“L’Ospedale Pugliese-Ciaccio è un malato terminale?”

Testo integrale della dichiarazione del consigliere Libero Notarangelo

“L’Ospedale Civile “Pugliese – Ciaccio “di Catanzaro fu aperto al pubblico nel lontano 1967 e da allora, per alcuni decenni, é rimasto il punto di riferimento per l’intera sanità regionale sia in termini di qualità che di quantità.
Fin dall’epoca della sua inaugurazione vi ha operato il meglio della medicina e chirurgia italiana.
Negli ultimi due decenni, però, in evidente parallelo col costante declino dell’intera città, abbiamo assistito a un apparentemente inarrestabile arretramento e progressiva inadeguatezza dell’offerta sanitaria del nosocomio, con altrettanto continua migrazione sanitaria, anche per semplici esami diagnostici diremmo di routine.

Scellerate scelte politiche dei primi anni ottanta (quelle per esempio dell’ “Ogni Campanile un ospedale”), lottizzazioni politico elettorali e “Comitati di gestione” con conseguenti infiniti sprechi economici (ancora oggi attrezzature del valore di milioni di euro inutilizzate o sotto utilizzate). Fondazione di una facoltà di Medicina con relativa attività assistenziale senza alcun controllo o sorveglianza regionale (da ultimo e per la propria sopravvivenza ha persino assorbito un certo numero di posti letto ospedalieri nel piano Sanitario Regionale), hanno contribuito alla “frantumazione” anche territoriale con conseguente impoverimento dell’offerta sanitaria calabrese e catanzarese in particolare.
Proprio su questi temi e su questi reali bisogni della gente si manifesta ancora più evidente il divario con altre realtà nazionali e non solo del nord della Penisola.
Esiste un modo per risollevare le sorti dell’Ospedale “Pugliese – Ciaccio” e, quindi, dell’intera sanità nella nostra città?

Ben vengano blitz o presunti tali del sindaco Abramo che, certamente, hanno avuto il merito di smuovere le acque di una stagnante burocrazia regionale e portare all’attenzione dell’opinione pubblica il vero e proprio dramma che centinaia e centinaia di pazienti (con relativi familiari al seguito) vivono giorno per giorno al Pronto Soccorso o, perché no, al costante disagio a cui le migliaia di lavoratori ospedalieri sono quotidianamente sottoposti.
Ma, passata com’era ovvio l’attenzione mediatica di metà estate, i problemi e le criticità sono ancora tutte irrimediabilmente li.
File interminabili al pronto soccorso, liste d’attesa per esami diagnostici o interventi chirurgici considerati d’elezione di mesi e mesi o addirittura anni, locali a volte fatiscenti e condizioni igieniche al limite della legalità sono soltanto alcune delle ormai croniche criticità dell’Ospedale “Pugliese – Ciaccio”.
A questo si aggiunga, inoltre, il pensionamento per raggiunti limiti d’età di professionisti di fama nazionale e di comprovata esperienza.

Risolvere o almeno migliorare queste criticità, al netto di ogni facile qualunquismo, significa a nostro avviso ripensare a un completo riordino dell’intera sanità catanzarese.
Urge un confronto coinvolgendo le associazioni di categoria come i medici di medicina generale. E’ infatti impensabile ridurre l‘accesso dei cosiddetti codici bianchi in Pronto Soccorso (più del 50% su dati nazionali) senza promuovere e potenziare sull’intero territorio comunale forme di associazionismo dei medici di famiglia.
Urge un vero e proprio costante coordinamento delle tre aziende sanitarie ricadenti nell’intero territorio comunale per esempio per regolare l’attività ambulatoriale ai pazienti non ricoverati.
Insomma, ci auguriamo e auspichiamo che il Sindaco assuma iniziative forti in tal senso convocando un tavolo programmatico e di indirizzo, per stilare un vero piano sanitario per la città, dove poter discutere, tra l’altro, anche del destino di strutture come l’ex Ospedale di Via Acri e l’ex “Villa Bianca”.

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