi parte dalla mente e, quindi, dal pensiero che la mente elabora e poi attua. Ma la mente è come uno stomaco, elabora il cibo che le viene dato. Una parte di ciò che siamo è però dovuta pure agli ormoni. Nelle premesse, ho detto che ero stato tanto amato nella mia infanzia. Tanto che sentivo l’irresistibile ed impaziente desiderio di riversare tutto questo amore verso gli altri, in particolare verso Badolato, come gente e simbolo di millenaria comunità.

è il solo pianeta che abbiamoEbbene, se io non fossi stato così tanto amato … se il cibo della mia mente e della mia anima fosse stato soltanto odio e vendetta … avrei riversato sulla società odio e vendetta. In particolare, se non riceve il cibo più adatto per la sua mente, una persona può diventare pericolosa per sé e per gli altri. Questo concetto, che è un concetto prettamente “culturale”, poi diventa un’azione positiva o negativa sul piano del comportamento sociale. E la psicanalisi sociale, infatti, così come quella individuale, ci può dare maggiori e migliori risposte delle analisi politiche o storiche che, specialmente in questo momento, affollano giornali e televisioni, bar e passeggiate. Psicanalizzare l’uomo in sé e per sé (cosa che originariamente ha iniziato a fare la filosofia in modo onesto e poi la religione in modo non sempre onesto), psicanalizzare la cultura delle persone e dei popoli … questo potrebbe essere un buon metodo per cercare il bandolo della matassa. Ma non a tutti interessa trovare questo bandolo della matassa e le migliori soluzioni perché l’uomo e i popoli vivano in santa pace. C’è una infinità di persone che, purtroppo, campa con la guerra, per cui, di fronte al Dio Denaro, la lotta si fa sempre più dura.

giustizia climatica per Pariugi 2015Detto questo, preciso che nello scrivere questi miei Appunti non voglio avventurarmi a psicanalizzare Badolato per fare capire meglio come siamo giunti alla vicenda del “paese in vendita”. In questo racconto mi attengo prevalentemente alle motivazioni e alla cronaca, senza andare troppo nel profondo (anche se tante cose, pure determinanti, si possono intuire o lèggere nella cronaca giornalistica o nelle sentenze dei tribunali e in taluni documenti delle istituzioni). Magari potrei farlo in seguito, forse a futura memoria, come approfondimento ai fatti che intendo qui descrivere. Ma ne varrebbe la pena?… La sostanza non cambierebbe e ormai non ne sono più certo, visto e considerando che le persone e i popoli ricadono sempre sugli stessi errori quotidiani ed epocali. Su questo, più che pessimista, sono ormai diventato con l’esperienza quasi totalmente scettico, lasciando tuttavia alla speranza soltanto uno spiraglio umano minimo dello 0,01 per cento.

inquinamento ciminiere con fumoMa, allora, potrai dire, caro Tito, è fatica inutile fare tutto ciò che facciamo?…. No! … – ti rispondo – perché mi attacco forsennatamente a questo spiraglio dello 0,01 per cento in quanto il lavoro “culturale” che c’è da fare è tanto ed è proporzionato al nostro impegno di persone e di generazioni per portare questo 0,01 ad una percentuale più alta, anche se leggermente … magari tale da riequilibrare un poco le sorti delle persone, dei popoli e del nostro stesso pianeta. L’impegno di tutta la nostra vita individuale e collettiva, nel contesto delle generazioni che ci hanno precedute e che seguiranno, è proprio questo … aumentare tale percentuale per portarla a cifre più ragionevoli e degne del migliore pensiero umano e sociale. E tutto ciò in presenza di una “terza guerra mondiale a pezzettini” come attualmente è sempre opinione più diffusa.

E, a tale proposito, voglio qui ricordare che il cosiddetto “Manifesto di Ventotene” fu redatto e firmato, nell’agosto 1941, da pochi intellettuali al confino in quella piccola isola in provincia di Latina, proprio quando era già in corso la tremendissima seconda guerra mondiale e, in particolare, i popoli europei si stavano furiosamente scannando a vicenda. Eppure, in Italia c’era chi pensava al dopo-guerra, a come ricostruire l’Europa, dichiarando pubblicamente di volerla ”libera e unita”. Così nacque l’idea dell’Europa Unita e nacque quando, più che utopia, era follia il solo pensarlo. Ispirandomi alla Storia (studiata sempre con molta passione) e a simili personaggi (folli, utopici, lungimiranti?), ho sempre cercato di vedere lontano e di osare nel pensare e nell’agire, pur rischiando di venire deriso e ostacolato. E se scrivo è anche per fissare una data al mio pensiero, poiché il più delle volte, spesso a distanza di parecchio tempo, quel mio ideare e quel mio agire trovano conferma nella realtà. Spinto da vero e profondo amore e da sana e ardente passione, ho così amato immensamente il paese dei miei Avi, incurante di immancabili avversità e cocenti delusioni, che pure metto sempre in conto quando mi esprimo con tenaci sentimenti … sicuro però che l’amore porta sempre, se non frutti vicini o lontani, almeno semi buoni ed utili in prospettiva.

