Mark Iuliano, un calabrese che è arrivato in cima al mondo con la Juve

Dall’esperienza con la maglia della Salernitana, dopo che i granata erano risaliti nella serie cadetta, al grande salto con la Juventus, che aveva appena alzato al cielo la Champions League in una delle notti più belle di sempre all’Olimpico di Roma: un sogno ad occhi aperti per Mark Iuliano, calabrese doc.

Una campagna acquisti importante in quell’anno per la Juve, che si trovava a dover rifondare una squadra dopo l’addio di campioni come Vialli, Paulo Sousa, Ravanelli, Vierchowod e Carrera, ma che si rinforzò in maniera impressionante, visto che comprò Boksic, un giovanissimo Christian Vieri, Zidane, Montero e proprio Iuliano. Era un’epoca completamente differente: basti pensare che l’acquisto più costoso fu quello della punta croata Alen Boksic, costato 4,5 milioni di euro, un’inezia se si pensa ai costi dei trasferimenti odierni. Adesso, in tal senso, qualcosa potrebbe cambiare, dato che gli ultimi mesi senza sport per colpa del Coronavirus potrebbero aver provocato qualche scossone nelle finanze del calcio a livello mondiale. Molto lucida e interessante l’analisi pubblicata su L’insider, che si è concentrata in modo approfondito su come stia evolvendo il valore di mercato dei calciatori secondo quanto riportato negli ultimi studi di CIES, KPMG e Transfermarkt e pare proprio che sia difficile poter vedere nel prossimo futuro colpi di mercato come quelli di Joao Felix, pagato oltre 126 milioni di euro dall’Atletico Madrid, Griezmann, 120 milioni per andare al Barcellona oppure Hazard, 100 milioni di euro per il passaggio dal Chelsea al Real Madrid.

Mark Iuliano, un sogno dalla Salernitana alla Juve campione d’Europa

Eppure, anche chi è stato pagato, all’epoca perlomeno, veramente poco, è in grado di ritagliarsi poi comunque un posto nella storia. Mark Iuliano, nato a Cosenza, ha tutto quello che serve per raccontare una vera e propria favola calcistica. Nel 1994 ottiene la promozione in cadetteria con la maglia della Salernitana e nell’autunno del 1996 sta debuttando in Champions League con la maglia della squadra campione d’Europa in carica contro il Manchester United.

Un’emozione che ha ben pochi eguali per il buon Mark, che riesce addirittura, nella medesima stagione, a raggiungere la sua prima gioia con la maglia bianconera il 23 maggio del 1997, nella penultima giornata di campionata, contro l’Atalanta.

Gli appassionati di scommesse calcio, però, ricordano Iuliano soprattutto per quanto avvenne nel 1998, con il suo nome che entra nella storia per via dell’impatto contro Ronaldo, il brasiliano attaccante dell’Inter nella sfida decisiva per l’assegnazione dello scudetto, con cui è avvenuto uno scontro di gioco in area di rigore che l’arbitro Ceccarini non giudicò falloso, facendo letteralmente imbufalire sia la panchina che i tifosi dell’Inter, con una polemica che, nei giorni seguenti, divenne furibonda e finì addirittura in Parlamento. E pensare che, al giorno d’oggi, quell’intervento è ancora oggetto di discussioni.

Palmares super, la carriera da allenatore non altrettanto…

Iuliano, però, la sua storia con la Juve l’ha comunque scritta, anche oltre quello scontro con Ronaldo, visto che con la maglia bianconera la sua esperienza è durata 9 anni e il bilancio di addio, trasferendosi poi in Spagna, è complessivamente di alto livello. Con la Vecchia Signora il difensore nativo di Cosenza ha collezionato 255 presenze, 7 reti, ma soprattutto 4 scudetti, 3 Supercoppa Italiana, una Coppa Intercontinentale, una Supercoppa UEFA e pure una Coppa Intertoto UEFA.

E adesso? Iuliano si è messo a fare l’allenatore, conseguendo il patentino già nel 2012, poco dopo il ritiro dal rettangolo di gioco. Prima allena le giovanili del Pavia e poi comincia la sua esperienza su varie panchine, finendo pure in Albania alla guida del Partizani Tirana. Una delle ultime avventure è quella con l’Udinese, come vice di Igor Tudor, anche se le cose non sono andate esattamente secondo le previsioni.