Libertà di stampa: punto interrogativo

In Italia vige, ai sensi della costituzione, la massima libertà di stampa, giusto limitata dal Codice Penale in caso di evidenti reati; e anche in questo caso, solo dopo che l’eventuale reato si ritenga commesso, quindi senza censura preventiva. Che bello, no?

E invece, mica tanto. Attenzione, tutti i giornali e tutte le tv e tutto internet sono liberissimi di pubblicare anche che l’asino vola; solo che certe volte vola, e certe volte no. Esempio freschissimo.
Il 6 giugno, a Lampedusa, sono andati a fuoco molti relitti e rottami di barconi di clandestini, e che stavano ammucchiati a caso sulla spiaggia. Cosa ne penso io? Che quella roba fatiscente, antigienica, ricettacolo di topi eccetera, andava subito distrutta, barcone per barcone, non appena arrivata sulla battigia. Ammesso e non concesso che debba arrivare. Intanto, la roba in parola inquina; e occupa un tratto di mare che meriterebbe ben più degna e più proficua utilizzazione. Poi c‘è che si tratta di “res nullius”, senza registrazione e senza proprietario: e se uno si presentasse, sarebbe un’ottima occasione per arrestarlo.

Così la penso io. Come la pensano, invece, tg1, tg2, tg3, tg5 eccetera, Corsera, Repubblica? Sono d’accordo con me, o no? Corsera eccetera, che sono testate liberissime di esprimere una loro opinione, invece che fanno? Semplicemente, non la esprimono; non hanno un’opinione.

Ecco, ragazzi, cos’è la censura del 2020: il silenzio stampa! Andiamo avanti.

– ogni tanto, ma sempre velocissimamente, emerge qualche altra malefatta di Palamara, con le sue evidenti manine sul Consiglio Superiore della Magistratura: CSM, mica giudice di pace di Fontasecca; il parlamento tace, il governo tace: e fin qui è politica; il presidente Mattarella tace, e questa è una cosetta piuttosto strana; ma giornali e tv, glissano: e questa è censura;
– arriva, incampanata, l’ex Silvia; Conte e di Maio, fregandosene del virus, le si assiepano addosso; sotto casa sua, un branco di scalmanati senza la minima distanza… dopo di che, non sappiamo più niente dell’islamizzata: se è viva, se è morta, se e quanto abbiamo pagato per il piacere di riaverla, se la sedicente ONG era onesta o lestofante. Niente di niente, mutismo tombale e censura!
– le carceri italiane vanno in rivolta, e, guarda tu, si contano 13 (tredici) defunti: più di tre, è strage; ciò, ormai due mesi fa; da due mesi, silenzio assoluto di stampa e tv;
– subito dopo (post hoc, o propter hoc?) escono a spasso quasi cinquecento mafiosi pluriassassini; sommerso dal ridicolo, il ministro decreta che rientrino in gattabuia; a oggi, 7 giugno, non è rientrato nessuno; e quando dico nessuno, intendo dire nessuno. Cosa ne pensano Repubblica, Corsera, tg1 eccetera? Niente, non pensano: pensare fa venire le rughe.
– Eccetera.

In Italia vige la libertà di stampa? Sì, quando il ciuccio vola, ma solo se il paziente quadrupede non dà fastidio a nessuno; se no, niente ali; anzi, niente asino!
Evviva i social, almeno!

Ulderico Nisticò