Vero che “il mondo è bello perché è avariato” (ahahahahahah!), perciò nemmeno posso tanto meravigliarmi se i più o meno antagonisti si oppongono alle Olimpiadi: tardi, a dire il vero, perché ormai è fatta, e ieri 6 c’è stata l’inaugurazione solennissima, con cinquanta tra re e presidenti ed esponenti mondiali, e grande spettacolo; e una serie di manifestazioni che metteranno in movimento direttamente Milano e Cortina, e di riflesso farà… o farebbe muovere tutta Italia.
Questo è l’effetto delle grandi occasioni sportive e culturali, attorno alle quali traggono benefici, in vario modo, vastissimi territori. Benefici, e anche inevitabili fastidi. O qualche anima bella pensa che ad Olimpia, ogni quattro anni, non aumentassero i prezzi delle vettovaglie e delle camere? O che i Greci radunati nell’Elide fossero tutti santi e casti?
Ma no, e c’era una commissione di giudici, gli Ἑλλανοδίκαι, che serviva proprio a controllare le frodi sportive; si rivolse a loro il nostro Eutimo, e ottenne giustizia e un risarcimento in denaro. Eh, anche gli eroi devono campare!
A proposito di denaro, è ovvio che le Olimpiadi di Milano-Cortina fanno girare denaro, però costano un mare di soldi; soldi, dicono i piagnoni, che potevano essere spesi… e giù tutte le più strampalate proposte, che, alla fine della vendemmia, sarebbe che un poco di soldi finissero nelle tasche di qualche protestatario, bene inteso senza prestazione d’opera.
E qui lasciatemi deridere i meridionalisti della domenica, quattro gatti però chiassosi, i quali nei social vanno lamentando che gli atleti stiano sciando sulle Alpi e non in Calabria: la presenza o meno della neve è per loro un trascurabile dettaglio! E un simpaticone di amico mio dimostra, pallottoliere alla mano, che le spese per le Olimpiadi del Nord le paga il Sud. Come le paga? “In proporzione”, il più campato in aria e sballato di tutti i calcoli, però se ne convincono.
E c’è di peggio, nelle lacrime degli antagonisti e dei due gatti di meridionalisti. Essi oggi se la pigliano con le Olimpiadi, ma solo perché le hanno oggi sotto gli occhi. Essi da sempre odiano tutto ciò che è grande e bello e nobile e “inutile”, e l’arte e la poesia; e attenti che tale atteggiamento non è tipico degli analfabeti, è il contrario, è peculiare di chi ha studiato, e a casa prima e a scuola poi gli hanno detto che studiare serve ad essere “preparati” in vista di un “posto” e stipendio fisso. Preparato è participio PASSIVO, molto, molto PASSIVO.
Odiano ogni bel vivere, e rosicano, e odierebbero le Olimpiadi pure se gliele facessero in Calabria, e griderebbero che era meglio spendere i soldi in… e via con le fantasie. Tanto, spendere per loro significa che glieli dovrebbero personalmente dare. E fu così, per secoli, che il Meridione è rimasto, ed è scarso di quella dimensione spirituale del superfluo che altrove ha creato cultura e arte. E fu scarso nel XIX secolo, quando l’Europa era pervasa dai sogni romantici, e cercava una travolgente “visione della vita e del mondo”, e qui pensavano solo ai soldi. E i re, invece di spenderli, li tenevano sotto il mattone per grettezza e paura, finché, come cantava Orazio “un erede si piglierà il vino conservato sotto cento chiavi, e lo verserà sul pavimento”. Vedete che la cultura classica serve a qualcosa? E anche quella teologica, se san Tommaso d’Aquino scrive che “finalità del denaro è la spesa”. PS: I due citati erano entrambi meridionali.
Ecco dunque che antagonisti e meridionalisti della domenica odiano le Olimpiadi. Ma odierebbero anche, per esempio, se io riuscissi a organizzare per il 2027 l’anno dei Normanni: un evento del quale se ne impipano la Regione Calabria in quanto Giunta e in quanto Commissione Quinta del Consiglio; e le Università; e gli intellettuali singhiozzanti e depressi, e antimafia segue cena.
Ulderico Nisticò