Ma quante truppe ha in giro l’Italia?


 All’inizio dell’attuale guerra abbiamo saputo che c’è una base italiana nel Kuwait; dopo una settimana, ci hanno detto che un drone ha colpito una base italiana nel Nord dell’Iraq, località Erbil. E, musica per le mie orecchie, sapete come si chiama? “Legio I Parthica” come ai bei tempi di Roma imperiale.

Per oggi ci fermiamo qui… ma no, abbiamo da quelle parti, in Mar Rosso, le navi nell’Operazione Aspìdes (che continuano a chiamare Àspides non si sa… o si sa perché!!!), che un paio di mesi fa hanno abbattuto un drone. Altro posticino tranquillo, il Libano, dove abbiamo una forza di 1.100 militari.

A proposito di posti quieti, ci sono nostri aerei e altro in Lituania, Polonia, Romania.

Poi capitano notizie quasi per caso: c’è una base nella Somalia Gibuti, curiosamente quella ex francese. In Somalia ex italiana ci siamo stati, armi in mano, nel 1993.

A un giornalista scappò detto che c’è un’italiana nave da guerra in Guinea. Ne abbiamo nell’Oceano Indiano in funzione antipirateria.

Siamo stati a Timor Est, luogo lontanissimo, nel 1999, a protezione dei cattolici: e poi parlano male delle Crociate!

Nel 1999 stesso, invece, abbiamo partecipato alla guerra contro la Serbia… a non meglio definita protezione dei musulmani del Cossovo. Con uranio “impoverito”!

Siamo in Montenegro da decenni, “ad addestrare” le truppe locali: alla faccia dell’addestramento; a quest’ora i Montenegrini sono tutti più marziali degli Spartani! In realtà controlliamo le coste, e capite il motivo.

Lo stesso per l’Albania; e, di passaggio, abbiamo (di notte?) recuperato l’isola di Saseno, persa per il trattato di resa del 1947. Teniamo truppe in Bosnia.

E che dire dell’Afghanistan, dove, secondo dichiarazioni ufficiali, abbiamo contato 53 Caduti: non ci spiegano molto, ma sono morti in combattimento. Ricorderete Nassiriya, 2003; pochi forse ricordano la risposta delle nostre truppe, con la Battaglia dei ponti.

L’unico caso a me noto di un intervento sicuramente pacifico, i soccorsi navali del 2010 ad Haiti terremotata.

In questo momento l’isola di Cipro (parte greca) viene protetta da navi d’Italia, Francia, Germania, G. Bretagna, Olanda, e si è tardivamente accodata la Spagna.

Attenti che non è una spedizione NATO, perché della NATO non fanno parte né Cipro greca né Cipro turca; che del resto non si riconoscono a vicenda, e lo stesso non fanno Grecia e Turchia, entrambe NATO: un ginepraio! Una cosa sola è certa, che se arriva una minaccia, le navi risponderanno al fuoco. E non è una missione EU, perché la G. Bretagna ne è uscita.

Insomma, abbiamo nel mondo più militari armati nel 2026 che nei burbanzosi tempi del 1940.

Avvertimento a certi miei amici di tastiera: non tirate fuori Trump e la Meloni; leggete le date, e vi passano le fantasticherie. Non so cosa facesse Trump nel 1982 (nostra prima spedizione in Libano), certo la Meloni aveva cinque anni; e a mandare in linea gente sono stati governi di ogni colore. Per esempio, bombardò la Serbia il governo D’Alema. E mica c’era solo lui: documentatevi.

Ulderico Nisticò