Medioevo scollacciato e libertino

Una delle tante idee sballate e di origine illuministica sul Medioevo è che fossero tutti casa e chiesa, bacchettoni e timorati, e perciò sessualmente scarsi e repressi. Chi scrive roba del genere non ha la minima nozione di antropologia: proprio le epoche più sanamente barbariche sono quelle in cui i peccati della carne salgono alle stelle. E qui, molto velocemente, ne diamo alcuni esempi, così vi passano le ubbie.

Carlo Magno, tra una guerra e l’altra, ebbe un nugoli di figli legittimi o illegittimi, e tutte le grandi casate franche o tedesche o altoitaliane discendevano (o così dicevano!) dal rubizzo imperatore. Un altro imperatore di quelle parti, Napoleone, quando vinceva una battaglia, subito gridava “Une femme, une femme!”; e veniva accontentato. La sera di Lipsia e quella di Waterloo, andò in bianco.

Non è affatto vero che ci fosse lo ius primae noctis, almeno come regola generale; ma i feudatari si davano da fare con le signorine e signore, e giusto a don Rodrigo capitò male. Due note linguistiche: una italiana, “re non fa corna”; e l’altra calabrese, quando una famiglia si arricchiva inspiegabilmente: “O trovatura, o ‘ncornatura”.

I figli illegittimi, che erano tantissimi, non avevano alcun diritto; ma non venivano abbandonati, e di loro sono piene le cronache: Manfredi, poi re di Sicilia; Selvaggia, ava degli Scaligeri, entrambi prole di Federico II; e quel curioso personaggio del XVI secolo che aveva sì un nome, ma lo chiamano il Gran Bastardo di Savoia. Valoroso condottiero, il Savoia non sedette su troni; ma Ferdinando (Ferrante) I era l’unico figlio di Alfonso d’Aragona il Magnanimo, e, pur illegittimo, fu re di Napoli.
Giovanni d’Austria, cui si deve, con le preghiere di san Pio V, la grande vittoria di Lepanto, era illegittimo di Carlo V; e in numerosa compagnia.
Illegittimo fu forse il Boccaccio; certo, Leonardo.

Quando ai “figli della colpa”, e che non potevano essere tenuti dalle madri, ecco gli Amore, Diotallevi, Esposito, Fortunio, Innocenti, Proietti, Trovato… Spesso i giudici tutelari, davvero crudeli, imponevano loro nomi propri come Aristarco, Eudemo, Prodocimo… giusto per farlo sapere a tutti. Solo da poco è stata abolita la dicitura NN sulla carta d’identità.

Dal XVI secolo, vennero istituite le ruote dei conventi. I trovatelli venivano molto facilmente adottati da contadini sempre bisognosi e braccia.
Le donne, secondo una certa mentalità, erano tutte caste e pure. Ahimè, leggete l’Inferno e il Purgatorio di Dante… e il Paradiso, no?
Cunizza da Romano era suora, ma il fratello, il tiranno Ezzelino, incaricò di rapirla, per sposarla a qualcuno, un altro ben tomo dantesco, Sordello da Goito. Detto fatto, i due s’innamorarono, e vai… Piantato il poeta e spadaccino, Cunizza ebbe altre affettuose amicizie; infine, vecchietta, si diede alle opere di carità; e la premia la gloria del Cielo.

“Tutto ciò che è fatto per amore, avviene sempre di là del bene e del male”.
Ragazzi, scollacciato, questo Medioevo! A proposito, Laura faceva il bagno nelle chiare acque, e certo non vestita!

Ulderico Nisticò

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