L’ordine pubblico è neutro

Gli Ateniesi, che giunsero al massimo di democrazia assembleare e relativi disastri per se stessi e per gli altri, ebbero una bella e funzionante idea: per mantenere l’ordine pubblico, assoldarono come poliziotti degli arcieri del barbarissimo popolo degli Sciti, noti selvaggi e che, suprema astuzia e a scanso di fare amicizia, nemmeno parlavano il greco. Torneremo su questo argomento.

A scanso di equivoci, informo tutti che io ho due dosi di vaccino e un tampone. Poco e nulla convinto, ho però obbedito senza molto credere.

Quanto al documento (ridicolmente, detto green pass), Draghi e soci hanno combinato tali pasticci che, alla fine della fiera, vaccinarsi non è obbligatorio, però chi non è vaccinato non lavora, e tra poco nemmeno potrà entrare in un bar o recarsi al PROPRIO funerale. Ecco cosa succede a fare governi con quasi tutti in una barca, e barca sconnessa; e barca che di sicuro ha solo i giornali e le tv che elogiano Draghi anche se canta la mattina nel radersi la barba. E molti, e non in piazza e gridando, stanno chiedendo radicali modifiche. Insomma, che ci siano stati dei disordini, non per questo il governo ha ragione.

Fatte queste premesse, studiamo cosa è successo ieri non a Papanice e a Rio Bo, ma nel bel centro di Roma, e a pochi metri da Quirinale, Chigi, Madama eccetera.

In ogni manifestazione, in ogni massa che si muove c’è una certa percentuale di facinorosi e teste calde; cui si aggiungono banali delinquenti in cerca di bottino, o anche solo di menare le mani. Da storico e per darvi interpretazione autentica, preciso che ciò nulla ha a che vedere con lo squadrismo degli anni 1920-22, la cui caratteristica, al contrario, fu la disciplina di partito e l’individuazione di obiettivi precisi su cui esercitare la forza. Un esempio: i fascisti bolognesi pretesero la destituzione del prefetto, troppo severo, e la ottennero dall’insignificante governicchio liberale di turno. Sapete chi era? Era Cesare Mori, che poi Mussolini inviò in Sicilia ad estirpare, come fece, la mafia, prima che ce la riportassero gli USA.

Ah, ne volete sapere un’altra? Nel 1918, in Russia, Lenin, chiesta la parola, così disse alla Duma: “Ragazzi, o votate i miei pieni poteri, o i cannoni dell’incrociatore Aurora sono già puntati addosso a voi”, circa 20 cm di diametro per colpo: ed ecco che votarono. Ecco un esempio, anzi tre, di “violenza chirurgica”: altro che tafferugli. Così fecero Cesare, Napoleone…

I manigoldi generici, invece, distruggono qualsiasi cosa, con o senza scopo. Ed ecco a cosa servono gli arcieri sciti, a tenerli a bada. Com’è possibile che la Lamorgese, e per essa i comandi locali, abbiano lasciato del tutto sguarnita la sede della CGIL… e quasi quasi hanno lasciato scoperto il centro dello stesso Stato? Poco mancò che qualcuno non arrivasse al Quirinale! Inettitudine, o, peggio, buonismo.

Ebbene, compito delle forze dell’ordine è prevenire, non aspettare eventuali “reati”; dei reati, una volta commessi, si occupino i magistrati. Polizia e carabinieri devono impedire che i reati si commettano. Vale anche per ladri e violenti privati, che vanno bloccati prima e non dopo. E così bisogna sapere chi, in una massa, è potenzialmente pericoloso, e fermarlo in anticipo, isolarlo.

Riassumendo: l’ordine pubblico è neutro e apolitico, e non obbedisce a ideologie e simpatie e ubbie e buonismi o cattivismi. Bisogna saperlo mantenere; e non è il nostro caso.

Ulderico Nisticò