Lo schiaffo del soldato, e la legge elettorale sbagliata

 Chissà se qualche anziano si ricorda di questo gioco duro e manesco: uno si doveva coprire gli occhi; si beccava lo schiaffo; e doveva indovinare chi era stato. Succede lo stesso a Larussa, anche se non è stato uno sganassone, ma l’elezione a presidente del senato. Non posso dimenticare che avevamo la medesima tessera, quella del MSI-DN, fino al 31 dicembre 1994; e gli faccio gli auguri retrospettivi. Per l’avvenire, vedremo.

 Ignazio Larussa viene eletto con 116 voti e senza quelli di Forza Italia: l’hanno votato dunque i suoi di Fratelli d’Italia e quelli della Lega; e siccome la matematica non è un’opinione, per lui ha votato anche qualcun altro. Sarà qualche ex camerata eletto in altra lista? Non mi stupirei: io, nel mio piccolissimo, da quel fatale 1994 ho votato di tutto, anche i rifondini alle comunali. Di tutto, con la sola rigorosa e doverosa eccezione di Alleanza Nazionale. Quindi ci può essere qualche ex nascosto da qualche altra parte? Oppure, se c’è qualcuno che ha dato lo schiaffo e non lo dice, lo scopriremo nei prossimi mesi con varie nomine?

 Per quanto mi riguarda personalmente, sempre nel mio minimo, mi sta bene tutto, basta che non sia il centro, l’eterno centro compromissorio e amichevole della politica italiana. Lo vedremo?

  Riflessione. Quanto succede è tutta colpa di una legge elettorale assurda, trionfo della partitocrazia, con l’aggravante che comandano partiti inesistenti, senza iscritti e sedi e congressi: solo apparati autoreferenziali, e voti passivi.

 Con questa, accade che X s’infila nel partito Y, e viene eletto quasi per caso. E il partito Y, per avere, che so, i voti in Calabria in cambio di voti in Veneto (è capitato davvero!), piglia X senza manco domandarsi chi è e come la pensi. Ammesso che la pensi in un qualsiasi modo, e non sia un pincopallo che sta muto quattro anni alla Viscomi maniera: per fare un esempio, e non certo l’unico.

 Secondo me, serve una riforma semplicissima: collegi a maggioritario secco per la camera; e un senato corporativo e dei corpi intermedi; ed entrambi riuniti tre volte l’anno per fare le leggi. Tranquilli, lo prevedevano costituzioni superdemocratiche come quella cecoslovacca del 1920. Leggi, molto poche, e di carattere generale, senza favori agli amici.

 Presidente della repubblica? Eletto a suffragio diretto; e che eserciti effettivamente i poteri previsti dall’art. 87. Andatevelo a studiare, così la finite di parlare di una costituzione che non avete mai letta; e, vi avverto, in cui sta scritta una cosa per farne un’altra. In questo caso, un presidente quasi sempre solo decorativo.

Ulderico Nisticò