Maxi-sequestro di beni per 22 milioni ai danni di un imprenditore

La Guardia di Finanza di Cosenza ha sequestrato beni per più di 22 milioni di euro ad un noto imprenditore cosentino e ad alcuni suoi familiari. Si tratta di un sequestro di beni mobili ed immobili ad un imprenditore cosentino, Antonio Ioele, 43 anni, di Montalto Uffugo, che opera nel settore immobiliare e delle concessionarie d’auto. Il sequestro riguarda anche tre suoi familiari. I quattro sono ritenuti “soggetti socialmente pericolosi per ripetuta evasione fiscale”. In particolare, Ioele sarebbe responsabile di sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte e bancarotta fraudolenta per aver sottratto illecitamente al fisco i proventi destinati alla tassazione, reimpiegandoli nella realizzazione di altre attivita’ commerciali facenti capo a parenti e investendoli nell’acquisto di beni immobiliari.

L’uomo era già stato arrestato e condannato alla pena di 3 anni di reclusione. Gli approfondimenti investigativi avrebbero portato alla luce una netta sproporzione del patrimonio disponibile rispetto ai redditi dichiarati. L’esecuzione del provvedimento riguarda 3 complessi aziendali, 19 fabbricati, una villa di prestigio, 2 capannoni industriali di rilevanti dimensioni e 3 appezzamenti di terreno.
Il sequestro é stato fatto in esecuzione di un provvedimento emesso dalla sezione Misure di prevenzione del Tribunale di Cosenza su richiesta della Procura della Repubblica, diretta da Mario Spagnuolo. Nel caso specifico, secondo quanto si é appreso, é stata applicata la normativa antimafia nella parte in cui consente il sequestro di beni anche per reati di natura economica e finanziaria.

“La novita’ e’ che applichiamo la legge sulle misure di prevenzione anche nei confronti di chi opera nell’ambito della criminalita’ economica”. Lo ha detto Mario Spagnuolo, procuratore di Cosenza, nel corso della conferenza stampa relativa all’ingente sequestro di beni, per 22 milioni di euro, effettuato oggi dalla guardia di finanza ad un imprenditore. “E’ la prima volta che si fa nel cosentino – ha detto Spagnuolo – e gia’ era stato fatto, nel distretto, nel vibonese, e penso che continueremo a farlo, perche’ c’e’ uno spazio di illecito economico che va colpito per evitare che la mela cattiva guasti la mela buona”. “Il livello di evasione fiscale nel nostro circondario e’ elevatissimo – ha sottolineato Spagnuolo – e la legge ci impone di intervenire, perche’ altrimenti il cittadino non ha il ritorno del funzionamento dello Stato”.

“I nostri accertamenti traggono origine dal 2007, e ci hanno consentito di dimostrare l’elevata pericolosita’ fiscale dei soggetti coinvolti”. Ha dichiarato il tenente colonnello Michele Merulli, comandante del Nucleo Polizia Tributaria della guardia di finanza di Cosenza. “Tutto nasce da un omesso versamento di Iva – ha detto Merulli – legato a scambi di veicoli, e viene aggravato dal mancato versamento di altri tributi e basti pensare che la domanda di fallimento avanzata da Equitalia evidenzia una situazione debitoria di circa 32 milioni di euro, principalmente nei confronti dell’erario”.
I dettagli sull’esecuzione del provvedimento emesso dal Tribunale Ordinario di Cosenza-Sezione Misure di Prevenzione, su richiesta della locale Procura della Repubblica, ai sensi della normativa Antimafia, sono stati resi noti in mattinata, nel corso di una conferenza stampa. La conferenza è stata presieduta dal Procuratore Capo della Repubblica – dottor Mario Spagnuolo. Presente il Comandante Provinciale della Guardia di Finanza di Cosenza.

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