La Storia insegna che i precursori di una idea o di una impresa non sempre riescono a vedere i risultati del proprio lavoro e delle proprie lotte. E’ il destino dei troppo generosi, quelli che spesso non esitano a mettere in gioco (a volte persino a repentaglio) la propria esistenza per un ideale, grande o piccolo che sia, senza aspettarsi nulla di nulla in cambio. Amore più puro e disinteressato! Badolato è rientrato tra i miei più tenaci ideali, senza secondi fini, ma autentico slancio d’amore, di grande amore! Ma, mentre il pur immenso amore per Badolato si è inaspettatamente concluso, l’amore per l’Umanità resta ancora integro e prende tutta la mia vita fin nelle più profonde radici.

Scrivo, ad esempio, e tu pubblicherai, caro Tito, in giorni in cui a Parigi tutti i Responsabili degli Stati e del governo del Mondo discutono e trattano sul presente e sul futuro del nostro pianeta, sul suo clima e sulle tragiche implicazioni che possa provocare il nostro maledetto inquinamento (un prodotto culturale dei nostri stili di vita, ovviamente, sia individuali che collettivi, di cui ognuno di noi è in qualche modo responsabile). Vedi che, gira e rigira, è sempre un problema di Cultura (con la C maiuscola) intesa anche come educazione del miglior modo di stare al mondo?!… Problema di “Cultura” è stata pure la vicenda di “Badolato paese in vendita” e problema di Cultura è (sempre con le dovute proporzioni ma con la medesima matrice e discorso di base) l’inquinamento e il sempre più drammatico destino del nostro Pianeta. Badolato e il Pianeta sono la faccia della medesima medaglia. Anche perché c’è sempre qualcosa o qualcuno da salvare dalla distruzione o dalla morte che può essere evitata.

A Badolato (come nel pianeta e sempre con le dovute proporzioni) c’è l’ISIS dell’autodistruzione, della tendenza al suicidio (come ho più volte allertato fin dalla primavera del 1977). Adesso, per il clima del pianeta, lo afferma pure il Papa: “Siamo vicini al suicidio ambientale!” (titolo grosso a pagina 1 del giornale cartaceo quotidiano di Torino “La stampa” di oggi martedì 01 dicembre 2015). Giorni fa ho appreso dai “social network” che la più ampia e maestosa chiesa di Badolato, quella di Santa Maria del Soccorso (altrimenti detta di San Domenico o del Monastero) sta crollando a pezzi (dopo essere stata spogliata di quasi tutto da “mani ignote” nel corso del secolo scorso). Che coincidenza!… mentre l’ISIS sta distruggendo importanti monumenti in Medio Oriente, l’incuria badolatese, calabrese e italiana distrugge importanti monumenti (anche sacri e assai evocativi) dei nostri paesi … anzi, gli stessi nostri paesi. La nostra colpevole incuria, alla fine, ottiene i medesimi risultati dell’ISIS mediorientale: distruzione di memoria, valori, cultura, eredità tramandateci dalle precedenti generazioni. E sì che questa chiesa di Badolato era stata intitolata ufficialmente proprio a Santa Maria del Soccorso che aveva aiutato l’Armata cristiana contro l’Islam alla battaglia di Lepanto nel 07 ottobre 1571 … semplice coincidenza che crolli proprio adesso?… A me non sembra nemmeno una semplice coincidenza che il mio articolo di “Badolato paese in vendita in Calabria” sia stato pubblicato dal quotidiano “Il Tempo” di Roma proprio il 07 ottobre 1986 giorno di quella vittoria e giorno in cui a Badolato si festeggia proprio la Madonna della Vittoria (di quella battaglia contro l’Islam). Inoltre, il capodanno 1998, dentro questa chiesa, canti e balli unirono i kurdi e altri islamici (i profughi sbarcati dalla nave Ararat qualche giorno prima) e i cristiani locali e forestieri intervenuti, al suono degli strumenti di alcuni musicisti di quella ex mia band “Euro Universal” che aveva cercato di lanciare nel 1972-73 il genere musicale del “Pop-Islam”! Semplici coincidenze?…

