Nata nel 1957, fino al 2025 l’Europa è stata solo un’associazione con finalità economiche e con, nemmeno tutta, regole finanziarie; e manco sempre e sempre bene funzionante. È stata, fino al 2025, un’appendice degli Stati Uniti sotto l’aspetto politico e militare, sotto la forma della NATO, o altra forma.
E lo sarebbe anche nel 2026 e nel 2036 e nel 2046… se Trump non avesse assunto, e molto chiaramente, una posizione di critica alla NATO stessa, e, sotto gli occhi del mondo, non avesse esplicitamente e allegramente sorvolato sull’Europa circa due questioni che dovevano essere squisitamente europee: le due guerre Russia – Ucraina e Palestina – Israele.
Sulla seconda, l’assenza dell’Europa è stata ed è desolante; sul Don, l’Europa ha rivelato la sua debolezza naturale (“natura delle cose è il loro nascimento”, insegna il Vico), quella di credere che si possa fare politica attraverso l’economia; in questo caso, le sanzioni, che alla Russia non hanno fatto un baffo.
Di fronte a questa situazione, persino l’Europa si agita. Dico l’Europa in senso geografico, perché l’Europa (dis)Unita non fa e non può fare nulla, giacché il suo governo non è a Strasburgo, dove siedono (letteralmente: si poggiano su sedie) degli inutilissimi parlamentari europei pagati per sedere; è a Bruxelles, e non in mano a Ursula, in mano ai burocrati dei tappi di bottiglia, e non si sa nominati da chi, e garantiti da anonimato e irresponsabilità. Mentre dunque l’UE continua a non esistere, si sta agitando qualcosa in Europa in quanto continente.
La novità è l’intesa tra la Meloni e Merz, che incautamente dei giornalisti ignoranti hanno battezzato l’Asse Roma Berlino come nel 1936. Io invece, che sono molto istruito, torno un po’ indietro, al 962, quando Ottone, re di Germania e poi imperatore, divenne anche re d’Italia; e, sebbene con sempre più scarso potere effettivo, il titolo di re d’Italia venne sempre portato dai re di Germania e imperatori del Sacro Romano Impero di Nazione Germanica.
Era un’Italia delle Alpi alle Marche, senza alcuna memoria del nostro calabresissimo re Italo. Dopo secoli di dimenticanza XII-XVI, lo riesumò Carlo V, facendosi incoronare nel 1536. Ci riproverà Napoleone; e avremo quattro re d’Italia dal 1861 al 1946, ma senza più Germania. Oggi vedremo se l’Asse funzionerà tra il Merz e la Meloni.
La Germania del 2026 dichiara la sua intenzione di riarmarsi. Dopo il 1945, la sua costituzione glielo vieta, ma si sa, ragazzi, che le costituzioni… e qui mi fermo, se no pare che faccio propaganda per il sì.
Intanto c’è Macron che, in cerca di grandeur francese, vuole dire la sua; e, di fronte all’inutilità di parlamento e commissione, anche gli altri Stati agiscono in proprio, e non solo l’Ungheria. La Polonia, da sempre causa e vittima (secondo i casi) di sconquassi in Europa, si ricorda che confina con Ucraina e Bielorussia e Russia; e ogni tanto magari sogna il 1772… La Romania pare stia per annettersi la Moldavia, piccolissimo Stato dove si parla una lingua neolatina, ma quella ufficiale è già il romeno, lingua neolatina per eccellenza.
Ah, c’è la Danimarca che, dopo mezzo secolo di scordata, improvvisamente vuole pugnare per la Groenlandia ambita da Trump; la quale ghiacciata isola fa parte della Danimarca ma non dell’Unione Europea di cui fa parte la Danimarca che però non usa l’euro. Confusio magna!
Volete vedere che tutte queste agitazioni, per ora sopite, sono come capita agli ammalati quando stanno per guarire, e si girano e rigirano nel letto, e chiedono da mangiare… insomma, danno segni di vita?
Quello che è certo è che, se l’Europa dovrà iniziare a vivere e farsi prendere in considerazione, non può essere questa attuale Europa di parlamentari parch€ggiati e passacarte dei tappi; ma dovrà diventare un’entità politica e militare.
Staremo a vedere?
Ulderico Nisticò