L’Ue “promuove” la Calabria sul Covid: unica regione verde in Italia e tra le poche in Europa

Se ci si basasse solo sul Covid-19, a chi volesse trascorrere qualche giorno di ferie in Europa il consiglio sarebbe di andare in alcune aree di Norvegia, Finlandia e Grecia. Oppure in Calabria. Già, perché a oggi la regione più a Sud della Penisola italica è nel ristretto giro delle circoscrizioni locali europee al di sotto della soglia critica, stando alla mappa elaborata dall’Ecdc, l’agenzia Ue per la prevenzione e il controllo delle malattie.

Si tratta della prima mappa che utilizza criteri comuni per tutti i Paesi dell’Unione e dello Spazio economico europero (da cui l’inserimento di Norvegia, Islanda e Lichtenstein). E, nelle intenzioni dei leader europei, dovrebbe servire a coordinare le misure tra i vari Stati, evitando la chiusura indiscriminata di frontiere e trasporti.

La mappa si basa essenzialmente su due criteri: il tasso di nuovi casi ogni 100mila abitanti e il tasso di test con esito positivo sul totale dei tamponi effettuati. In base a questi criteri, a ogni regione (o Stato) viene assegnato un colore: verde (a indicare una situazione epidemiologica al di sotto del livello di allerta), arancione (rischio intermedio), rosso (rischio elevato). C’è poi il colore grigio assegnato a quelle regioni che effettuano pochi test (meno di 300 ogni 100mila abitanti). Al momento, in Italia solo la Calabria ha ottenuto il bollino verde.

Allargando lo sguardo al resto d’Europa, quasi tutta la parte Nord-Ovest del Vecchio Continente è in codice rosso (Olanda, Belgio, Francia e Spagna) e quasi tutto l’ex blocco sovietico (come Polonia, Ungheria e Romania). In Italia, non ci sono regioni “rosse” al momento: tolta la Calabria, l’intero territorio ha il bollino arancione. Meglio ancora fanno Grecia, Finlandia e Norvegia, dove buona parte delle regioni è verde, mentre il resto è arancione. Arancione anche per Lituania, Estonia e Lettonia.

Caso a parte è quello di Germania, Austria, Svezia, Danimarca e Islanda, che non hanno ancora comunicato dati sufficienti sui test effettuati e che per questo sono segnate per il momento in grigio. Stando ai dati sui contagi ogni 100mila abitanti nell’arco delle ultime 2 settimane, questi Paesi (tranne l’Islanda) sono nella fascia al di sotto dei 150 nuovi casi giornalieri, al pari dell’Italia. Ma, come dicevamo, per avere una comparazione corretta occorrerà attendere numeri e tassi di positività dei test effettuati. A livello nazionale, i tassi di positività migliori (ossia più bassi) si riscontrano in Italia, Grecia, Finlandia, Norvegia, Lettonia ed Estonia. (europa.today.it)