Altra precisazione: devo dire che da sempre uso (pure nei miei libri) il metodo della lettera … sia perché è confidenziale (e quindi avvicina) e non ha un tono aulico o dottorale, perché la lettera (badando alla sostanza) non è impegnativa dal punto contenutistico e formale (può scappare persino un errore di grammatica o di sintassi o di dattilografia). Inoltre, non PARIS CLIMAT 2015la pur minima ambizione letteraria o giornalistica ma unicamente il semplicissimo ammissibile umano “desiderio di comunicare” (con spirito di servizio) e quindi posso essere perdonato per tutti i difetti di scrittura, di stile e persino di contenuto (se c’è qualche inesattezza o qualche dato non quadra è per difetto di memoria o di documentazione). Posso essere pure perdonato di usare continuamente “io” … “io” … “io” … ma non è un modo di auto evidenza o autocelebrazione (“chi si loda si sbroda” dicono a Roccella Jonica) … è soltanto l’unico disponibile modo di testimoniare in prima persona e prendersi le proprie responsabilità. Qui, comunque, non voglio assolutamente raccontare la storia della mia vita ma, nel modo più vero e distaccato possibile, unicamente i fatti e le motivazioni che sono inerenti il mio amore per Badolato e la conseguente vicenda del “paese in vendita”. Inoltre, la lettera non è un “trattato” di sapienza ma è unicamente ciò che il cuore e la mente di una persona sente di voler trasmettere ad una persona cara (la quale dovrebbe saper ben comprendere). Perciò, scrivo queste lettere con umiltà e con la consapevolezza che potrei infastidire o far perdere tempo a te e ai nostri Lettori (nel qual caso, chiedendo ancora di più umilmente scusa e perdono, facciamo sempre in tempo a ritornare sui nostri passi con buona pace di tutti).

Preciso, altresì, che ho cercato (sempre ovunque e comunque) di esprimere (fin da bambino) il mio pensiero e di avanzare proposte di utilità sociale, anche quando sembravano azzardate o stridere con la cultura locale. Così, ho avuto spesso la soddisfazione di vedere mie idee e mie proposte adottate da altri, anche dopo parecchio tempo. Persino da altri che mi avevano osteggiato proprio in quelle stesse mie idee, proposte e progetti! Perciò, ho ancora fiducia che sia estremamente vitale e importante la cosiddetta “circolazione delle idee”… sarà poi il tempo a dare o meno valore e “giustizia” ad ogni cosa. Per il momento, la mia precocità, il mio ardire e la mia lungimiranza pare che abbiano avuto buon esito e tale da incoraggiarmi a continuare a produrre o anche provocare altre idee, cultura, dibattito (persino aspre polemiche) e quanto altro possa essere utile alla crescita e al progresso sano della persona e della collettività. Unicamente per questo scopo (il bello, il buono, l’utile) vivo e produco nonostante le troppe “batoste esistenziali e sociali”. La realtà e l’esperienza mi confermano che (più o meno) il mio pensare e il mio agire servono a qualcosa (magari anche dopo decenni dall’esordio). Alcuni amici, che mi conoscono bene, dicono che in alcune idee sono stato avanti mediamente di 20 anni. Cosicché, spero, pure per tale motivo, di continuare a pensare a voce alta, di proporre, di fare come meglio mi riesce, al mio massimo possibile nonostante siano sempre presenti enormi difficoltà ambientali. Ma ho acquisito sufficiente esperienza per essermi convinto che più una idea o un’azione è valida e più viene ostacolata (bisogna credere nel diavolo?!). Ha esclamato qualcuno: “I miei piedi sono nel fango ma i miei occhi guardano il cielo!”.

Ad esempio, pur essendo stata tanto osteggiata, la vicenda del “paese in vendita” (oltre a produrre qualche utile effetto ed affetto concreto) è entrata nella cultura almeno nazionale italiana per indicare che un paese, una situazione, un monumento devono essere salvati dal degrado o dalla probabile morte. Sabato 28 e domenica 29 novembre 2015, le cronache molisane e nazionali così titolavano “San Giuliano di Puglia paese in vendita”. Ormai è un modo di dire alquanto generalizzato. Badolato, dunque, è diventato in questo tre decenni un vero e proprio “prototipo” … un simbolo per chi cerca di salvare il salvabile dall’incuria e da tutti quei fattori che mettono in pericolo la sopravvivenza di un essere vivente quale può essere un borgo o ben altro.

 (continua)

 Domenico Lanciano – (CostaJonicaWeb)

 

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