Liberté, égalité, fraternité, e il Natale

 A parte la fraternità, la quale è un sentimento, e, come l’odio dell’omonima Commissione, non può essere misurato o valutato o sanzionato o premiato; a parte dunque l’amore fraterno, delle tre parolone del 1789, le prime due sono in evidente contraddizione: infatti, per ottenere l’uguaglianza, succede per forza che bisogna limitare, o del tutto abolire, la libertà.

 Così, dicevamo ieri, è successo al Natale. Se qualche europeo si sente leso in non so che cosa, che la Ursula di bello? Cancella il Natale; e anche i nomi di Giuseppe e Maria, notoriamente al Natale connessi. Meno male che i burocrati di Bruxelles sono un branco di ignoranti con laurea, altrimenti abolirebbero anche Anna, Elisabetta, Esaù, Giacomo, Gioacchino, Giovanni, Giuda, Luca, Pietro, Zaccaria… e Addolorata, Assunta, Concetta, Immacolata… Se la scanserebbero Andrea, Filippo, Paolo… nomi evangelici, ma di ebrei ellenisti o, come san Paolo, di cittadini romani.

 Dopo il Natale, sotto con la Pasqua, la Domenica… Beh, non è la prima volta che ci provano. La suaccennata rivoluzione del 1789 s’inventò un calendario; gli illuministi italiani volevano abolire il latino, e si beccarono un indignato sonetto del Foscolo. Il concetto era sempre lo stesso: in nome dell’uguaglianza. Non ci riuscirono, come nemmeno Stalin riuscì a togliere il Natale dal cuore dei Russi.

 Beh, se siamo tutti uguali, perché non si dimette Ursula, e non lascia il posto a un barbone analfabeta? Non è uguale pure lui? E magari il rozzo uomo gliene avrebbe cantate quattro, ad Erdogan, invece di cercarsi a pecorella un divano di scorta. Ahahahahahahah.

 Vi pare strano, un barbone? E no: l’uguaglianza si può ottenere solo al minimo; e nemmeno i barboni, in fondo, sono tutti uguali!!!

 Beh, di ironia ne ho fatta abbastanza. Ora ci chiediamo, parlando molto sul serio, come alla fine del Natale vogliono reagire coloro che, istituzionalmente, dovrebbero essere i difensori, i custodi del Natale: gli ecclesiastici cattolici. Fino a stamani, e per dirla con d’Annunzio,

il silenzio era vivo.

 Del resto, è proprio da certi ambienti che vengono le più petulanti dichiarazioni di uguaglianza, inclusa quella più incredibile: l’uguaglianza tra le religioni; e, di fatto, la riduzione della religione a un fatto privato. E se è un fatto privato, uno può pregare a casa sua anche il 3 settembre o il 12 luglio, senza necessariamente aspettare il 25 dicembre: ahahahahahah.

 Io proporrei uno sciopero europeo: tutti a Messa la Notte di Natale. Se Ursula non viene, peggio per lei, passa il Natale… no, la “festività”, da sola. O invita Erdogan, il quale però, essendo [ultimamente diventato] musulmano, al Natale, sia pure a modo suo, ci crede.

Ulderico Nisticò