Libia: la Comunità internazionale conta meno di zero

Ogni due minuti la tv c’informa che una non meglio nota Comunità internazionale riconosce il governo di Saraj e non quello di Haftar. In questo momento, però, Saraj è attaccato militarmente da Haftar, e la Comunità internazionale non batte ciglio, non interviene, non esiste.

L’ONU, “auspica” la pace. Per auspicare qualcosa basta un poeta di paese, quello degli stornelli ai matrimoni, e non servono migliaia di superpagati funzionari di un costosissimo ente inutile.
L’UE nemmeno auspica, anche perché è rappresentata dalla Mogherini, che è come dire il vuoto torricelliano, più un congresso di giraffe e tartarughe e pesci, animali muti.

L’UE non auspica, e tace, perché dell’UE fa parte la Francia, che, ai tempi di Sarkozy e in una con altri due tagliagole, Cameron e Obama, devastò la Libia e uccise Gheddafi (i morti non parlano!); e ora, con Macron, sta aiutando Haftar, fregandosene della Comunità internazionale in genere, e in specie della Comunità Europea.

Da notare che non è in atto manco una distratta riunione di organismi europei di qualsiasi genere.
Se la Comunità internazionale, se l’Europa esistesse, dovrebbero intervenire, non “auspicando”, ma con azioni serie e decise, anche militari, se necessario. Haftar può fare il galletto con Saraj, non potrebbe nulla contro un esercito europeo.
Tranquilli, pacifisti e paciosi: un esercito europeo esiste solo nei miei sogni cartacei, e non esisterà mai. Però, nei miei sogni, basterebbe mandare la Cavour con un paio di fregate lanciamissili. Dopo il primo tiro, vedreste che anche Macron, invece di aiutare Haftar, auspicherebbe la pace!

La pace non si “auspica” a palloncini e gessetti e marce, la pace s’impone con la politica, e, se opportuno, con la forza.
L’Italia è in prima linea per geografia. Ha interessi fondamentali in Libia. Rischia l’ennesima invasione, e di massa. Vediamo che fare.

Ulderico Nisticò