L’ora delle riforme: proposte e idee per un’effettiva riforma istituzionale

Il Movimento politico e d’opinione “Italia Plurale” spinge per ulteriori riforme 

Archiviata l’esperienza referendaria con la riduzione del numero dei parlamentari, che fu cavallo di battaglia del Movimento politico, culturale e di opinione “Italia Plurale” da tempo immemorabile, bisogna ora procedere a modernizzare il nostro Paese con altre importanti riforme che dovranno permettere all’Italia di progredire in questa direzione al fine di modernizzare sempre di più la nostra storia istituzionale.

A tal fine il Movimento politico, culturale e di opinione “Italia Plurale” lancia la proposta di nuove riforme che possano consentire una modernizzazione del nostro Paese sui livelli di molti altri Stati democratici. Riforme – alcune – che sono in verità già state avanzate in passato.
Tra queste tre stanno particolarmente a cuore del Movimento politico, culturale e di opinione “Italia Plurale”: limiti di mandato, voto per posta, ampliamento dell’età per il diritto di voto e “seggi di rappresentanza”. Ma cominciamo per ordine.

Per ciò che attiene ai limiti di mandato per i parlamentari il Movimento politico, culturale e di opinione “Italia Plurale” ritiene che i deputati debbano restare in carica 5 anni, il loro mandato è rinnovabile per un’altra legislatura nella stessa Camera o per altre due legislature se nelle due diverse Camere, vi è assoluta incompatibilità tra l’elezione a membro del Parlamento e qualsiasi altra carica a livello locale, regionale ed europeo.

Per ciò che concerne al voto per posta il Movimento politico, culturale e di opinione “Italia Plurale” crede che una norma di sicuro interesse potrebbe essere quella di permettere il voto per posta, come è in essere nella maggior parte dei paesi democratici, utile ad evitare l’astensionismo. Va previsto così che l’elettore dovrà optare per una tale scelta almeno con quattro settimane d’anticipo sulla data effettiva dell’elezione, ed almeno una settimana prima potrà esprimere il proprio consenso, di modo tale che il voto possa essere scrutinato assieme agli altri.

Per ciò che riguarda l’estensione del diritto di voto per gli elettori minori di età, il Movimento politico, culturale e di opinione “Italia Plurale” ritiene opportuno che si debba consentire a chi ha meno di 18 anni, ma che li compirà nell’anno in corso delle votazioni, la possibilità di poter – su sua esplicita richiesta – poter partecipare al voto per le elezioni a tutti i livelli: locale, regionale ed europeo, si amplierà così la platea dei votanti, in un periodo in cui si avverte un forte astensionismo.

Da ultimo va tenuto in considerazione il cosiddetto “diritto di tribuna” o seggio di rappresentanza, ossia la possibilità anche per le forze politiche minori di poter essere rappresentate in Parlamento. In tal senso il Movimento politico, culturale e di opinione “Italia Plurale” pensa che i seggi di rappresentanza possano essere un’integrazione ad un eventuale sistema elettorale, in sostanza un ridotto numero di parlamentari verranno eletti per l’appunto con il seggio di rappresentanza. Per essere eletti con un tale sistema vanno create cinque mega circoscrizioni elettorali composte ognuna da quattro Regioni, risulterà eletto il candidato del partito o coalizione che abbia comunque superato il 5% dei suffragi in una delle cinque mega circoscrizioni elettorali. Si darà in tale modo, ai piccoli partiti, l’opportunità di poter ottenere una propria rappresentanza elettorale in Parlamento.

Queste proposte non sono, né vogliono essere, un vademecum su come deve – o dovrebbe – essere riformato il sistema istituzionale italiano. Esse costituiscono solo da base di un più ampio dibattito in ambito nazionale per un’effettiva e concreta riforma dell’attuale sistema, per permettere realmente un’effettiva riforma istituzionale e la modernizzazione del nostro Paese su standard democratici internazionali.