Maria Caterina Rotiroti, da San Sostene alla ricerca d’eccellenza: premiata al Dana-Farber Cancer Institute


Maria Caterina Rotiroti, originaria di San Sostene, è tra le giovani ricercatrici italiane che stanno lasciando un’impronta significativa nella ricerca oncologica internazionale. Attualmente Research Fellow al prestigioso Dana-Farber Cancer Institute di Boston, Rotiroti è stata insignita del Paola Campese Award per i suoi contributi innovativi nel campo dell’immunoterapia contro i tumori ematologici.

Il premio riconosce i suoi studi sulle terapie con cellule CAR T, una delle frontiere più promettenti nella lotta ai tumori del sangue. La sua ricerca – “Chimeric antigen receptor (CAR) T cell therapy for hematological malignancies” – punta a rendere queste terapie più efficaci e durature, affrontando una delle principali sfide del settore: la capacità dei tumori di sfuggire al controllo del sistema immunitario.

La formazione di Rotiroti è profondamente radicata in Italia. Dopo gli studi iniziali, ha conseguito nel 2019 un dottorato di ricerca presso l’Università di Milano-Bicocca, svolgendo le attività scientifiche alla Fondazione Tettamanti di Monza, uno dei centri italiani più avanzati nella ricerca sulle CAR T, con un focus specifico sulla leucemia mieloide acuta. Già in quella fase la ricercatrice aveva contribuito allo sviluppo di approcci di ingegnerizzazione cellulare mirati a superare i limiti delle terapie esistenti.

Oggi, nel laboratorio del Dana-Farber, Rotiroti studia strategie per prevenire la immune escape, ovvero il processo attraverso cui i tumori modificano la propria espressione antigenica per sottrarsi all’azione delle cellule immunitarie.

La ricercatrice ha sviluppato una piattaforma innovativa in grado di aumentare la sensibilità delle cellule CAR T, migliorandone l’efficacia contro tumori caratterizzati da un’espressione eterogenea degli antigeni: un traguardo che potrebbe aprire la strada a trattamenti più precisi e personalizzati.

Il riconoscimento ottenuto non celebra solo il talento di una scienziata, ma anche il valore della ricerca italiana che continua a esportare eccellenze nel mondo. Il percorso di Maria Caterina Rotiroti rappresenta un esempio di come dedizione, competenza e visione possano trasformare le sfide scientifiche in opportunità concrete per la cura dei pazienti del futuro.