Mascalzoni a ruota libera

 C’era una volta un’utilitaria che se ne andava per i fatti suoi lungo la Tangenziale di Soverato; e un macchinone di superlusso megagalattico, guidata da un distinto signore al quale, evidentemente, i limiti di velocità e le strisce continue davano fastidio; e decise di fregarsene, sorpassando in doppia striscia; e, una volta che si trovava, anche in galleria. Un presunto mascalzone, costui.

 Andò bene; se fosse accaduto un incidente, oggi leggeremmo piagnistei e predicozzi sulla strada della morte eccetera; mentre sarebbe stata palese colpa del presunto mascalzone. Il quale faceva il comodo suo, e, fortunato com’è, non incontrò pattuglie di agenti.

 Ora, attenti qui. Arrivati a Montepaone, il presunto criminale non si sentì più la reincarnazione di Nuvolari, e conduceva il suo supermezzo solo a 70; e così fece anche a Copanello. Cosa significa? Significa quello che recita un antico detto calabrese:

paura guarda a vigna, e no sipala.

 Significa che il divieto e la macchinetta gli hanno messo un salutare terrore.

 Se qualcuno avesse fermato anche prima il presunto canaglia, e gli avesse levato un milione di punti, più multa alle stelle, oggi si spargerebbe la voce, e tutti tranquilli.

 Lo stesso per i piromani… parola inesatta, e perciò fuorviante. Piromane sarebbe un matto che gode del fuoco, un povero mentecatto da manicomio… Ma chi brucia ettari di bosco, non è un disturbato mentale, è un delinquente che sa quello che fa.

 Perché lo faccia, ci vorrebbe un’inchiesta molto seria in terra… e cielo.

 Comunque, bisogna beccarne uno, e appioppargli vari anni di galera, effettivi e senza sconto. Così si sparge la voce, e non brucia più nessuno.

 La dobbiamo finire di stare sempre dalla parte dei mascalzoni, magari inventandosi, a loro favore, cause sociali della domenica.

 A proposito, nessuno vieta di redimere l’incendiario e rieducarlo: anzi, se sta in galera, può ascoltare comodamente tutti gli sproloqui dei buonisti e soci. Deve pur trascorrere il tempo, no? Basta che non esca, se no, incendia di nuovo.

 Lo stesso per il sorpassatore folle.

Ulderico Nisticò