Maltempo: Codacons denuncia la Regione Calabria per concorso in disastro ambientale e omissioni di atti d’ufficio

Mentre in Calabria si fa la conta dei danni subiti a causa del maltempo che ha devastato il territorio, il Codacons presenta una denuncia penale alla Procura della Repubblica di Catanzaro contro la Regione Calabria, chiamando in causa il “Piano nazionale 2019 per la mitigazione del rischio idrogeologico”.

Il Piano in questione, noto anche come Piano ProteggItalia, è stato adottato con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 20 febbraio 2019, e approvato sia dal Cipe con la Delibera nr. 35 del 24 luglio 2019, sia dalla Corte dei Conti lo scorso settembre – spiega il Codacons – Il provvedimento individua un elenco di progetti e interventi infrastrutturali immediatamente eseguibili in tutta Italia sul fronte della messa in sicurezza del territorio, “aventi carattere di urgenza e indifferibilità”, e per quanto riguarda la Calabria mette da subito a disposizione della Regione 11,9 milioni di euro per finanziare 6 interventi urgenti volti a contrastare frane e alluvioni.

Nello specifico le opere individuate in Calabria come prioritarie e urgenti nell’ambito del Piano per la mitigazione del rischio idrogeologico sono le seguenti (nella colonna a destra l’importo dei finanziamenti per ogni intervento):

“Vogliamo sapere se la Regione ha speso tali soldi messi a disposizione dallo Stato e come sono stati utilizzati i fondi – afferma Francesco Di Lieto, vicepresidente nazionale del Codacons.
“Gli stanziamenti erogati sono infatti immediatamente utilizzabili dalle amministrazioni, e dovevano essere usati proprio per mettere in sicurezza le aree a rischio ed evitare la devastazione del territorio registrata negli ultimi giorni in Italia”.

Per tale motivo il Codacons ha inoltrato un esposto alla Procura della Repubblica chiedendo di aprire una indagine sull’amministrazione regionale per verificare l’utilizzo dei fondi messi a disposizione dal “Piano nazionale per la mitigazione del rischio idrogeologico” e, in caso di mancata attuazione degli interventi programmati dal piano, procedere nei confronti dei vertici regionali per le possibili fattispecie di concorso in disastro ambientale e omissione di atti d’ufficio.
Non solo. Se la Regione non si è attivata per realizzare gli interventi individuati come urgenti nel Piano, dovrà essere negato lo “stato di emergenza” e tutti i fondi connessi, mentre i cittadini delle zone coinvolte da frane e alluvioni potranno avanzare richiesta di risarcimento contro l’amministrazione regionale.