Memorie sparse della Seconda guerra mondiale


 La curiosa foto mostra me al bordo di una piscina di oggi sormontata da una casamatta dell’ultima guerra. Siamo nell’agriturismo Vescovo, agro di Andali, a presentare i libri di Daniela Rabia (Le voci dell’eco) e Francesco Pungitore (Il mago di Nardodipace), con squisita cena. Per me, un particolare sentimento, essere circondato da ex allievi.

 In questo contesto, che ci fa una casamatta della Seconda guerra mondiale? La guerra, in questo caso a difendere la strada che dal mare conduce a Belcastro e Cropani; la valle del Crocchio è infatti una via naturale di penetrazione verso l’interno.

 La costa ionica era tutta munita di queste strutture militari, sia sulla spiaggia sia in località interne e collinari. La forma rotonda, le feritoie “bocche di lupo”, consentivano a una pattuglia di soldati di sparare venendo protetti dal calcestruzzo.

 A Soverato ne ricordo due: uno a S. Nicola (Glauco), uno verso la Punta; sono stati demoliti attorno agli anni 1970. Uno ne rimane sulla spiaggia di Satriano. Cito a memoria: uno presso Borgia; uno sotto Catanzaro; uno verso S. Nicola da Crissa.

 Non so di combattimenti attorno alle casematte. I pezzi antinave di Soverato (località Batteria, poi Panoramica e Orto Botanico), nella primavera del 1943 colpirono un sommergibile inglese; la contraerea… leggete questa agghiacciante data: il 7 settembre, poche ore prima dell’armistizio, abbatterono un aereo USA.

 Il presidio di fanteria, pochi giorni prima, da Soverato si era portato a Badolato, dove si batté vigorosamente contro gli Angloamericani. Vincenzo Squillacioti, sulla Radice, ha narrato puntualmente lo scontro.

 Pagina dolorosa furono i bombardamenti terroristici angloamericani, che colpirono anche la popolazione civile; oltre 160, i morti nel Duomo di Catanzaro. A Soverato, uno spezzone colpì un deposito del quarzo, con grave danno economico e per la salute.

 La guerra, per noi, finì il 9, quando Soverato fu occupata da reparto canadese.

Ulderico Nisticò