L’Isola di Catanzaro è un quiz “pedonale” che richiede interventi


Il solito tram tram delle contraddizioni ritorna in un sabato di pioggia e vuoti colmi di incertezze. La brava gente si rimette alla provida gestione comunale, quando le cose non tornano divenendo scarsa l’ empatìa commerciale in ogni angolo.

Sempre più agonizzante la sensazione provata e radiografica, si sollecitano i responsabili a mirati interventi per un’ “isola” artistico-pedonale, purtroppo incostante, forse per soluzioni sospese da eventi artistici straordinari, che assorbono ogni tipo di supporto economico, magari destinato a voler rendere partecipe la stessa cittadinanza catanzarese, in un quotidiano svolgersi delle attività all’ aperto, anche per includere, intrattenere ed inserire i quartieri che richiedono a gran voce un moderno “design” di ripresa.

L’argomento è culturale, contemporaneo, giovanile ed aperto alla reciprocità nazionale di informazione, musica e spettacolo, nel fantastico esempio italiano della città di Brescia, divenuta capitale della Cultura con modelli di eventi per un anno e ricchi di sane virtù sopratutto locali.

Catanzaro quale citta’ capoluogo di una Regione con validissime risorse “umane”, merita anche in questo silenzio, di riscoprirsi integrata in un palinsesto di interessi economici verso la grande Europa, in risposta allo spopolamento e ogni forma di disagio commerciale e investimenti.

Un passo di moderato orgoglio potrebbe avviarne il “comune” senso di appartenenza per una compatta imprenditorìa di nuovi brand, auspicabile riflesso sulle prossime e più che probabilissiime autonomie locali.

Attendiamo di essere operanti con le nostre già presiedute e varie associazioni, nel restare dediti alla ricerca assoluta per censire i nostri “cervelli” europei, tra soluzioni procastinate da tempo e tradotte in utili possibilità ove l’ arte contemporanea meriterebbe attenzione massima verso quegli spazi e programmazioni di importanti realtà pubbliche e private, tra gallerie già note ed ogni sede espositiva, imprese culturali ed artigianali.

Organizzando mostre site-specific, performance, concerti, eventi per quel polo di socialità e cultura di tendenza, animato da una vivace vita notturna, dove le facciate austere di antichi palazzi si alternano a interventi di street art e le vecchie botteghe artigianali a locali giovani e informali, Catanzaro sia fucina di innovazione e mero “successo”, ancora, purtroppo, parziale su quest’ isola pedonale.

Alcuni lamentano: l’ isola che non c’e’!..
Mettendo insieme le opininioni di tutti, la regola piu’ esatta si miete in piu’ parti, ma rivolgendosi a provvedimenti sinergici e forti per unificare i tre colli contro la “necrosi” strutturale avvenuta negli ultimi vent’anni di amministrazione, ecco necessario fare “leva” sul terzo settore, prepararsi almeno, espletando interesse di riscontri commerciali tutti, rivolgendosi alle attivita’ presenti, stanche per le insostenibili spese di gestione.

Catanzaro ed il rapporto con fondi europei accessibili a pochi, quanti sono andati persi ed inavvenuta la presentazione di validi progetti, poco evasi e nel cassetto, forse per questo, forse per quello, di certo grandi e nuove idee che interesserebbero il settore primario, così vitalmente basico, sinonimo “efficace” nel rendere “estensibile” il progetto “pedonale” di tipo turistico, commerciale e così ambizioso nel collegare tutti gli storici e nuovi “quartieri” di Catanzaro, sin dalle curiose rughe, piazzette e vicoli resi magici dai tramonti di rara bellezza catanzarese, posati sulle montagne fino a raggiungere quel mare “nostrum”.

John Nisticò